Mov. Ambasciatori del Movim. Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato - III Millennio
Portale della rete del "Movimento Ambasciatori per la Pace del Movimento Internaz. per la PACE e la SALVAGUARDIA del CREATO del III Millennio, Provincia di Caserta, Regione Campania, Italia". Ente Terzo Settore - Organizzazione di Volontariato laico, apartitico, di impegno sociale e civile, per i diritti dei cittadini, delle fasce disagiate, le Pari Opportunità, la difesa del Creato, Ambiente e Beni Comuni. Contro tutte le mafie, guerre, violenze, ingiustizie, corruzione..
martedì 18 gennaio 2011
Alife(Ce)- Domenica 16 Gennaio abbiamo acceso il "Fuoco della Pace" nella frazione di Totari, con la presenza della bianca "Colomba della Pace"
Nella popolosa frazione di TOTARI domenica 16 GENNAIO abbiamo acceso il " FUOCO DELLA PACE” . Per la prima volta é stata portata la bianca "Colomba della Pace", Ambasciatrice della Pace e della riconciliazione nel mondo, che ci ha accompagnato per l'intera serata conviviale. Reportage fotografico a cura di Andrea Pioltini, fotoreporter.
Alife(Ce)- Don Lorenzo Milani profeta di Pace e sacerdote di frontiera, (camminana e pensava con una marcia in più, anche lui infatti non era ben capito dalla chiesa e dalle istituzioni del tempo, per la sua idea di
impegno civile, di libertà, di uguaglianza e di giustizia) affermava: “Risolvere da soli i problemi è egoismo, risolverli insieme è POLITICA! ”. In occasione della Festa di Sant’ Antonio Abate (S. Antuono) Domenica 16 Gennaio 2011 , Il Movimento per la Pace della provincia, in collaborazione con il “Gruppo parrocchiale” (Chiara Mottile & c. ) e in compagnia della comunità della frazione di Totari, fra questi
presente anche il consigliere comunale Michelino MARABESE, ha acceso in piazza il " Fuoco della PACE ”. Al termine dell’ evento sociale é stata donata a tutti i partecipanti, in ricordo di quest’ incontro, una fetta di “Panettone accompagnato da un brindisi di Pace” in segno di impegno permanente per la Pace e la riconciliazione, da mantenere durante l’anno.La serata, come si annunciava nel titolo, ha avuto un particolare in piu: la presenza della bianca "Colomba della Pace", Ambasciatrice della Pace e della riconciliazione nel mondo, che ci ha accompagnato per l'intera serata conviviale di sensibilizzazione. Siamo stati intorno al Fuoco della Pace per fare insieme" Comunità" sui problemi del territorio. Abbiamo dedicato un pensiero di vicinanza e di solidarietà alla famiglia di Piedimonte Matese che il giorno prima aveva perso l'appartamento a causa di un incendio divampato all'improvviso. Ma abbiamo ricordato le tante famiglie che oltre a perdere le abitazioni a causa della violenza del fuoco, hanno perso anche i loro cari. Abbiamo riflettuto su come la vita può essere di passaggio e che tutto quanto si costruisce su questa terra lo si può perdere all'improvviso a causa di una tragedia, come appunto il fuoco o altre calamità naturali. Il mondo, la vita, gli affetti, l'ambiente e la terra che ci circondano, sono doni che vanno custoditi come la nostra stessa vita. Abusare dell'ambiente e del Creato significa commettere una violenza contro l' Autore ed il Creatore della vita e del Mondo, che ci ha affidato la terra per custodirla e non soggiogarla e quindi per
restituirla intatta ai nostri figli che verranno così come ci é stata affidata. Abbiamo riflettuto su quanto sia importante dare il nostro contributo nella causa civile e nella difesa dei beni comuni. Dalla misura in cui ciascuno si impegnerà e darà il proprio contributo, così cambieranno le cose e ci potrà essere un futuro certo per i giovani. La crisi si abbatte con l'impegno, l'informazione, la sensibilizzazione e l'istruzione ed il rilancio di una 'cultura' di solidarietà, pilastri che ci consentono di trovare nuove strategie e soluzioni alternative per risolvere i problemi che attanagliano i nostri territori. Il mondo é sempre più globalizzato, é necessario rendersi conto che la nostra famiglia non é solo quella racchiusa nelle 4 pareti domestiche, bensì é tutto quel mondo con il quale si entra a contatto giorno dopo giorno durante questo cammino terreno. Se c'é crisi i
problemi vanno fatti conoscere e affrontati insieme alla comunità e non da soli chiudendosi in se stessi, perché é insieme, come ricordava appunto don Lorenzo Milani, che si fa rete, movimento, gruppo. L'unione fa la forza, ed é quindi insieme, nel prendere coscienza del proprio stato, che si può trovare una soluzione per affrontarli. Occorre quindi maggiore sensibilizzazione, più impegno, più dialogo, più confronto tra noi e con le Istituzioni che ci rappresentano, insieme si possono risolvere tanti problemi... Senza dialogo, ne confronto non può esserci vita , comunità ne politica certa. Occorre ripristinare quest'equilibrio fra le parti e collaborare tutti indistintamente per realizzare un mondo più giusto fondato sulla Pace e la riconciliazione.
