domenica 24 aprile 2011

" In - Canto di Pace" per "Vittorio Arrigoni"...(canzone dedicata a Vittorio Arrigoni, di Agnese Ginocchio)

"In-CANTO di PACE per VITTORIO ARRIGONI" (canzone  di Pace, dedicata a Vittorio composta da Agnese Ginocchio, i versi seguono dopo questo mess.)

Buona Pasqua 2011 di Pace e di Liberazione da ogni schiavitù e oppressione. Nel segno di "Vittorio" il "Giusto" che ha dato la sua vita per la "Pace" in Terra santa..."Vittorio Arrigoni" é un "seme pasquale" di Pace e di Speranza. Il sacrificio di questo nostro "Operatore di Pace", sia esempio per tanti giovani, che si perdono tra le caducità e le futilità del tempo presente, sia inoltre di lezione e di monito per tanti uomini, politici e governanti che hanno in mano le sorti della Terra e apri in loro uno spiraglio di Luce per avviare il processo di Dialogo e di diplomazia in Terra santa. Affermiamo che non ci sarà mai Pace senza pieno riconoscimento dei Diritti umani per tutti. Pace per la Terra santa, Pace tra la Palestina e Israele. Cessino i soprusi, le violenza e i bombardamenti a Gaza sui civili...Si faccia uno sforzo per aprire la Strada al Dialogo.

Vittorio Arrigoni, dipinto realizzato dall' artista "Cesare Giuffrè".
La Pace é l'unica strada per salvare l'umanità dall'affondo e dalla distruzione totale. Ciascuno di noi rifletta perciò sulle proprie azioni, perché siamo tutti chiamati, nessuno escluso, a cor-rispondere a questi grande "disegno" di cooperazione e di Pace per l'Umanità. Diamo perciò il nostro contributo ed il nostro impegno , piccolo o grande che sia, perché si realizzi la PACE..."Restiamo Umani.."."Stay Human..." E' l'imperativo di Vittorio, che risuona come monito per tutte le nostre mancate azioni e omissioni alla causa di Pace e di Giustizia. Ciao Vittorio Arrigoni. Ciao VIK....Pace, Peace, Mir, Shanti, Amani, Shalom, Salaam..(By: Agnese Ginocchio- Movimento per la Pace)* 24 Aprile 2011 Pasqua di Resurrezione* In memoria di "Vittorio Arrigoni", nel giorno in cui si da l'ultimo saluto all'attivista per la Pace e i diritti umani, attraverso la celebrazione delle esequie a Bulgiago in provincia di Lecco (sua città di origine) in Italia

-Di seguito si riportano i versi del brano d'impegno per la Pace scritto da Agnese Ginocchio e dedicato alla memoria di Vittorio Arrigoni, martire per la Pace.

Agnese Ginocchio  in "In -Canto di Pace" per "Vittorio Arrigoni " davanti al Mausoleo di Roma. 17 Aprile 2011. Autore foto: Andrea Pioltini.

    "Restiamo umani…(Stay Human..)"          
                In-Canto di Pace per "Vittorio Arrigoni"...

dedicata a “Vittorio Arrigoni”, attivista per i diritti Umani dell’ISM, morto a Gaza (Palestina) il 15 Aprile 2011 . “Vittorio, “Martire per la Pace” come Rachel Corrie… (Musica e testo di Agnese Ginocchio, cantautrice per la Pace…)* Copyright-SIAE*
( Liriche ispirate e iniziate a comporre il 17 Aprile 2011, “Domenica delle Palme” durante il mio viaggio verso Roma)

1)Restiamo umani ../ solo questo resta / tutto il resto passa / Siamo una sola Umanità..!
E vivere avrà un “senso” / quando smetteremo di guardarci / come nemici e sradicheremo/
l’odio dalla Storia! / Restiamo umani… /è un “ grido” di coscienza / che interroga ciascuno/
all’impegno e alla coerenza/ nel dare il proprio contributo / perché si possa realizzare/
il Regno di Giustizia e di Pace / nel mondo Ora! …E allora……./ Restiamo umani!

2) Restiamo umani ../ Tu sei un “seme” di Speranza/ nato per far fiorire al mondo/ Pace vera e fratellanza!
Che l’odio e la violenza/ hai vinto seminando solo Amore/ vera forza della nonviolenza/ che varcherà la Storia…/ Restiamo umani../ e saremo vera umanità/ se disarmeremo gli animi/e ci abbracceremo unanimi!
E allora non ammazziamoci,/ è da folli pensare a ucciderci!
E non sarà più un’ “Utopia” credere / che tutto “sì” potrà cambiare.. E allora……./ Restiamo umani!


Finale ( corale e vocalizzi arabi..)  Restiamo umani ..

“Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare”
“La Pace è l’unica strada.. agli scontri di civiltà ”
"Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la Primavera..."
                                           " Ciao Vik.."

" Io che non credo alla guerra non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera, semmai voglio essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire, fra cent’anni, vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: “Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare.” Vittorio Arrigoni, un vincitore."
Di: Agnese Ginocchio-cantautrice per la Pace
http://www.agneseginocchio.it/

-Per ascoltare il file musicale mp3 del brano (provino registrato in maniera semplice dall'autrice -voce e tastiera/voce piano) cliccare quì sopra (attendere alcuni secondi per il caricamenteo del file sul proprio pc)

ATTENZIONE PER l'uso e l'utilizzo del presente materiale file musicali, testi etc..chiedere ESPLICITO permesso all'autrice previa email: info@agneseginocchio.it  Pena la violazione di Copyright (Deposito SIAE)


-Leggi articolo- intervista: "Agnese Ginocchio, la mia voce per la Pace( a cura di Rosa Anna Buonomo, giornalista)"

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Vittorio ARRIGONI....chi era?

Vittorio, un uomo di 36 anni che ha vissuto una vita splendida, in mezzo a noi, mondo di palestinesi, di italiani, mondo di cittadini del mondo!

Un uomo che ha dimostrato che la vita è un dono che va condiviso, un dono che si deve vivere con gli altri, soprattutto con i più beboli, soprattutto con chi soffre le ingiustizie e le prevaricazioni, soprattutto con chi ha più bisogno di noi.
Un uomo che ha capito che nella vita bisogna schierarsi, che nella vita non si deve essere indifferenti!
Un uomo che aveva cultura, cuore, intelligenza; un uomo che poteva avere una vita comoda, tranquilla, agiata; un uomo che ha donato la sua vita agli uomini per... una grande compassione, quel sentimento di solidarietà umana (COME LUI STESSO HA SCRITTO, DAL LATINO CUM PATIRE) o dal LATINO TARDO "COMPATI" patire insieme", da dividere co...n gli altri, ossia per una passione da dividere insieme, la passione della giustizia, la passione della libertà!...

...e, nello stesso tempo, la partecipazione all'altrui dolore...
...ma con la volontà e la forza di combattere insieme agli altri o combattere per gli altri!Mostra tutto

(Di "Renato GHITTONI" 24 Aprile 2011 )
 
- Leggi articolo correlato:  In 2000 ai funerali di Vittorio Arrigoni. Ha concelebrato l'Arcivescovo emerito di Gerusalemme: Vittorio per noi é un martire, un santo..

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sabato 23 aprile 2011

Buona Pasqua 2011- J have a dream..Voltiamo pagina anche per la politica. A breve si tornerà al voto per le amministrative

J have a dream..Voltiamo pagina anche per la politica. A breve si tornerà al voto per le amministrative. Cosa mai potrà cambiare? La politica potrà essere credibile quando all' interno dei propri programmi si comincia a ragionare, a pensare e a parlare di impegno per la Pace, o altrimenti sarà sempre la stessa storia.. Ma cosa vuo, dire impegno per la Pace? Chissà se qualche politico riuscisse a rispondere a questa domanda? Ahimé, credo che stiamo ancora tanto lontani da questo traguardo.. Eppure, non ci restano altre strade per salvare la nostra nazione e le nostre comunità dall' affondo. Si fa ancora tanta fatica a parlare di " impegno per una politica di Pace" nei propri modi di pensare, linguaggi e metodi politici. Occorre "disarmare " gli animi, "disarmare" i linguaggi e le parole senza scendere nelle basse azioni dell' arroganza e della menzogna. Occorre cominciare a dare spazio al confronto, al dialogo e all' azione nonviolenta. Ecco, la nonviolenza come programma politico, base fondante per una politica di Pace. La nonviolenza salverà la storia. Ma occorre formazione su questo percorso..."J have a dream..."Siamo ancora tanto lontani da questo traguardo, ma noi non desistiamo....J

have a dream.. Noi andremo avanti e cammineremo su questa strada, certi di essere sul percorso giusto, nella speranza di vedere finalmente un giorno gli inizi di quel che ora stiamo seminando....La Pace salverà la storia. Dio salvi il mondo. Dio salvi l'umanità dalla distruzione! J have a dream .." Io ho un sogno, che un giorno perfino uno stato colmo dell'arroganza dell'ingiustizia, colmo dell'arroganza dell'oppressione, si trasformerà in un'oasi di libertà e giustizia e di Pace...(M. Luther King) " J have a dream.. Pace e liberazione per la nostra Nazione, Pace e liberazione per la nostra politica, Pace e liberazione per le nostre comunità, Pace e liberazione per il Medio Oriente, Pace e liberazione per il mondo intero.... La Pasqua é resurrezione, simbolo di "risveglio". Risvegliamo allora le coscienze assopite e diamoci dunque da fare, le cose vecchie sono ormai passate. Cogliamo l'attimo e cerchiamo l'essenziale, ciò che veramente conta per la

nostra vita, il nostro futuro, il futuro del mondo. La Pace salverà la storia..Buona Pasqua di Pace e di Liberazione da ogni schiavitù. Un Augurio di Pace infine a tutti i miei "Amici ", in particolare quelli che ho incontrato sulla strada di Pace, che condividono con me questa scelta, questo " Sogno" senza confini e senza barriere, per il quale vale veramente la pena spendere il proprio tempo. Scegliere questa strada significa scegliere la parte migliore...." Beati gli operatori di Pace, perché saranno chiamati figli di Dio". (By: Agnese Ginocchio, cantautrice per la Pace* Testimonial per la Pace)

Auguri di Pace e di liberazione dall'ostentazione di una fede sterile e superficiale. Essere cristiani oggi cosa vuol dire?

Essere cristiani cosa vuol dire oggi? Più coerenza e meno esteriorità salveranno il cristianesimo dall'affondo.

