domenica 30 agosto 2015

In Europa è in corso un’ecatombe. Mare nostro che non sei nei cieli....

In Europa è in corso un’ecatombe sistematica di povera gente ridotta alla disperazione, nel tentativo di fuggire dagli orrori della guerra e dalla violenza economica globalizzata, che noi europei abbiamo in larga parte contribuito a creare. Ogni giorno, centinaia di esseri umani muoiono a causa delle chiusure all’empatia e dei muri che i popoli del benessere erigono a difesa dei propri fragili privilegi. A chi diffonde, come vile megafono, le
scoregge mentali dei fascisti e razzisti o a quanti vi aderiscono con convinzione, invito a guardare le foto di bambini affogati e degli uomini asfissiati nella cella frigorifera di un camion e a porsi una semplice domanda: la mia vergognosa mancanza di empatia verso le sofferenze di persone che condividono la mia stessa natura umana non mi starà forse lentamente trasformando in una merda d’uomo? Mare nostro che non sei nei cieli e abbracci i confini dell'isola e del mondo sia benedetto il tuo sale sia benedetto il tuo fondale accogli le gremite imbarcazioni senza una strada sopra le tue onde i pescatori usciti nella notte le loro reti tra le tue creature che tornano al mattino con la pesca dei naufraghi salvati(Carlo Carmosino) Ps: foto di Matteo Della Torre e Nino Fezza, fotoreporter

Stiamo pagando gli effetti devastanti dell'onda mediatica diffusa da partiti e movimenti pericolosi, il cui obiettivo è quello di catturare consensi, di sfruttare l'emotività del momento, di dividere l'uomo e mettere l'uno contro l'altro...Quando non c'è più compassione per il prossimo sofferente l'umanità è destinata a perire! (Agnese Ginocchio)


Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell'isola e del mondo
sia benedetto il tuo sale
sia benedetto il tuo fondale
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte
le loro reti tra le tue creature
che tornano al mattino
con la pesca dei naufraghi salvati
Mare nostro che non sei nei cieli
all'alba sei colore del frumento
al tramonto dell'uva di vendemmia,
Ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste
tu sei più giusto della terra ferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale
Fai da autunno per loro
da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte
di padre e madre prima di partire
Erri De Luca

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