LA FIACCOLA DELLA
PACE DEL MOVIMENTO INTERNAZIONALE PER LA PACE III MILLENNIO ADERISCE ALLA MARCIA MONDIALE DELLA NONVIOLENZA
2 Ottobre 2024 La Terza Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza parte
da San José de Costa Rica, il 2 ottobre 2024, Giornata internazionale della Nonviolenza.
Attraverserà i 5 continenti e si concluderà in Costa Rica il 5 gennaio 2025
La Terza Marcia Mondiale per la Pace e la
Nonviolenza è ancora più necessaria. Per denunciare la pericolosa situazione
mondiale caratterizzata da conflitti crescenti, creare coscienza, valorizzare
le azioni positive, dare voce alle nuove generazioni e alla cultura della
nonviolenza in tutte le sue forme e aspetti e declinazioni.
La Marcia mondiale per la Pace e la Nonviolenza rappresenta
più di un'alternativa al baratro della disumanizzazione, ma un alto monito e
proclama e emblema del pacifismo mondiale, una rivoluzione nonviolenta dal
basso che diviene un riscatto e una "rivoluzione disarmista"
planetaria per l'umanità intera
La terza marcia mondiale per la pace
e la nonviolenza partirà dalla Costa Rica il 2 ottobre 2024 che è proprio la
giornata internazionale della nonviolenza e anniversario della nascita di
Gandhi. Partirà in direzione dell’America centrale e settentrionale e poi
attraverserà l’Asia, l’Oceania, l’Europa e l’Africa e infine il Sudamerica per
tornare in Costa Rica il 5 gennaio 2025.
Di fronte alla crudele
disumanizzazione crescente, è urgente far sentire e rafforzare la voce di chi
in ogni continente vuole un Mondo Senza Guerre e senza Violenza.
Una tragica panoramica di
odio, distruzione, morte che porterà l'umanità in un baratro irreversibile
nucleare. Il mondo è sull’orlo e sul crinale
di un precipizio e del baratro irreversibile. La guerra in Ucraina, con il
rischio sempre più concreto di un’escalation nucleare e la tragica situazione a
Gaza dove la popolazione civile, in particolare bambini e donne, subisce
indicibili sofferenze e necessita l’urgenza di un cambio di rotta. Di un
cambiamento. Il Cile di Allende si unisce al Sud Africa per fermare il
genocidio presso la Corte Internazionale di Giustizia, ma l'Europa rifiuta di
incontrare i relatori ONU. Gli Enti locali invece, possono
davvero fare tanto a riguardo.
Gli Stati Uniti stanno per
fornire all’Ucraina missili a lungo raggio e la Russia verrà colpita in
profondità sul suo territorio. Putin sta rispondendo con dichiarazioni
inequivocabili. Ciò che si estende e che si sta innescando è inaudito. L’opinione
pubblica non ha ancora percepito l’inaccettabile innalzamento del rischio di
guerra globale che cambierebbe le sorti dell’intera umanità. La voce della pace
è ancora flebile. Mentre quella della guerra si fa assordante e roboante. La
voce della buona politica sembra assolutamente inadeguata.
Una alternativa e un monito
altisonante come la marcia mondiale che coinvolga tutti i popoli all'unisono a
sostegno della grande madre terra e dell'umanità che ha una disperata necessità
di pace e nonviolenza.
Ecco cosa vogliamo
Denunciare la situazione del
mondo più pericolosa che mai e che vede il rischio di una terza guerra mondiale
nucleare e l’aumento esponenziale delle spese per gli armamenti, mentre in aree
sempre più vaste del pianeta molte popolazioni sono relegate ai margini.
La nonviolenza è il cammino
che dobbiamo imparare a percorrere. Così proclamava il grande partigiano e
deportato a Buchenwald e padre costituente dell'Onu e del tribunale Russell per
la Palestina: Stéphane Hessel
È necessario continuare a
sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che solo attraverso la nonviolenza
si può raggiungere la pace e aprire il futuro all’intera umanità. Bisogna
evidenziare le varie azioni positive che individui, gruppi e popoli stanno già
intraprendendo in molti luoghi per garantire l’effettiva situazione di diritti
umani e non discriminazione e per promuovere la collaborazione, la coesistenza
pacifica e la non aggressione. Tutte azioni che ricevono scarsa copertura da
parte dei media ufficiali.