(di Agnese Ginocchio) Partendo da uno spiacevole episodio accadutomi in data odierna all'interno della chiesa principale della mia comunità parrocchiale di origine (ALIFE prov. CASERTA) presso la quale mi ero recata per fare visita al Cristo crocifisso, mi é capitato un fatto spiacevole in seguito al quale mi sono vista costretta a fare una "alzata di voce al parroco", il quale di fronte alle mie domande non sapendo che rispondere, ha fatto finta di nulla e anzi, peggio ancora, mi ha scrollato le spalle e ha continuato a parlare delle sue cose come se niente fosse successo. Certo, non mi aspettavo che so giustificasse, d'altronde non era sua la colpa, ma almeno una parola di vicinanza e di sostegno per l'episodio accadutomi all'interno di una chiesa di cui lui é parroco. Invece nulla di nulla....solo indifferenza! E questa sarebbe la fede di Cristo? E continuo a domandarmi, in questa circostanza cosa avrebbe risposto e come si sarebbe comportato Gesù? .....Per favore, finiamola con tutte queste " pagliacciate". Cristo non vuole questo da voi! Siate coerenti! Vi preoccupate di abbellire il tempio esteriore e vi dimenticare della cosa principale: la cura e l'amore per il gregge! Poi non ci lamentiamo o peggio ancora ci svegliamo tutti all’improvviso quando apprendiamo della notizia del crocifisso ...E la fede di testimonianza dove l’abbiamo messa? Appesa al muro come quel pezzo di legno? Cosa significa avere fede? Cosa significa essere cristiani? Oggi i cristiani sono davvero coerenti al messaggio di Cristo e ai primi apostoli o piuttosto accade il contrario? Avete trasformato la fede in una sorta di magia e di regole mischiate a interessi e poteri, tutto a vostra immagine e somiglianza, nulla a che vedere con il messaggio di Cristo, Agnello di Pace immolato per l'umanità. Invocare Dio per chiedergli la liberazione dal male non basta! Bisogna darsi da fare e tanto, lavorare con le proprie mani, impegnarsi per cambiare questo misero stato di mondo che non va, essere vicini alla nostra umanità che grida ‘aiuto’ . Ma soprattutto finiamola di predicare teologia e catechismo dall'altare e cominciamo a svegliare le coscienze assopite, e a parlare con lo stesso linguaggio della gente usando esempi pratici e attuali al passo coi tempi, altrimenti non si acquisterà mai consapevolezza, ne ci si potrà aprire e togliere quei paraocchi che ci impediscono di guardare il mondo nella giusta ottica. Non bastano le messe, i canti, le processioni, le funzioni solenni, e le infinite sfilate...A cosa servono queste cose se i credenti non sanno fare la differenza, e quindi dimostrare la testimonianza con l'esempio? La fede si testimonia con l’impegno e la missione. Se non c’é questa condizione allora il tutto é solo apparenza, vento che scompare..Non chi dice Signore Signore, ma chi fa la volontà del padre mio…”Guai a voi "disse un giorno Cristo, "perché anziché avvicinare il gregge lo allontanate a causa dei vostri scandali". Poi vi lamentate se il gregge si allontana dalla chiesa... Non si può venire in chiesa a pregere Gesà Cristo e poi si continua a mancare di rispetto e di coerenza. Esattamente quello che ho riferito stamane al parroco, che alle mie parole, non sapendo che dire ha preferito ignorare e scrollare le spalle....Signori, stiamo parlando di un parroco, ovvero di colui che dovrebbe amorevolmente seguire e curare tutto il suo gregge, compreso lo straniero, perché tutti siamo figli di Dio e non ci sono figli di serie "A" o di serie "B". Chiedo "venia" per questa mia riflessione, ma quando ci vuole ci vuole, e poi per quello che mi ritrovo a fare e rappresento, ragion per cui ne andrebbe di mezzo anche il mio "impegno per la Pace" ( Pace significa impegno, movimento, azione coerenza e condanna agli scandali e alle incoerenze di ogni genere....) non posso tacere, ne essere superficiale facendo finta di nulla come se tutto fosse normale. Chi tace acconsente che il "sistema" che schiaccia le "speranze dell'umanità" continui indisturbato la sua opera devastatrice. Dunque chi ha orecchi per intendere intenda! ” Buona Pasqua di Pace e di liberazione dall'ostentazione di una fede sterile e superficiale (Di: Agnese Ginocchio-Testimonial per la PACE. Sabato santo 23 Aprile 2011)

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giovedì 21 aprile 2011

Ringraziamenti al 2° Circolo didattico di Acerra(Na) per l'accoglienza che mi hanno riservato per l'incontro sulla Pace svoltosi martedi 19 aprile 2011.


Ringrazio infinitamente il 2° Circolo didattico di Acerra(NA) diretto dal prof. Amedeo Angelo Caporale, la docente alla legalità Ida Renella e tutte le docenti della scuola, per l'accoglienza che mi hanno riservato per

l'incontro di presentazione del progetto di Pace svoltosi lo scorso 19 Aprile 2011. Per me non é stato facile perché in questi giorni abbiamo ancora nel  cuore il dolore per la dipartita di "Vittorio Arrigoni" ma voi con il vostro affetto, la vostra vicinanza e l'

amicizia mostrata, siete state capaci di regalarmi un sorriso di Pace. Grazie infinite! E grazie per le foto, la bellissima lettera di presentazione a nome della scuola, letta dalla vice preside Giuseppina Manna Caruso, (vedi in coda il messaggio) 

 le poesie che mi avete dedicato, sia quella letta da Ida  Renella che da Maddalena Cannavacciuolo.  Ed

infine grazie ancora per la bellissima pianta d'ulivo con la piccola colomba di Pace segno pasquale di Pace e di

riconciliazione  che mi avete donato e ultimo il video realizzato da Mena Renella(cliccare quì per


vederlo), sulle note del mio brano "Bandiere di Pace". Grazie infinite, siete Grandi! Presente all'incontro inoltre anche il rappresentante dei genitori Domenico Mauriello, responsabile dell' Ass. genitori Acerrani (By: Agnese Ginocchio)





 
-Vedi quì video giornata

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2° CIRCOLO DIDATTICO
VIA DEI MILLE, 2 – ACERRA -(NA)
TEL/FAX - 081/8857146
C.F.80103770634 – C.M. NAEE10200G

La Vice preside "Giuseppina Manna Caruso" legge il Messaggio di "Benvenuto" ad Agnese Ginocchio da parte del Dirigente scolastico e della Scuola del 2 Circolo di Acerra(Napoli)
19 Aprile 2011.
A nome di tutti i presenti Le do il benvenuto in questa scuola.
Il 2^ Circolo si è sempre contraddistinto sul territorio per aver sostenuto argomenti attuali e di rilevanza quali “la legalità, la cittadinanza, la convivenza e la pace”.

Anche quest’anno, in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia, i docenti hanno presentato un progetto attinente.

Tale progetto nasce dalla constatazione che le ultime generazioni di giovani, tra l’altro formate in parte da ragazzi stranieri, non sono consapevoli del percorso che ha portato alla costruzione dello Stato Unitario e delle tracce che la storia degli ultimi 150 ha lasciato sul territorio. Inoltre, mira alla conoscenza di aspetti significativi della storia nazionale, intesi come realtà del passato, memoria collettiva e tradizioni culturali ancora presenti nella vita della comunità.

Gli alunni, attraverso la ricostruzione del panorama storico e culturale del proprio paese e quartiere si avvieranno a conoscere il percorso storico nazionale che ha determinato la formazione dell’Italia Unita e la costruzione dell’identità nazionale.

A questo scopo la sua presenza quest’oggi è molto importante, sono note a molti le sue tantissime iniziative scolastiche -e non- a favore della Pace, della Solidarietà, della Legalità e dei Diritti Umani, ed è proprio per questo suo “ESSERE” che ha composto in occasione delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, un brano in difesa della “Costituzione Italiana”, dal titolo “L’Italia che vorrei …”

Il 27 maggio presso codesto Circolo Didattico, si terrà la manifestazione scolastica e, poiché gli alunni rappresenteranno i 150 anni, noi vorremmo dare a loro, tramite la sua canzone messaggi positivi per il futuro. Oggi sono fanciulli domani saranno uomini quindi a noi il compito di educarli e farli crescere in una Nazione dove regna la libertà e la parità, la pace e la solidarietà, la trasparenza e la legalità, l’Italia dei valori che sa far memoria ……… DESTATI ITALIA!

Tutti noi vorremmo che questa canzone diventasse “INNO” per i nostri ragazzi, Inno di Speranza, di Pace, di Solidarietà, di Libertà e di Giustizia.

Grazie di cuore.
  Acerra li, 19/04/11     "Giuseppina Manna Caruso" vice preside


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C’era una volta Vittorio Arrigoni…


Si racconta che tanti anni orsono, nel lontano 2011…

La fiaba di Vittorio Arrigoni non è finita. La fiaba di Viki continua, continua con tutt* Noi che lo abbiamo amato e continueremo ad amarlo. Ieri sera, e stamattina, due care amiche che ringrazio dal post, mi hanno mandato un Video. Un Video che racconta nel suo finale…

Non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera, semmai voglio essere ricordato per i miei sogni” dice Vittorio Arrigoni in questo video che oggi appare come un testamento, postato su You Tube in queste ore, girato dall’attivista nel cimitero militare di Gaza, dove sono sepolti i soldati morti durante la seconda guerra mondiale. “Dovessi morire, tra cento anni, vorrei che sulla mia lapide – dice ancora Vittorio – fosse scritto ciò che diceva Nelson Mandela: un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare. Vittorio Arrigoni – conclude Vik Utopia guardando in macchina – un vincitore”.

Queste sono le parole emozionanti che sentirete con la voce di Viki. FratelMaghetto partecipa a questo immenso dolore che ha colpito i suoi familiari e tutt* quelli che lo hanno amato con quel Video. Vi porgo anche due fiabe che hanno segnato la mia vita. Anche la mia vita è quella di un sognatore. Un sognatore che spera in un mondo migliore dove la Pace non sia solo una bella parola.
Buon Video e fate Rete subito, dopo potrebbe non essere più possibile perchè come ben sappiamo le Nostre Libertà non sono un dato di fatto.
Ciao a Viki che da lassù, supposto che ci sia qualcosa lassù, aiuti tutt* Noi che siamo quaggiù a creare un modo migliore all’insegna della Pace e della Libertà!

Leggi art. correlati:

-Arrigoni. Il mio ricordo di Vik Utopia (Di Daniele BIELLA-Vita)

-Vittorio Arrigoni torna a casa, intervista ad Alessandra Capone
 
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mercoledì 20 aprile 2011

20 Aprile 2011 Ricordiamo don Tonino Bello profeta di Pace. Don Tonino sulla Passione di Cristo.

C' è una frase immensa, che riassume la tragedia del creato alla morte di Cristo:


"Da mezzogiorno al le tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra".
Forse è la frase più scura di tutta la Bibbia.

Per me è una delle più luminose. Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invali cabili, il tempo in cui è concesso al buio di infierire sulla terra.
Ecco le sponde che delimitano il fiume del le lacrime umane. Ecco le saracinesche che compri mono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell' "uomo".