Domenica 16 Gennaio é ricorsa anche la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Abbiamo ricordato le condizioni di queste persone, il nostron incontro con la comunità africana a Castel Volturno ospite pèresso i Missionari comboniani, all' indomani dela strage di S. Gennaro (2008).
Avendo fatto esperienza di come gli immigrati celebrano le messe domenicali,abbiamo fatto il paragone tra le loro e le nostre celebrazioni. Una differenza abissale come tra la notte ed il giorno. Le nostre messe sono piene di riti esteriori, ma vuote e spente dentro. Le messe dei fratelli immigrati sono cariche di vitalità, di amore, di danze, di canti africani e di passione. Il loro celebrare la Messa domenicale é il momento massimo della settimana in cui celebrano il significato del fare convivialità-comunità. Ecco perché al termine della messa, gli africani non scappano subito via, come facciamo noi "purtroppo", ma restano lì ad affrontare problemi che riguardano la loro comunità, le famiglie della loro comunità, se ci sono problemi ne parlano per farli conoscere a tutti, e non vanno via se non dopo avere trovato una soluzione per risolvere "insieme" quei problemi.
Quale grande lezione di vita che i nostri fratelli immigrati hanno da insegnare a noi, che ormai abbiamo perso il senso e l'orientamento...le nostre ' ipocrite' celebrazioni si fanno solo per tradizione e per "dovere", ma non sono più sentite come invece dovrebbero essere avvertite coltivando quel vero spirito cristiano che fa la differenza tra credenti e non credenti perché fervido, carismatico, profetico, caritatevole e pacifico....
Al termine dell' incontro abbiamo tutti recitato una preghiera affindando a Maria SS.ma Madre e Regina della Pace , rappresentata in quella bianca "Colomba Ambasciatrice di Pace e di Riconcilizione" che abbiamo portato con noi e che abbiamo fatto passare per le nostre mani le mani di tutti i presenti, bambini, giovanissimi, adulti e anziani) durante la serata, le sorti della nostra comunità alifana e matesina e del mondo intero. Mentre si recitava l' Ave Maria, ho avvertito una forte potenza dentro e fuori, sembrava come se quelle voci che scandivano lentamente le parole dell'Ave Maria, risuonassero forti come un Coro impetuoso
in tutta quella Valle. Sì, il "Fuoco della Pace" alias "Fuoco dello Spirito di DIO", del "Dio della Pace", era sceso su di noi per colmarci e rigenerarci con la sua Fiamma d' Amore, condizione e dono necessario per affrontare con Coraggio e determinazione il nemico devastatore della civiltà e del mondo, e per trasformare con il nostro impegno quotidiano questa selva incolta irta di spine mortali e di radici malefiche in cancrena in un' Oasi di Pace e di Giustizia in cui quei luoghi che prima erano scabri e impervi si tramuteranno in pianure scoscese e verdeggianti (Isaia).
"Beati gli Operatori di Pace, perché saranno chiamati figli di Dio!" Shalom, Salaam, Mir, Amani, Paz, Peace, Pace...
- Per visualizzare l'intero reportage fotografico ( realizzato da Andrea Pioltini, fotoreporter) della serata cliccare QUI' sopra.