Le
questioni centrali.
È necessario dare voce alle nuove
generazioni che vogliono raccogliere il testimone e lasciare il segno,
affermando la cultura della nonviolenza nell’immaginario collettivo,
nell’educazione, nella politica, nella società
Così come la consapevolezza
ecologica si è radicata in pochi anni e è arrivato il momento della
consapevolezza Nonviolenta. Perché abbiamo il diritto e il dovere di tutelare
madre terra dai cambiamenti climatici e dall'armageddon nucleare.
Esortiamo alla proibizione
delle armi nucleari, spronando gli Stati ad approvare il TPAN/TPNW trattato di
proibizione delle armi nucleari e chiedendo il sostegno delle amministrazioni
comunali affinché spingano i loro governi a aderire alla campagna ICAN: è più
che mai urgente
Finora 93 paesi hanno firmato
questo trattato e 70 paesi l’hanno ratificato. "Non so come si combatterà
la terza guerra mondiale, ma so come si combatterà la quarta: con bastoni e
pietre" affermava Albert Einstein. Occorre il disarmo proporzionale e unilaterale
e la rinuncia da parte degli Stati all’uso della guerra per la risoluzione di
conflitti e per l’appropriazione di risorse naturali. "Finalmente fuori
dalla logica delle armi".
Noi ecopacifisti e attivisti
di pace sosteniamo i renitenti, gli obiettori, i disertori che si oppongono in
tutto il mondo ai conflitti armati. Che ripudiano la guerra e si rifiutano di
combattere in guerre imposte dai poteri forti e nella maggior parte dei casi
dagli stati Uniti e dalla Nato
L’obiezione di coscienza come
diritto fondamentale e esistenziale affinché ogni essere umano abbia la
possibilità di non collaborare con la violenza in ogni sua forma. Con il motto
"non in mio nome".
L'Onu deve essere rifondata e
rinforzata per far sentire alta la voce della pace e per denunciare e fermare
il genocidio in atto a Gaza e le guerre in corso in molte parti del pianeta
Rifondazione urgente delle
Nazioni Unite che prevede l’inclusione del consiglio di sicurezza e la modifica
in senso democratico del consiglio di sicurezza, un consiglio di sicurezza
ambientale e di un consiglio di sicurezza socioeconomico e l’abolizione del
diritto di veto. Una ONU che si occupi positivamente di tutti i cittadini del
pianeta con interventi efficaci e non violenti in caso di conflitto.
È necessario garantire le
condizioni per un pianeta pienamente sostenibile, tenendo presente che si
tratta di uno spazio limitato di cui tutti noi dobbiamo prenderci cura con
determinazione e denunciare il saccheggio delle risorse naturali da parte delle
grandi multinazionali perché la terra è la madre di tutti
L’integrazione di regioni e
aree grazie ai sistemi sociali e economici che garantiscono benessere e risorse
per tutti con l’obiettivo di eliminare la fame nel mondo nei prossimi 10 anni:
infatti vogliamo eliminare la fame dalla storia dell’umanità. Non
discriminazioni di alcun tipo sulla base di sesso, razza, etnia, religione,
condizione economica, età, orientamento sessuale: nessun essere umano al di
sopra di un altro; niente al di sopra dell’essere umano, così è la nostra
affermazione.
La nonviolenza come cultura di
nonviolenza attiva e come metodologia d’azione è necessaria e a tal fine si promuove l’educazione alla Pace nei
programmi scolastici di ogni ordine e grado e nelle università
Infatti la Nonviolenza è l’unica forza capace di
trasformare il mondo. Perché è il cammino che dobbiamo imparare a
percorrere. E' la via della pace per scongiurare la guerra e per liberarci dal
sistema economico militaresco e bellicoso.
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