"Collocazione provvisoria". Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce.
La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo.

Coraggio, allora: la tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre "collocazione provvisoria".

Il Calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale.
E il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio.

Coraggio, comunque!
Noi credenti, nonostante tutto, possiamo contare sulla Pasqua.

E sulla Domenica, che è l' edizione settimanale della Pasqua. Essa è il giorno dei macigni che rotolano via dall' imboccatura dei sepolcri.

È l' intreccio di annunci di liberazione, portati da donne ansimanti dopo lunghe corse sull' erba. E'  l' incontro di compagni trafelati sulla strada polverosa.

È il tripudio di una notizia che si temeva non potesse giungere più e che invece corre di bocca in bocca ricreando rapporti nuovi tra vecchi amici. E'  la gioia delle apparizioni del Risorto che scatena abbracci nel cenacolo.

È la festa degli ex delusi della vita, nel cui cuore all' improvviso dilaga la speranza.
Riconciliamoci con la gioia.

La Pasqua sconfigga il nostro peccato, frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi, e perfino la morte, dal versante giusto: quello del "terzo giorno".
Da lì le sofferenze del mondo non saranno più i rantoli dell' agonia, ma i travagli del parto.

E le stigmate lasciate dai chiodi nelle nostre mani saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d' ora le luci di un mondo nuovo".

Don Tonino Bello, Vescovo di Molfetta(Bari), profeta di Pace

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martedì 19 aprile 2011

Lamento in morte di Vittorio Arrigoni


“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli imprescindibili.” Bertolt Brech

Vittorio Arrigoni era un imprescindibile. Vittorio faceva la differenza. Vittorio era un eroe. E il suo assassinio rientra nel novero delle azioni inqualificabili; un’azione che neppure la più spietata delle organizzazioni terroristiche avrebbe il coraggio di rivendicare con orgoglio e a cui non si può rispondere con indifferenza o con esecrabili refrain del tipo “se l’è cercata” o “è stato ucciso dalle stesse persone che difendeva“.

Ieri, tra le migliaia di articoli, contributi, commenti che sono apparsi sul web, mi sono imbattuta in qualche blog in cui si dichiarava che invece di perder tempo a commemorare un “utile idiota” un “amico dei terroristi perito per mano dei suoi amici”, ci si sarebbe dovuti occupare dei prigionieri israeliani che Hamas si ostina a non voler liberare. In sostanza, si sosteneva che un prigioniero israeliano fosse più importante di un morto filo-palestinese.

Ma non voglio soffermarmi troppo a dar credito a simili bestialità.

Voglio raccontare delle decine di bandiere italiane che, in questo stesso istante, svettano sotto il cielo di Gaza. Delle migliaia di persone che stanno scrivendo il nome di Vittorio sulla loro pelle, perché la sua morte non sia una morte vera, perché insieme al suo corpo non venga sepolta e infangata la lotta di una vita. Vittorio chiedava il cessate il fuoco, voleva che la si smettesse di prendere a calci delle bambine di sei anni perché tentano di proteggere le madri, che si smettesse di uccidere (cinquanta palestinesi hanno perso la vita dall’inizio del 2011, nessun israeliano) e che si cominciasse ad ascoltare la seppur debolissima voce del popolo palestinese. Ascoltare. Nient’altro.

Voglio ricordare Vittorio per quello che davvero è stato e per quel che la sua opera volontaria e disinteressata ha rappresentato per l’intero popolo palestinese, popolo nel quale non mi sento di annoverare la frangia salafita che si è macchiata dell’uccisione di quello che Giulietto Chiesa ha definito “un eroe dei nostri tempi”. Chiunque abbia ucciso Vittorio non è un palestinese. Può avere la nazionalità palestinese, essere nato in Palestina, provenire da un albero genealogico che affonda le sue profondissime ed intricate radici solo ed eslcusivamente in Palestina, ma non è e non sarà mai un palestinese. Perché, ammazzando Vittorio, ha agito contro gli interessi del suo popolo; perpretrando un omicidio barbaro e insensato ha indebolito la resistenza all’occupazione israeliana, piegato le speranza delle migliaia di persone che confidavano nell’aiuto di Vittorio per poter tornare finalmente liberi e -in buona sostanza- fatto un enorme favore a tutte quelle frange estremiste israeliane che da anni ne invocavano la morte.

Giulietto Chiesa, così come moltissimi altri, ci mette sull’allerta, sostenendo che: “Useranno l’inganno per perpetrare le loro violenze. Come in questo caso orribile. Hanno usato la sigla ‘salafita’ perchè si riversasse sul mondo islamico l’esecrazione inevitabile. Ma era un trucco, ovviamente ignobile, per dirottare l’attenzione. Non volevano nessuno scambio di prigionieri. Volevano uccidere Vittorio. Un ragazzo meraviglioso. Coraggioso, pieno di abnegazione, di idee buone. Scriveva ‘restiamo umani’: era la sua sigla. Niente è stato detto di più aderente alla realtà di cui avremmo bisogno, di fronte alla disumanità che lui ci aveva raccontato: la ferocia dell’assalto contro Gaza, la determinazione di uccidere i civili, di sterminare ‘gli scarafaggi’ che osano esistere in un luogo che Israele ha deciso essere suo. Ma Vittorio è stato ucciso perchè resisteva contro un nemico molto più grande“.

Colpendo Vittorio, si è inteso colpire il cuore pulsante della resistenza palestinese. Perché di resistenza si tratta. Resistenza ad attacchi quasi quotidiani ed indiscriminati, che comprendono rastrellamenti di giovanissimi adolescenti, uccisioni di contadini che si ostinano a voler coltivare “la terra sbagliata”, bombardamenti e raid in piena regola che non fingono neppure di volersi tenere a distanza da obiettivi civili.
I palestinesi amavano Vittorio. E non perché li incitava a rispondere con violenza alla violenza, ma perché li aiutava a difendersi, a rivendicare i diritti che, ogni giorno, vengono calpestati nel più assordante dei silenzi da parte della comunità internazionale. Vittorio era un pacifista. Non di quelli che si limitano ad esporre la bandiera arcobaleno sui loro balconi, è chiaro. Ma solo perché la semplice esposizione di una bandiera, in Palestina, non servirebbe a nulla. Non aiuterebbe i bambini a camminare in tutta sicurezza nelle strade delle loro città, né aiuterebbe i contadini e i pescatori a trovare il modo di sopravvivere mentre qualcuno sottrae loro il diritto alla terra e alle acque pescose. Vittorio Arrigoni non era un uomo violento, ma era un uomo d’azione. E se aveva parole dure nei confronti del governo israeliano è solo perché Israele, in questi ultimi anni, si è macchiata di crimini impronunciabili, spesso condannati -in primo luogo- da eminenti esponenti dell’intellighenzia ebraica e da moltissimi ebrei in tutto il mondo.

Vittorio ha più volte fatto scudo con il proprio corpo alla violenza dell’esercito israeliano. Violenza continua, innegabile, disumana, intollerabile. L’attivista dell’International Solidarity Movement altri non era che uno scomodissimo testimone che si ostinava a raccontare al mondo -attraverso Guerrilla Radio, gli articoli sul manifesto e il suo libro- cose che non avrebbero dovuto varcare i confini della prigione a cielo aperto più grande del mondo: la Palestina. Il pacifista italiano non si sarebbe mai e poi mai opposto alla convivenza pacifica tra Israele e Palestina, a patto però che la fine delle ostilità non fosse subordinata alla completa sottomissione dei palestinesi ai dettami israeliani e la cosidetta “pace” non si rivelasse nient’altro che la rinuncia del popolo palestinese a qualunque genere di rivendicazione. Che giustizia sarebbe mai questa? Come potrebbe un vero pacifista accettare che la pace calpesti i diritti di un popolo e passi -solo ed esclusivamente- per la resa incondizionata di una delle due parti alle volontà dell’altra?

Vittorio rivendicava solo il diritto a raccontare l’orrore. Era questa il suo mestiere, la sua missione: fare in modo che la gente sapesse, aprisse gli occhi e non avesse paura di riconoscere il volto di un massacro solo perché, stavolta, a compierlo è un popolo che è stato fatto oggetto di una delle più indicibili barbarie della storia dell’uomo. “Se ho ancora la forza di raccontare della loro fine è perché voglio rendere giustizia a chi non ha più voce, forse, a chi non ha mai avuto orecchie per ascoltare“. Le sue intenzioni sono tutte racchiuse in questa semplice frase. Vittorio voleva essere il megafono del dolore del popolo palestinese, “non per i morti” -diceva- “ma per i feriti a morte di questa orrenda strage“. Voleva dare modo a quanti vivono nello sconforto e nella disperazione di continuare a sperare, perché se il mondo intero sapesse tutto quel che davvero succede a Gaza non potrebbe continuare a far finta di niente. Per quale altra ragione avrebbe scritto sul suo blog quasi ogni giorno, postato decine e decine di video su Youtube che documentano l’efferatezza degli attacchi israeliani; per quale altra ragione avrebbe riportato, attraverso Facebook, ogni singola perdita, ogni singolo ferimento, ogni singola prepotenza senza mai (mai!) gridare alla rappresaglia, ma solo chiedendo che il massacro venisse fermato?

Vittorio amava dire “non temo le urla dei violenti ma il silenzio degli onesti” e allora, in sua memoria, non diamo credito a quanti infangano il buon nome di Arrigoni, a quanti sputano sulla sua tomba o ridono o godono del suo trapasso, a quanti -in queste ore- hanno fatto richiesta che la voce su Wikipedia che lo riguarda sia cancellata. Vogliono seppellirlo ancora, impedire che il mondo sappia cosa davvero pensava, voleva e -a differenza della stragrande maggioranza dei chiacchieroni dell’ultima ora- faceva.Vogliono far credere che fosse un pericoloso criminale antiseminta, e questo solo perché aveva pesanti parole di sdegno (parole, non bombe!) nei confronti non già degli ebrei (quale accusa infamante!) ma degli israeliani che, prepotentemente, avanzano incuranti della morte che portano tra i civili -vecchi, donne e bambini compresi. Pensateci davvero bene: voi non chiamereste “maledetto” qualcuno che occupa la vostra casa, la vostra terra, monopolizza le vostre fonti di sopravvivenza e -se la cosa non vi sta bene- arriva ad uccidere vostro figlio? Vittorio non ha mai ammazzato nessuno. Ha solo invocato una giustizia, sia per le vittime che per i carnefici.

Quando usciva in mare in compagnia dei pescatori -in quella che va sotto il nome di operazione Freedom Flotilla- queste e solo queste erano le sue intenzioni: “Ci sono svariegate ragioni per cui usciamo a pescare coi palestinesi, alcune visibilmente concrete e vitali, altre dai connotati simbolici, ma non meno essenziali. Una giornata al largo con noi, a detta dei pescatori, equivale ad una settimana di ordinario lavoro, quando senza internazionali a bordo non si arrischiano a spingersi più di qualche miglia dal porto, dove il pescabile è miserevole, perchè se lo fanno sono morti, feriti quando va bene”.

Nell’inconsolabile disperazione di coloro che lo hanno amato, nelle lacrime di coloro che lo hanno ammirato, nella rabbia di quanti hanno vissuto insieme a lui o attraverso di lui l’orrore e l’ingiustizia della guerra, cerchiamo la risposta alla domanda: chi è stato davvero Vittorio Arrigoni? E se avremo abbastanza coraggio da voler vedere la verità che ormai nuda si svela davanti ai nostri occhi ricolmi di sospetto, troveremo una risposta unanime.

Il mondo non sarebbe stato trafitto da un dolore così intenso se la morte avesse rapito un uomo ingiusto.

Restiamo onesti, restiamo umani, ma non restiamo in silenzio, non lasciamo che la disinformazione e l’uso pretestuoso della grida di dolore Vittorio finiscano per ucciderlo ancora, e stavolta per sempre.

Fonte: Fanpage Social Media

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La madre di Arrigoni: 'Risparmiate la vita di chi ha ucciso Vittorio' .L'appello alle autorità di Hamas della madre dell'attivista ucciso a Gaza

"So che a Gaza vige la pena di morte. I presunti esecutori dell'omicidio di Vittorio, se ritenuti colpevoli, verranno quasi sicuramente uccisi. Io sono contro la pena di morte, e anche Vittorio lo era. Considerava la vita come il valore supremo. Per questo, chi dovrà giudicare i suoi assassini sappia che Vittorio non avrebbe mai voluto che fossero condannati a morte". Questo chiede Egidia Beretta, madre dell'attivista italiano ucciso da estremisti islamici a Gaza, alle autorità di Hamas. "Che giustizia sia fatta, che i colpevoli paghino, ma nel rispetto della dignità della vita umana. Se la morte di Vittorio non porterà che frutti di pace e di speranza, quest'altra morte non genererebbe che odio e violenza. Se me ne compiacessi, come potrei, come potremmo continuare a ripetere il grido, l'appello, la supplica di Vittorio: Restiamo umani?". Le autorità di Hamas hanno arrestato il 16 aprile i due presunti esecutori dell'omicidio di Arrigoni. Altre quattro persone, delle quali sono state diffuse ieri le foto, sono ricercate. La legge islamica, la sharia, prevede la pena di morte per omicidio, stupro, apostasia, rapina a mano armata e traffico di stupefacenti.


Luca Galassi Peace Reporter ( Giornalismo per la Pace)

lunedì 18 aprile 2011

Per Vittorio. La decisione della famiglia ARRIGONI non é mossa da alcun ODIO, ma solo COERENZA! Rispettiamola per favore senza giudicare!

Contro le solite polemiche e pareri contrari che si stanno sollevando in queste ore in Italia sulla storia e sulla scelta di Vittorio, sarebbe opportuno che ci fosse una risposta, un segnale forte! Sarebbe ben giusto che i suoi funerali si svolgessero nel Duomo di Milano o almeno in un luogo ben centrale e raggiungibile da tutti. Questo giovane merita di essere ricordato come "Testimone di Pace" e non con il termine "assurdo" di sobillatore o di sovversivo di un popolo ( ricordo che anche a Cristo furono lanciati gli stessi attacchi...). Com' é difficile far comprendere agli italiani il significato dell'attivismo e dell'impegno per la causa di Pace e di Giustizia...una scelta che va oltre ogni veduta religiosa, anche se é parte integrante della stessa. Com'é difficile...Colpa sicuramente dell' ignoranza, della poca attenzione sull'argomento, colpa quindi di tanta superficialità di massa, di una fede ancora troppo chiusa e bigotta e di una politica cjhs si serve dell'arma dell' arroganza e della corruzione e che si macchia di sangue innocente pur di non lasciarsi scappare potere e petrolio... Ma ritornando a Vittorio vorrei ancora dire: Se la sua famiglia ha negato che la salma di Vittorio passasse per Israele Lo é stato per un semplice motivo: non l'avevano accettato da vivo, perché dovrebbe passare oda da morto? Nessun odio come si sta flsamente interpretando questa decisione, NESSUNO ODIO, sia ben chiaro, piuttosto la definirei una scelta coerente e giusta..ma. E per favore finiamola di polemizzare. Vi basti il dolore di una famiglia che ha perso suo figlio..rispettiamo il suo volere. RISPETTO per favore!!! Prima di criticare questa scelta provate a mettervi nei panni di queste persone...E in ultimo voglio ricordare il monito di Cristo quando mandò i suoi discepoli due a due a convertire le genti. Cristo disse: "quando non vi accoglieranno voltate loro le spalle e scuotetevi anche la polvere di dosso"...Io credo che in questo monito si inquadra perfettamente la decisione della famiglia Arrigoni nel non far passare la salma del figlio per il territorio israeliano. Vittorio non era stato accettato da vivo...Ragion per cui finiamola di polemizzare. Piuttosto, cerchiamo di "restare veramente umani", "compassionevoli" delle sciagure e sofferenze altrui e di impegnarci a migliorare questo mondo alla deriva.... Un sentito saluto di Pace a tutti! (Agnese Ginocchio, Movimento per la Pace, 18 Aprile 2011. Scritto mentre si stanno svolgendo i funerali di stato di Vittorio Arrigoni a Gaza)


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domenica 17 aprile 2011

ROMA- "Restiamo Umani..". Caro Vittorio, oggi, Domenica delle Palme e Festa di Pace, Ti ho ricordato durante il mio intervento in musica e parole di Pace..

ROMA- "Restiamo Umani..". Caro Vittorio, oggi 17 Aprile, Domenica delle Palme e Festa di Pace, durante il mio intervento in musica e parole di Pace  nel Museo storico della Liberazione in via Tasso a Roma, luogo e "simbolo" per eccellenza della Storia della Resistenza e della Memoria Italiana, nel presentare il video che accompagna il brano dedicato al 150 ° dell' Unità d' Italia, ti ho ricordato. Ho voluto dedicare a Te questo mio brano dedicato a quella parte dell' Italia costituita dagli onesti e della gente per bene, a quella parte dell'Italia costituita da tanti giovani che come Te, non sono stati fermi a guardare e a vivere passivamente una storia che non é più storia, ma che hanno generosamente scelto di impegnarsi in prima persona per dare l'esempio di quello che dovrebbe essere il cambiamento di ciascuno, che hanno scelto di donare la propria vita per un nobile ideale quale quello della "PACE" per difendere i diritti degli ultimi e degli oppressi. Tu, Vittorio sei parte di quelle persone che hanno onorato grandemente e scritto la storia della nostra Nazione, e attraverso il tuo esempio ci hai ricordato quanto sia importante l'impegno per la causa di Pace e la difesa dei Diritti universali. Accanto a me c'era il presidente del Museo "Antonio Parisella"(in questa foto alla mia sx) il quale facendo eco alle mie parole, ha ricordato quanto sia fondamentale che la politica si smilitarizzi e adotti metodi e azioni nonviolente per cambiare e disarmare la storia. Un grosso e sentito applauso é scaturito dal cuore di tutti dopo che hanno sentito il tuo "Nome"...Ci siamo tutti commossi Vittorio, e non smetteremo mai di pensarti..."Restiamo Umani"..questa é l'eredità che ci lasci e che noi, nel tuo nome, cercheremo di ricordarlo sempre, tenendo alto il nome e l'impegno per la causa della Pace e lo faremo attraverso la pratica e l'azione quotidiana, ogni giorno..Ciao Vitorio.. Nel mio viaggio di andata verso Roma stamane, ho composto per Te un testo sviluppato sulla tua "Restiamo Umani.." Molto presto questa lirica diventerà un brano, già lo é nella mia mente, ma molto presto la conosceranno tutti....Ciao giovane e generoso testimone di Pace Vittorio...(Agnese Ginocchio-cantautrice per la Pace. 17 Aprile 2011)
Agnese Ginocchio davanti al Colosseo Romano- 17 Aprile 2011- Autore foto: Andrea Pioltini, fotoreporter

Didascalia foto 1 in alto (autore Andrea Pioltini): Agnese consegna al presidente del Museo storico della Liberazione di Roma dott. Antonio Parisella( a sx di Agnese) il simbolo di Pace in questa giornata della Domenica delle Palme dedicata alla Pace: un ramoscello d'ulivo sul quale poggia la piccola "Colomba di Pace. Il simbolo di Pace accompagna il testo del brano dedicato al 150 dell'Unità d'Italia dal titolo: L"'Italia che vorrei.." presentato in data odierna al Museo, luogo e simbolo per eccellenza della Storia della Resistenza e della Memoria Italiana. Il Testo del brano dedicato all'Unità d'Italia, é stato consegnato al Museo storico della Liberazione, quale documento storico della nuova Resistenza Italiana e della Storia della Pace. A dx di Agnese il prof. Modestino che ha curato la parte tecnica della giornata, mandando il video realito al brano "L'Italia che vorrei" . Il brano correlato del suddetto video di può visualizzare - ascoltare anche sul mio sito o trovare su youtube..(al quale va un sentito ringraziamento) .Info: http://www.agneseginocchio.it/

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RESTIAMO UMANI! VITTORIO NON E' MAI STATO COSI' VIVO COME ORA (DI "EGIDIA BERETTA - ARRIGONI" - madre di Vittorio)

VITTORIO NON E' MAI STATO COSI' VIVO COME ORA (DI "EGIDIA BERETTA ARRIGONI", Mamma di Vittorio, - 17 Aprile 2011)

"Restiamo UMANI"..

Bisogna morire per diventare un eroe, per avere la prima pagina dei giornali, per avere le tv fuori di casa, bisogna morire per restare umani? Mi torna alla mente il Vittorio del Natale 2005, imprigionato nel carcere dell’aeroporto Ben Gurion, le cicatrici dei manettoni che gli hanno segato i polsi, i contatti negati con il consolato, il processo farsa. E la Pasqua dello stesso anno quando, alla frontiera giordana subito dopo il ponte di Allenbay, la polizia israeliana lo bloccò per impedirgli di entrare in Israele, lo caricò su un bus e in sette, una era una poliziotta, lo picchiarono «con arte», senza lasciare segni esteriori, da veri professionisti qual sono, scaraventandolo poi a terra e lanciandogli sul viso, come ultimo sfregio, i capelli strappatagli con i loro potenti anfibi. Vittorio era un indesiderato in Israele. Troppo sovversivo, per aver manifestato con l’amico Gabriele l’anno prima con le donne e gli uomini nel villaggio di Budrus contro il muro della vergogna, insegnando e cantando insieme il nostro più bel canto partigiano: «O bella ciao, ciao…» Non vidi allora televisioni, nemmeno quando, nell’autunno 2008, un commando assalì il peschereccio al largo di Rafah, in acque palestinesi e Vittorio fu rinchiuso a Ramle e poi rispedito a casa in tuta e ciabatte. Certo, ora non posso che ringraziare la stampa e la tv che ci hanno avvicinato con garbo, che hanno «presidiato» la nostra casa con riguardo, senza eccessi e mi hanno dato l’occasione per parlare di Vittorio e delle sue scelte ideali. Questo figlio perduto, ma così vivo come forse non lo è stato mai, che come il seme che nella terra marcisce e muore, darà frutti rigogliosi. Lo vedo e lo sento già dalle parole degli amici, soprattutto dei giovani, alcuni vicini, altri lontanissimi che attraverso Vittorio hanno conosciuto e capito, tanto più ora, come si può dare un senso ad «Utopia», come la sete di giustizia e di pace, la fratellanza e la solidarietà abbiano ancora cittadinanza e che, come diceva Vittorio, «la Palestina può anche essere fuori dell’uscio di casa». Eravamo lontani con Vittorio, ma più che mai vicini. Come ora, con la sua presenza viva che ingigantisce di ora in ora, come un vento che da Gaza, dal suo amato mar Mediterraneo, soffiando impetuoso ci consegni le sue speranze e il suo amore per i senza voce, per i deboli, per gli oppressi, passandoci il testimone. Restiamo umani.    (17 Aprile 2011 )

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Sulla morte del pacifista Vittorio Arrigoni 15 Aprile 2011 GAZA- Palestina

Sulla morte del pacifista Vittorio Arrigoni 15 Aprile 2011 GAZA- Palestina


SI E' SVOLTO IL 16 APRILE A VITERBO UN INCONTRO IN MEMORIA DI VITTORIO ARRIGONI


Sabato 16 aprile si e' svolto a Viterbo presso il "Centro di ricerca per la pace" un incontro in ricordo di Vittorio Arrigoni, contro la guerra e contro il razzismo, per i diritti umani di tutti gli esseri umani.
Nel corso dell'incontro sono stati letti e commentati alcuni brani del libro "Gaza. Restiamo umani" del volontario italiano assassinato.
Sono stati letti anche testi di Hannah Arendt, Primo Levi, Edward W. Said.

Oltre alla commemorazione laica sono stati recitati un salmo ebraico, una pericope evangelica, una sura coranica, per ricordare tutte le vittime delle guerre, dei poteri criminali, del razzismo.

* Il responsabile della struttura pacifista viterbese, Peppe Sini, ha dichiarato:

"Denunciamo: lo scandalo di un governo italiano, e di un capo dello stato italiano, che sanno riconoscere la "barbarie terrorista" quando a morire e' un nostro connazionale assassinato da una banda di criminali, ed insieme sono tra i responsabili dei massacri di cui consistono le guerre terroriste e stragiste in Afghanistan e in Libia cui l'Italia illegalmente partecipa, e sono altresi' i maggiori responsabili del massacro dei migranti nel Mediterraneo e della persecuzione dei migranti nel nostro paese, massacri e persecuzioni che sono diretta conseguenza delle scellerate politiche razziste italiane ed europee.

I diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani devono valere per tutti gli esseri umani: il loro rispetto deve essere impegno di tutti gli stati del mondo. E per le istituzioni italiane deve valere altresì quanto stabilisce la Costituzione della Repubblica Italiana, che si oppone alla guerra e al razzismo, che si oppone alle stragi e alle persecuzioni, che si oppone al terrorismo tanto dei singoli che dei gruppi, tanto dei miseri che dei potenti, tanto dei banditi che dei governi.

Occorre cessare le guerre, occorre il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti, occorre costruire la pace e la giustizia con i mezzi della pace e della giustizia.

Occorre che la nonviolenza diventi il fondamento delle relazioni umane, dal livello interpersonale a quello internazionale.

* Pertanto rivolgiamo un invito alle istituzioni italiane affinché siano immediatamente abolite le criminali leggi razziste (in primo luogo la scellerata, incostituzionale legge 94/2009) e cessi immediatamente la sciagurata, incostituzionale partecipazione italiana alla guerra in Afghanistan e in Libia.
Rivolgiamo un’invito a tutte le persone di buona volontà affinché esprimano persuasa e corale, visibile e concreta, l'opposizione del popolo italiano alla guerra e al razzismo, alle uccisioni e alle persecuzioni.

Vi e' una sola umanita'.
Tutti i diritti umani per tutti gli esseri umani.
Con le parole di Heinrich Boll: "Ogni vittima ha il volto di Abele".
Con le parole di Vittorio Arrigoni: "Restiamo umani".
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

La Pace è l’ unica strada…

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In Memoria di "Vittorio ARRIGONI", Testimone e Martire per la PACE...(é stato barbaramente ucciso)
Il giovane pacifista "Vittorio ARRIGONI" ha lasciato una enorme eredità collettiva, ricordandoci la bellezza dell' uomo vero, che antepone il prossimo(l'umanità intorno a noi) a sé, e che rincorre con coraggio i propri "sogni" senza chiedersi a che prezzo... Vittorio, grande esempio di altruismo e di donazione al prossimo. Che i giovani ne prendano esempio e imparino a fare la distinzione tra veri e falsi idoli...

"VITTORIO ARIGONI" MARTIRE per la PACE. Profondo cordoglio e dolore per l'accaduto. Oggi la PACE é in LUTTO! (Di Agnese Ginocchio, cantautrice per la Pace)

"Vittorio Arrigoni fulgido esempio di "Giornalismo Coraggio per la Pace" . Essendo stato minacciato di morte più volte per le testimonianze di verità su quello che accadeva, che puntualmente di faceva conoscere, aveva deciso di non andarsene per dare voce a una parte del popolo palestinese oppresso dal regime israeliano. Vittorio sia esempio per tanti che fanno del giornalismo solo uno strumento di disinformazione e di servilismo politico, rendendosi così complici della deriva della nostra civilità! Abbiamo bisogno di giornalisti veri, di giornalisti per la Pace, così come Vittorio..." Restiamo UMANI!" (Di Agnese Ginocchio)

L'efferata morte di Vittorio ARRIGONI in questo Venerdi di quaresima (15 Aprile 2011) che precede la settimana santa ed il triduo Pasquale richiama tutti noi all'impegno di essere Testimoni di fede, di quella fede fatta non di parole e formulari, ma di azioni concrete e di Coraggio. Il "Coraggio" di testimoniare ogni giorno e di scegliere da che parte stare... Vittorio Arrigoni é dunque per la nostra nazione, per i nostri giovani, sempre più disorientati da esempi scandalosi di una politica immorale e da tanta corruzione dilagante, un "Seme pasquale di Pace e di Giustizia" in questo tempo arido di valori e di punti di rifermento. In  " Vittorio" abbiamo visto il volto sfigurato di quel Cristo crocifisso dai suoi carnefici, da coloro ovvero che aveva donato largamente benefici e guarigioni...  “Restiamo umani”.. scrive Vittorio al termine di ogni suo scritto… Ritorniamo a dare un senso vero alla vita. Non disperdiamo le energie, non perdiamoci nel baratro del nulla
Esprimiamo Profondo cordoglio, dolore e vicinanza alla famiglia Arrigoni, per l'assurda scomparsa di VITTORIO!" RESTIAMO UMANI... (Di "Agnese Ginocchio" - Movimento per la Pace - 15 Aprile 2011)

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Non è facile restare umani. Lettera a Vittorio Arrigoni (di Pino De Luca)

Non è facile restare umani. Lettera a Vittorio Arrigoni


Caro Vittorio,

quando ho saputo della tua morte mi sono incazzato con te. Con quella tua sconfinata, ingenua e incredibile fiducia nell'essere umano.

Ho pensato che se avessi avuto una qualche arma, un qualche addestramento, ti saresti difeso, ce l'avresti fatta a non morire come l'agnello sacrificale di una Pasqua qualunque.

Ho pensato poi che non l'avresti fatto, che saresti andato incontro al destino con la medesima serenità con la quale hai sfidato le bombe a Gaza, con l'incedere dell'uomo forte che va a vivere sotto la follia delle tempeste di fuoco israeliane su un popolo tenuto nel più grande campo di concentramento che sia mai esistito.

Ora le tue cronache non le leggeremo più, non vedremo le sofferenze di una terra con gli occhi di chi odia tanto la guerra da non dar pace a chi la persegue.

Ci sono, caro Vittorio, degli omuncoli anche in questo paese, gente malvagia che sa solo vomitare fango e stamparlo su fogli puzzolenti di marciume, stampati con i soldi di potenti che si stanno imputridendo e fanno imputridire anche il nostro paese rendendolo la più grande discarica della terra. Leggendo quei giornali e le parole di queste miserabili pantegane appestate, ho dovuto rileggere il tuo libro per "restare umano". Come ben sai io non sono d'accordo con te, non ho né la tua infinita pazienza né il tuo gigantesco coraggio. Io perdo la prima e tendo a trasformare in avventatezza il secondo facendomi trascinare nella bolgia.

E per restare umano ho riletto il pezzo "dell'amore sotto le bombe". Tu scrivi alla fine:

"Voltaire invitava a rispettare qualsiasi opinione, io invito a smetterla di gettare i semi dell'odio che qui, innaffiati di sangue, alimentano il germe di un risentimento insanabile." p. 98

Qui i semi dell'odio sono innaffiati con inchiostro velenoso, tu inviti a smetterla, io per parte mia lo farei ingoiare a chi lo sparpaglia.

Ti saluto Vittorio. Con Amicizia Sempre.

PINO DE LUCA  Appunti cosparsi su temi sparsi

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stralci tratti dal libro : "RESTIAMO UMANI" (di Vittorio ArrigonI)

"Vi avverto che solo sfogliare questo libro potrebbe risultare pericoloso,
sono infatti pagine nocive, imbrattate di sangue,
impregnate di fosforo bianco,
taglienti di schegge d'esplosivo.
Se letto nella quiete delle vostre camere da letto
rimbomberanno i muri delle nostre urla di terrore,
e mi preoccupo per le pareti dei vostri cuori
che conosco come non ancora insonorizzate dal dolore.

Mettete quel volume al sicuro,
vicino alla portata dei bambini,
di modo che possano sapere sin da subito di un mondo a loro poco distante, dove l'indifferenza e il razzismo fanno a pezzi loro coetanei come fossero bambole di pezza.
In modo tale che possano vaccinarsi già in età precoce
contro questa epidemia di violenza verso il diverso e ignavia dinnanzi all'ingiustizia.
Per un domani poter restare umani"...

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Il libro: “Gaza, Restiamo Umani”. Vittorio Arrigoni racconta l’operazione ‘piombo fuso’ dalla Striscia


Cari Hermanos, il nostro adagio “RESTIAMO UMANI” ,è diventato un libro.
Vi presento in anteprima la copertina del racconto di tre settimane di massacro, scritto al meglio delle mie possibilità, il punto di vista di una vittima e non di un semplice cronista, in situazioni di assoluta precarietà,
spesso trascrivendo l’inferno circostante su un taccuino sgualcito piegato sopra un’ambulanza in corsa a sirene spiegate, o battendo ebefrenico i tasti su di un computer di fortuna all’interno di palazzi scossi come pendoli impazziti da esplosioni tutt’attorno. Vi avverto che sfogliare quelle pagine potrebbe risultare pericoloso, sono infatti parole imbrattate di sangue, impregnate di fosforo bianco, taglienti di schegge di esplosivosivo, se letto nella quiete delle vostre camere da letto rimbomberanno i muri delle nostre urla di panico, e so delle pareti del vostro cuore non ancora insonorizzate dal dolore.
Mettete quel volume al sicuro, vicino alla portata dei bambini, di modo che possano conoscere un mondo a loro poco distante, dove l’indifferenza e il razzismo fanno a pezzi i loro simili come fossero bambole di pezza, in maniera tale che possano vaccinarsi già in età precoce contro questa epidemia di violenza e ignavia. Per un domani poter restare umani.
I proventi dell’autore, vale dire Vittorio Arrigoni, me medesimo, andranno INTERAMENTE alla causa dei bambini di Gaza sopravvissuti all’orrenda strage, affinchè le loro ferite possano rimarginarsi presto (devoleverò i miei utili e parte di quelli de Il Manifesto al Palestinian Center for Democracy and Conflict Resolution, sito web: http://www.pcdcr.org/eng/ , che finanzia una serie di progetti ludico-socio-assistenziali rivolti ai bimbi rimasti gravemente feriti o traumatizzati ).
Nonostante offerte allettanti come una tournèe in giro per l’Italia con Noam Chomsky, ho deciso di rimanere all’inferno, qui a Gaza. Non esclusivamente perchè comunque mi è molto difficile evacuare da questa prigione a cielo aperto (un portavoce del governo israeliano ha affermato :”e’ arrivato via mare, dovrà uscire dalla Striscia via mare”), ma soprattutto perchè qui ancora c’è da fare, e molto, in difesa dei diritti umani violati su queste lande dimenticate.
Non avremo certo gli stessi spazi promozionali di un Cremonesi o di un Pagliara, da qui nasce la mia scommessa, sperando si riveli vincente.
Promuovere il mio libro da qui, con il supporto di tutti coloro che mi hanno dimostrato amicizia, fratellenza,vicinanza, supporto. Vi chiedo di comprare alcuni volumi e cercare di rivenderli se non porta a porta quasi, ad amici e conoscenti, colleghi di lavoro, compagni di università, di volontariato, di sbronza.
E più in là ancora, proporlo a biblioteche, agguerrite librerie interessate ad un progetto di verità e difesa dei diritti umani. Andarlo a presentare ai centri sociali e alle associazioni culturali vicino a dove state.
Si potrebbero organizzare dei readings nelle varie città, (io potrei intervenire telefoniscamente, gli eventi saranno publicizzati su Il Manifesto, sui nostri blog e aggiro per internet) e questo potrebbe essere anche una interessante occasione per conoscersi, legarsi.
Il libro uscirà nelle edicole il 20 marzo, e una settimana dopo sarà disponibile nelle edicole.
Confido in voi, che confidate in me, non per i morti ma per i feriti a morte di questa orrenda strage.

Restiamo umani.

venerdì 15 aprile 2011

Chiediamo al presidente della Repubblica di proclamare una giornata di LUTTO NAZIONALE per la morte di VITTORIO ARRIGONI

Sgomento e profondo dolore per la morte dell'attivista dei diritti umani VITTORIO ARRIGONI.
L' ITALIA non pianga solo le vittime con le divise, ma soprattutto porti massimo rispetto e onori la memoria degli "OPERATORI DI PACE" . Oggi, 15 Aprile 2011, per noi del "Movimento per la PACE" é giornata di LUTTO! Pertanto chiediamo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di proclamare ufficialmente una giornata di lutto nazionale per quanto accaduto. Non esistono vittime di serie A o di serie B... dagli alberi riconoscerete i frutti e i frutti di Vittorio,  operatore umanitario dei diritti umani sono stati coerenti fino in fondo con il proprio credo, scelta per la Pace e la Nonviolenza! (da Agnese Ginocchio-Movimento per la Pace)

-Invito ad iscrivervi alla pagina attivata su FB:

(Cliccare sul titolo di seguito per aprire la pagina) "Chiediamo a Napolitano un giorno di LUTTO NAZIONALE per Vittorio Arrigoni"

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Gaza risponde a Roberto Saviano. Oggi esponiamo la bandiera della Pace listata a lutto per la morte di VITTORIO Arrigoni


Oggi, 15 Aprile 2011, esponiamo come logo di FB la bandiera della Pace listata a lutto, in segno di dolore e di sgomento per la morte di Vittorio Arrigoni, reporter di Pace, attivista per la Pace e i diritti Umani dell' ISM. Siamo tutti sotto shock per l'accaduto. Stavo riflettendo mentre ieri sera sul tatdi a Rai News mandavano il video di Roberto Saviano con i commenti di Vittorio Arrigoni. Pertanto continuo a domandarmi: perché a Roberto Saviano la scorta "si" e ad Arrigoni la SCORTA NO? Vittorio come Saviano era stato minacciato di morte più volte, aveva deciso di restare nonostante le minacce, per continuare a raccontare ciò che lui stesso vedeva con i suoi occhi? Figli e figliastri ? Non mi é mai piaciuta questa distinzione...Per la legalità "si " e per la PACE "NO"? Ma stiamo scherzando? Ma di quale legalità stiamo parlando? Se non c'é l'affermazione di uno Stato di riconoscimento dei diritti umani sul quale si fonda la Pace, di quale legalità vogliamo parlare? Ma per favore non riempiamoci la bocca di belli paroloni, di inutili e dannosi discorsi, traditi da false testimonianze, tanta speculazione e finte coerenze al proprio credo- ideale di vita. Un monito vada anche a chi fa dell'informazione una continua fonte di speculazione, troppi paroloni inutili e dannosi al contrario di chi ogni giorno si adopera per costruire dal basso uno Stato di PACE e di Giustizia. Nella mia provincia di Terra di lavoro(Ce) si é troppo distratti, ancora si fa fatica e si stenta a comprendere il giusto significato delle parole e quindi dell 'impegno per la Pace. Si preferisce parlare di Legalità... ci passate sopra con una tale superficialità da far raggelare! E poi vi dichiarate anche professionisti della carta stampata, professori di Università, Dirigenti, docenti di scuola, storici, politici, educatori, genitori & c.... ma fateci il piacere.. Non avete capito un tubo! Ma cosa volete scrivere, cosa volete insegnare? Imparate piuttosto dagli  "Esempi e dai comportamenti" che avete intorno a voi, aprite gli occhi e siate più umili..Il mondo cambia quando anche voi farete la vostra parte e darete il vostro contributo per l'affermazione di uno STATO di PACE. E solamente dopo si potrà parlare di  legalità !.Ma per favore "RESTIAMO UMANI !"...(di Agnese Ginocchio-Movimento per la Pace)

- Si riporta di seguito il link al video "Saviano- Arrigoni"
Gaza risponde a Roberto Saviano

http://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI&feature=share

(Commento video) Giovedì 7 ottobre 2010 a Roma e' andata in scena un pantomima organizzata dai coloni israeliani che sa di istigazione alla violenza alla massima potenza, lodando ai massacri israeliani da Deir Yassin a Sabra e Shatila passando per una Gaza ridotta in macerie, un corteo di tifosi beceri e razzisti ha inneggiato a più di sessant'anni di occupazione e oppressione, al fosforo bianco contro scuole dell'ONU e ospedali, a migliaia di prigionieri politici rinchiusi e torturati nei lager, ai campi di concentramento ancora in voga nel 2010, alla costante pulizia etnica che ha prodotto e produce milioni di profughi e decine di migliaia di vittime in Palestina.

Fra i ferventi sostenitori di questo evento che getta vergogna sul nostro Paese c'erano Lucio Dalla, Massimo Ranieri, Raiz, Walter Veltroni, Piero Fassino, Furio Colombo, Francesco Rutelli, Giovanna Melandri, Rita Levi-Montalcini, Umberto Veronesi, Paolo Mieli, Pierluigi Battista, Giorgio Albertazzi e anche lui, Roberto Saviano, l'autore di Gomorra.
Che il dolore dei torturati possa torturare i loro sogni.

In questo videomessaggio Gaza risponde a Roberto Saviano, Vittorio Arrigoni ribatte colpo su colpo le allucinanti dichiarazioni dello scrittore estimatore di Peres rilasciate durante la manifestazione "Per la verità, per Israele."

Stay human- Restiamo UMANI!

blog: http://guerrillaradio.iobloggo.com/

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Con Vittorio e la Palestina nel cuore. Manifestazioni a Napoli, Roma, Milano, Genova e in Italia in memoria dell'attivista ucciso

Con Vittorio e la Palestina nel cuore. Appuntamenti in Italia  sua memoria


A Roma appuntamento alle 16.00 al Colosseo

A Milano appuntamento alle 16.00 a Piazza del Duomo

A Genova presidio dalle ore 10,00 in Via Roma

A Napoli Sit-in davanti la Prefettura ore 17,00

Vicenza, Verona, Firenze

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Vittorio è stato ucciso per dare un segnale: “State alla larga da Gaza e dalla Palestina”
Le cause e la dinamica del sequestro e dell’uccisione di Vittorio Arrigoni, attivista e corrispondente del movimento internazionale di solidarietà con la Palestina da Gaza, sono in corso di ricostruzione. Alcune informazioni e alcune valutazioni possono però essere indicate sin da ora.

Vittorio era in procinto di rientrare in Italia per poter collaborare alla missione della Freedom Flotilla che a maggio intende rompere l’assedio della popolazione palestinese di Gaza, un assedio che Vittorio ha sistematicamente denunciato e documentato da anni.

Vittorio è stato trovato già morto quando la polizia palestinese, aiutata dalla popolazione, era riuscita a trovare il posto dove era tenuto sequestrato. L’ultimatum di 30 ore dunque era solo pretestuoso. I sequestratori sono giovanissimi, di cui almeno uno è cittadino giordano e non palestinese.

Il gruppo che ha sequestrato e ucciso Vittorio appartiene alla galassia dei gruppi islamici salafiti, molto diversi dalla corrente dell’islam politico a cui fa riferimento il movimento Hamas che governa la Striscia di Gaza. Questi gruppi sono molto più attivi contro le altre correnti islamiche e i regimi arabi – accusati di apostasia – che contro l’occupazione israeliana della Palestina o la presenza militare USA in Medio Oriente.

Alcuni di questi gruppi islamici appartengono al network dell’islam politico che fa riferimento, viene finanziato e armato dall’Arabia Saudita. Alcuni di questi gruppi hanno già provocato scontri e serissimi problemi nei campi profughi palestinesi in Libano.

In queste settimane in cui le alleanze in Medio Oriente vengono bruscamente rimescolate dalle rivolte popolari e dalle tensioni in tutta la regione, la monarchia saudita ha stretto una alleanza con Israele all’insegna del comune nemico rappresentato dall’Iran e dalla sua influenza nella regione del Golfo e in Medio Oriente. Questa alleanza è stata rinsaldata in un recente vertice a Mosca nel quale erano presenti sia Netanyahu che i dirigenti dei servizi di sicurezza sauditi.

In queste settimane le autorità israeliane hanno avviato una campagna di intimidazione contro gli attivisti e le campagne internazionali di solidarietà con la Palestina, in particolare contro la Freedom Flotilla che partirà a maggio diretta a Gaza e la campagna di Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni verso Israele. Le autorità israeliane hanno chiesto ai governi dei paesi da cui partiranno le navi o in cui sono attive le campagne di boicottaggio di intervenire contro gli attivisti. Il premier italiano Berlusconi ha già raccolto la richiesta del governo di Israele. I servizi di sicurezza israeliani si sono attivati per utilizzare ogni mezzo necessario per tenere gli attivisti internazionali alla larga da Gaza e dalla Palestina.

Non abbiamo tutte le prove, ma riteniamo che il sequestro e l’uccisione di Vittorio possa rientrare in un lavoro sporco realizzato dai gruppi islamici legati al network dell’Arabia Saudita oggi alleata di Israele. Il messaggio agli attivisti internazionali è chiaro e inquietante: “State lontani da Gaza, state lontani dalla Palestina”, “Nessuna internazionalizzazione sulla questione palestinese verrà tollerata dal le autorità di Tel Aviv e dai suoi alleati”.

Vogliamo mandare un messaggio chiaro e forte a tutti coloro che in Israele o nel mondo arabo, in Europa o negli Stati Uniti intendono stringere il cappio dell’isolamento e della liquidazione intorno al diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese: non ci fermerete fino a quando in Palestina non ci sarà il pieno riconoscimento dei diritti dei palestinesi. Lo dobbiamo a questo popolo che lotta per la sua libertà da sessanta anni e adesso lo dobbiamo anche a Vittorio.

Il Forum Palestina


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In Memoria di "Vittorio ARRIGONI", Testimone e Martire per la PACE...(é stato barbaramente ucciso)


"VITTORIO ARIGONI" MARTIRE per la PACE. Profondo cordoglio e dolore per l'accaduto. Oggi la PACE é in LUTTO!

"Vittorio Arrigoni fulgido esempio di "Giornalismo Coraggio per la Pace" . Essendo stato minacciato di morte più volte per le testimonianze di verità su quello che accadeva, che puntualmente di faceva conoscere, aveva deciso di non andarsene per dare voce a una parte del popolo palestinese oppresso dal regime israeliano. Vittorio sia esempio per tanti che fanno del giornalismo solo uno strumento di disinformazione e di servilismo politico, rendendosi così complici della deriva della nostra civilità! Abbiamo bisogno di giornalisti veri, di giornalisti per la Pace, così come Vittorio..." Restiamo UMANI!" (Di Agnese Ginocchio)

"La prima notizia che apprendiamo con sgomento in questa giornata, é la barbara uccisione di Vittorio. Non é giusto! Che colpa aveva Vittorio? quella di dire la verità? Di dare una mano alla Pace e ai diritti di un popolo oppresso da un regime di morte? Caro Vittorio, ciò che ti é successo non é giusto: Anche Tu come "Rachel Corrie" e tanti altri, non é giusto nulla di quanto sta accadendo in questo schifo di mondo! Che tu possa riposare in Pace. Oggi il Movimento per la Pace é in "LUTTO!" Ma siamo davvero stanchi di combattere contro i "MOSTRI" che decidono la sorte dell' umanità e di soffocare le "ALI della PACE". "Vittorio sei un MARTIRE per la PACE"! MA BASTA GUERRE, BASTA RAGIONARE SEMPRE CON L' OTTICA DI GUERRA, DI ANDARE A PORTARE LA PACE CON LE ARMI, DI BOMBARDARE SU CIVILI INERMI, pensando che siano terroristi. I VERI TERRORISTI SIETE VOI CHE RAGIONATE E VEDETE TUTTO IN MANIERA DISTORTA! BASTA OPPRESSIONE! BASTA, BASTA AI GOVERNI CRIMINALI, BASTA A TUTTO QUESTO MALE CHE CI STA SOFFOCANDO l'ANIMO...Non se ne può proprio più di sentire che il male vince sul bene. Non può, non deve essere così.... PER "RACHEL CORRIE" PER "VITTORIO ARRIGONI" E PER TUTTI I MARTIRI DELLA PACE DICIAMO BASTA a tanta ARROGANZA, BASTA!
La morte di Vittorio ARRIGONI in questo periodo di quaresima che precede la settimana santa ed il triduo Pasquale richiama tutti noi all'impegno di essere Testimoni di fede, di quella fede fatta non di parole e formulari, ma di azioni concrete e di Coraggio. Il "Coraggio" di testimoniare ogni giorno e di scegliere da che parte stare... Vittorio Arrigoni é dunque per la nostra nazione, per i nostri giovani, sempre più disorientati da esempi scandalosi di una politica immorale e da tanta corruzione dilagante, un  "Seme pasquale di Pace e di Giustizia"  in questo tempo arido di valori e di punti di rifermento. Restiamo umani, ritorniamoa dare un senso vero alla vita. Non disperdiamo le energie, non perdiamoci nel baratro del nulla... Esprimiamo Profondo cordoglio, dolore e vicinanza alla famiglia Arrigoni, per l'assurda scomparsa di VITTORIO!" RESTIAMO UMANI... (Di "Agnese Ginocchio" - Movimento per la Pace - 15 Aprile 2011)

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"Non ce ne andiamo, perché riteniamo essenziale la nostra presenza di testimoni oculari dei crimini contro l'inerme popolazione civile ora per ora, minuto per minuto".

(D. Nandino Capovilla, Pax Christi ) Così ripetevi durante Piombo fuso, unico italiano rimasto lì, tra la tua gente, tra i volti straziati dei bambini ridotti a target di guerra. Così mi hai ripetuto pochi mesi fa prima di abbracciarmi: io obbedivo all'ultimatum dei militari al valico di Heretz che mi ordinavano di uscire dalla Striscia, ma tu restavi. Questa era la tua vita: rimanere.

Sei rimasto con gli ultimi, caro Vittorio, e i tuoi occhi sono stati chiusi da un odio assurdo, così in contrasto, così lontano dall'affetto e dalla solidarietà della gente di Gaza, da tutta la gente di Gaza che non è “un posto scomodo dove si odia l'occidente”, come affermano ora i commentatori televisivi, ma un pezzo di Palestina tenuta sotto embargo e martoriata all'inverosimile.

Immaginiamo i tuoi amici e compagni palestinesi ancora una volta inermi, ancora una volta senza una voce che porti fuori da quella grande prigione la loro disperazione, testimonianza della loro umanità ferita e umiliata.

Non spendiamo parole per quelli che non hanno saputo essere, e per questo non sono restati, umani.

La tua gente di Palestina non dimenticherà il tuo amore per lei. Hai speso la tua vita per una pace giusta, disarmata, umana fino in fondo.

Anche a noi di Pax Christi mancherà la tua “bocca-scucita” che irrompeva in sala, al telefono, quando, durante qualche incontro qui in Italia, nelle città e nelle parrocchie dove si ha ancora il coraggio di raccontare l'occupazione della Palestina e l'inferno di Gaza, denunciavi e ripetevi: “restiamo umani!” Tu quell'inferno lo raccontavi con la tua vita. 24 ore su 24. Perché eri lì. E vedevi, sentivi, vivevi con loro. Vedevi crimini che a noi nessuno raccontava. E restavi con loro.

Abbracciamo Maria Elena, la tua famiglia e vorremmo sussurrare loro che la tua è stata una vita piena perché donata ai fratelli e che tutto l'amore che hai saputo testimoniare rimarrà saldo e forte come la voglia di vivere dei bambini di Gaza.

Ci inchiniamo a te, Vittorio. Ora sappiamo che i martiri sono purtroppo e semplicemente quelli che non smettono di amare mai, costi quel che costi.
Don Nandino Capovilla coordinatore nazionale di Pax Christi Italia (Fonte: Peacelink)

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Vittorio Arrigoni è stato strangolato dai rapitori durante un blitz dei miliziani di Hamas nella casa in cui era tenuto ostaggio a Gaza City

Vittorio Arrigoni è morto. Il suo corpo è stato trovato questa notte intorno alle 1.50 in un'abitazione nella Striscia di Gaza, nel quartiere Qaram, periferia di Gaza City. La notizia è stata dapprima diffusa da fonti di Hamas e poi confermata a PeaceReporter da un'attivista dell'International Solidarity Movement. Hamas, il movimento islamico che controlla il territorio della Striscia, non è riuscito a mediare per la sua liberazione. O forse non ci ha nemmeno provato. Secondo quanto riferito dal portavoce del movimento, dietro indicazione di uno dei membri del gruppo ultra-radicale interrogato nel primo pomeriggio, le forze di sicurezza avrebbero circondato l'area nella quale era detenuto Vittorio, dando luogo a un'irruzione sfociata in uno scontro a fuoco, in seguito al quale alcuni militanti salafiti sarebbero stati feriti, due di loro arrestati, mentre altri ancora sarebbero ricercati.


Non è chiaro come e quando Vittorio sia stato ucciso, anche se il portavoce di Hamas, Yiab Hussein, ha dichiarato in una conferenza stampa tenutasi poco dopo le 3 di stanotte, che Arrigoni era morto circa tre ore prima, senza però spiegare come fosse stato possibile stabilire il decesso con tale esattezza. Una militante dell'Ism si è recata sul luogo del ritrovamento e ha riconosciuto il corpo alle 3.10. "Aveva le mani legate dietro la schiena, e giaceva supino su un materasso". La ragazza ha raccontato a PeaceReporter che la sicurezza di Hamas ha detto anche a lei e agli altri membri dell'International Solidarity Movement giunti nella casa che Vittorio sarebbe morto qualche ora prima del loro arrivo. Il pacifista è stato strangolato, anche se, dal racconto reso a PeaceReporter dalla militante dell'Ism, dietro la nuca presentava contusioni varie. "Aveva ancora la benda intorno agli occhi, e perdeva sangue da dietro la testa. Sui polsi c'era il segno delle manette".

La sera prima del rapimento Arrigoni era andato in palestra. Poi aveva chiamato per prenotare il ristorante dove spesso era solito recarsi a cena. Aveva detto che sarebbe arrivato verso le 22. Alle 22.30, non vedendolo arrivare, lo chiamano dal ristorante. Ma Vittorio non risponde. Nessuno si preoccupa, perchè comunque spegne spesso il cellulare. Dopo la cena avrebbe incontrato un'amica e l'indomani sarebbe andato a Rafah a far visita ad alcune famiglie palestinesi con i compagni dell'Ism, che hanno provato anche loro a contattarlo dopo la palestra. Invano. Vittorio è stato rapito appena uscito dalla palestra.

La sua salma è stata trasferita durante la notte allo Shifa Hospital di Gaza, dove è stato condotto l'esame autoptico e redatto il certificato di morte. Il pacifista italiano era stato rapito ieri da un gruppo islamico salafita che, in un filmato su You Tube, minacciava di ucciderlo se entro 30 ore, a partire dalle 11 locali, il governo di Hamas non avesse liberato alcuni detenuti salafiti. Vittorio è morto dopo che nemmeno metà del tempo concesso dai rapitori si fosse esaurito, ben prima che l'ultimatum scadesse. E' morto senza che neppure l'accenno di un negoziato fosse avviato per la sua liberazione. Purtroppo, a queste domande non sarà facile dare una risposta. Con la sua morte se ne va uno dei più ferventi sostenitori della causa palestinese. Un giornalista di guerra. E un amico. Addio, Vik.

Luca Galassi- PeaceReporter

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Da una nota pubblicata da "Cristian De Marchis"

Proprio questa sciagurata mattina, mentre batto i tasti del PC, soffro la morte di un uomo: Vittorio Arrigoni. Vittorio aveva abbandonato la sua comoda vita e il suo comodo lavoro per andare in soccorso della popolazione palestinese di Gaza City. Non combatteva perchè era un pacifista ma faceva qualcosa di meglio: testimoniava.

Testimoniava i bombardamenti aerei degli F16 israeliani; testimoniava gli spari dei militari IDF (l’esercito israeliano) sui pescatori di Gaza; testimoniava la massiccia uccisione di civili innocenti; testimoniava la lenta e inesorabile morte per leucemia delle vittime del fosforo bianco; in poche parole testimoniava l’inferno in cui si trova il popolo palestinese, martoriato da decenni di occupazione israeliana. Testimonianza più che necessaria di fronte ad un’opinione pubblica occidentale omertosa, e spesso e volentieri compiacente, per lo scempio che sta avvenendo in quelle terre.

Da oggi questa testimonianza non ci sarà più. Due orecchie, due occhi e una bocca in meno sentiranno, vedranno e diranno una semplice verità. Una verità che vogliono uccidere perché è scomoda.

Sorprende che gli assassini di Vittorio siano proprio palestinesi: i Salafiti, un gruppo fondamentalista spina del fianco di Hamas e pedina nel gioco del “divide et impera” dell’occupatore israeliano. Mettere palestinesi contro altri palestinesi: Israele lo ha fatto dall’inizio della sua storia e lo fa ancora oggi. Del resto lo facevano gli antichi romani, quindi di che ci sorprendiamo?

Vittorio sembra sia morto soffocato. Il corpo è debole e senza ossigeno non vive.

Ma Vittorio non è stato solo corpo: è stato un esempio. E gli esempi sono eterni.

Abnegazione, Coraggio, Spirito di solidarietà e Pazienza, uniti all’idea che siamo tutti esseri umani e che sia un crimine intollerabile che un uomo calpesti la vita e la dignità di un altro uomo. Questo era Vittorio e queste erano le sue idee che, nonostante lui sia morto, continueranno a volare libere e troveranno sempre qualcuno felice e orgoglioso di accoglierle e imitare l’esempio di questo grande uomo, nella Speranza che un mondo migliore sia possibile per i palestinesi e per tutti.

Non siamo solo carne e non siamo solo animali: siamo esseri umani.

Perciò concludo questo semplice e dovuto elogio nel modo in cui Vittorio concludeva ogni suo articolo: “Stay Human”.

Restiamo umani. (Fonte: IPHARRA-  IL Vento del SUD)

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Alla fine, la sentenza di morte emessa dal Mossad nei confronti di Vittorio Arrigoni, sin dai tempi di “Piombo Fuso”, è stata eseguita.

(Da: Terra Santa Libera)


Perchè nessuno ci può togliere la convinzione, anche se prove al momento non ne abbiamo, ma salteranno fuori, che la morte di Vittorio sia opera dei servizi israeliani infiltrati nella inesistente “rete fantasma” di Al-Qaeda: perchè sappiatelo, si scrive Al-Qaeda, ma si legge CIA e si pronuncia Mossad.

Il suo corpo privo di vita è stato trovato all’alba di oggi, venerdì 15 aprile, in una casa abbandonata, nella Strscia di Gaza.

Tre uomini armati, del gruppo jihadista salafita autodenominatosi “The Brigade of the Gallant Companion of the Prophet Mohammad Bin Muslima “, avevano rapito nel centro di Gaza l’attivista pacifista del Free Gaza Movement, membro pure dell’International Solidarity Movement, richiedendo come riscatto ad Hamas, che ha in carico il governo della Striscia di Gaza, la liberazione di alcuni salafiti detenuti nelle carceri di Hamas a Gaza, tra cui anche Sheikh Al Saidani (meglio conosciuto come Abu Walid Al Maqdisi), leader dei gruppi Tawhid e Jihad, affiliati ad Al Qaida

Hamas nella Striscia ha la mano pesante con i terroristi, quelli veri, che sono in odore di “servizi israeliani”, e le cui gesta disumane sono sfruttate come scusa per le rappresaglie sioniste ai danni della popolazioone di Gaza.

In caso di inadempienza alle richieste dei rapitori, entro le ore 17 locali di Gaza, Vittorio sarebbe stato ucciso.

I gruppi diretti da Al Maqdisi/Al Saidani hanno mietuto decine di vittime in attacchi ad obiettivi civili e fu arrestato dalle forze egiziane poco più di un mese fa con l’imputazione di diversi attentati terroristici, tra cui quello in un albergo del Sinai dove nel 2006 persro la vita una ventina di persone.


VIDEO YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=CP0VuAWhJkc

Fin qui la cronaca (news tratte da varie agenzie arabe in rete).

Ora una precisazione e una riflessione.

La precisazione. Intanto, per onestà intellettuale, diciamo subito che pur condividendo la stessa passione e slancio verso la comune causa di libertà e indipendenza per la Palestina (per noi Terra Santa), i rapporti d’amicizia con Vittorio si erano da tempo interrotti, a causa di sue posizioni intransigenti e oltraggiosamente irrispettose nei confronti di chi, come noi e come chi scrive, manifestava idee o fede diversa dalla sua. Questo detto per amore della sincerità, per non voler passare come quelli che si sperticano in lodi per farsi belli nei momenti di commozione e lutto. Ciò ovviamente non incide minimamente sul giudizio riguardo alle sue doti umane e sulla sua generosità d’animo dimostrata sul campo in questi anni, che ne fanno un uomo degno di essere ricordato con l’onore che merita.

La riflessione. Quando diciamo “i salafiti di Al-Qaeda/Cia/Mossad hanno ammazzato Vittorio Arrigoni”, intendiamo dire esattamente e letteralmente quel che abbiamo detto. Che Al-Qaeda sia una creatura organica ai giochi di guerra d’occupazione americani e israeliani, anche un bambino ormai lo sa e l’ha capito. Chi parla del gruppo di Bin Laden e di Al-Qaeda come un’entità rivoluzionaria che persegue gli interessi dell’islam, o è in mala fede, o è male informato, o non è abbastanza attento a quel che succede sullo scacchiere geopolitico internazionale in concomitanza delle operazioni “al-qaediste”. Perchè sempre, dalle operazioni in Afganistan contro i russi in poi, non c’è stata una sola operazione al-qaedista che non abbia portato con se occupazione militare, escalation belliche, intensificazione di operazioni geostrategiche per riposizionare le forze sul campo, pressioni politiche per condizionare scelte nazionali maggiormente repressive e intrusive nei confronti delle libertà dei cittadini. In parole più semplici, se Al-Qaeda non ci fosse, i servizi di intelligence israelo/americani avrebbero dovuto inventarla: ed infatti Al-Qaeda fu una creatura dei servizi, denominata “the base”, o meglio “the database”.

Ora, a prescindere che a Gaza nessuno conosce questo gruppo salafita denominato “The Brigade of the Gallant Companion of the Prophet Mohammad Bin Muslima”, e a prescindere pure che fonti governative di Gaza dichiarano essere inesistente alcun gruppo operativo del genere all’interno della Striscia (vedi le dichiarazioni rilasciate qui all’Agenzia Infopal), se non come microrealtà manovrate dall’intelligence israeliana per creare e generare conflittualità/provocazioni interne, contando su manovalanza pescata tra il fanatismo jihadista, dobbiamo chiederci assolutamente una cosa: perchè, per quale motivo, fantomatici gruppi islamici in dissenso con Hamas avrebbero dovuto rapire un italiano per far pressioni al fine di ottenere il rilascio di detenuti prigionieri nelle carceri di Gaza?

Non ha senso. Per poter fare pressioni del genere si sarebbero dovuti rapire esponenti del governo di Gaza o rappresentanti islamici vicini ad Hamas. Altrimenti si sarebbe dovuto rapire un italiano per fare pressioni al fine di ottenere il rilascio di detenuti islamico-salafiti presenti nelle carceri italiane. Tutta questa operazione di kidnaping ha senso come rapire un tedesco per chiedere il rilascio di un cinese, detenuto in carceri cinesi?

E perchè, tra tutti gli attivisti internazionali presenti a Gaza, rapire proprio Vittorio Arrigoni? Vogliamo fare un reload e tornare indietro di un paio d’anni?

Vittorio, a differenza di inglesi, francesi, e altri, era l’unico italiano testimone di “Piombo Fuso”: aveva visto troppo, stava testimoniando, in lingua italiana, troppo. Suoi cablo di cronaca era riportati da giornali e riviste, on-line e cartacei.

Ma soprattutto su di lui era stata emessa una condanna a morte dalle milizie israelite, che ne avevano diramato comunicazione in rete sin dall’inizio del 2009, condite di minacce e folli proclami sionisti. Questa è la verità.

Emessa la sentenza, eseguita la condanna.
Riposa in pace Vittorio, restiamo in pace, o come diresti tu, “restiamo umani”.
Per noi non finisce qui. Fino alla fine.


Filippo Fortunato Pilato, per TerraSantaLibera.org
http://www.terrasantalibera.org/

http://terrasantalibera.wordpress.com/

http://terrasantalibera.com/wordpress

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