Il " Fuoco della PACE " è un momento di condivisione e di sensibilizzazione sulle problematiche del territorio. Lo scopo è di rilanciare il senso del fare “Comunità”. Durante la serata conviviale abbiamo riflettuto sui problemi del nostro territorio, sul disimpegno civile e le mancate responsabilità di cui noi ci rendiamo colpevoli. Abbiamo dato "voce" a questa parte della nostra comunità meno ricordata dal resto della città. La comunità di Totari é stata felice di aver condiviso questo momento di sensibilizzazione e di aggregazione sociale in cui sono state dette cose che non si dicono neanche nelle chiese e perciò hanno maggiormente apprezzato questo momento conviviale. Infatti , Lo scopo di quest'iniziativa infatti é educare la popolazione alla ‘Coscienza civile’ e sensibilizzarla sulle problematiche che ci riguardano tutti indistintamente, nessuno escluso.
L' evento sociale, partito durante le festività natalizie, é stato promosso dal "Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato" della provincia di Caserta-Regione Campania, rappresentanto da Agnese Ginocchio, Testimonial per la Pace.
Info: http://movimentopaceambasciatori.blogspot.com/
- Per visualizzare l'intero reportage fotografico ( realizzato da Andrea Pioltini, fotoreporter) della serata cliccare QUI' sopra.
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domenica 16 gennaio 2011
"16 Gennaio Giornata mondiale del Migrante e del rifugiato". Siamo tutti immigrati, siamo una sola famiglia!
"Oggi 16 Gennaio ricorre la "Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato". Il titolo di questa giornata é: "Una sola famiglia umana". Un pensiero di riflessione quindi vada al nostro comportamento usato nei riguardi dei forestieri, dei senza tetto e dei mendicanti di strada.. Dietro quei volti si nascondono spesso storie tristi, storie di disagio, di povertà e drammi infiniti... Quante volte li abbiamo visti passare davanti a noi, senza trovare neanche il coraggio di fermarci un attimo per cercare di capire la loro storia, chiedergli il perché del loro mendicare, del loro stato di vita...Presi sempre più dalla superficialità, dall' individualismo, stiamo perdendo il significato-senso vero della vita, che non é chiusura al mondo intorno a noi, ma apertura e condivisione! Occorre tornare a riflettere e a pensare che potremmo anche noi trovarci nelle loro stesse condizioni. Su questo mondo siamo di passaggio, nulla ci appartiene in eterno.Tutto quel che abbiamo costruito (imperi, ricchezze, posizioni e carriere..) e che si possiede potremmo perderlo all' improvviso....Occorre ritornare alla sobrietà e all'essenzialità delle cose! Una volta anche i nostri genitori furono costretti ad emigrare a causa della guerra e della povertà. La loro permanenza in paese straniero fu ben voluta e accolta dai cittadini e dai governi della terra che li ospitava. Purtroppo oggi non é più così, lo straniero in Italia viene visto come un nemico, un terrorista che fa male al paese e che deve essere assolutamente espatriato... Come siamo scesi in basso! E noi invece, abbiamo mai riflettuto sul nostro comportamento e con quale attegiamento accogliamo lo straniero? La prima famiglia ad essere stata immigrata e ad avvertire quindi il peso ed il disagio dell'essere rifugiati in paese straniero, é stata proprio la Santa Famiglia di Nazareth: "Maria, Gesù e Giuseppe". Riflettiamo! Su questo mondo siamo tutti immigrati! Siamo tutti clandestini. Siamo tutti una sola famiglia! Ognuno si faccia l'esame di coscienza e si faccia quindi carico del peso dell'altro e impari a rispettare il prossimo come se stesso...Più attenzione, meno superficialità e più condivisione salveranno il mondo dall'affondo e dalla morte dello spirito... Occorre un'altra cultura: Solidarietà! Da questa condizione nasce e fiorisce la Pace e la Giustizia nel mondo!" (By: Agnese Ginocchio, Testimonial per la Pace)
Nella foto: Agnese con padre Giorgio Poletti, missionario comboniano, il Vescovo Bruno Schettino della diocesi di Capua e una rappresentanza dei fratelli immigrati africani della Comunità africana in Castel Volturno(Ce). La foto si riferisce alla giornata della Pace del 21 Settembre 2008 ( alcuni giorni dopo la Strage di S. Gennaro). Agnese tiene in mano insieme ad un fratello immigrato, in segno di comunione, di solidarietà e di condivisione la bianca "Colomba della Pace, ambasciatrice di Pace e di riconciliazione nel mondo. Autore foto: Andrea Pioltini.
- LEGGI QUI' MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO (2011)
La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato offre l’opportunità, per tutta la Chiesa, di riflettere su un tema legato al crescente fenomeno della migrazione, di pregare affinché i cuori si aprano all’accoglienza cristiana e di operare perché crescano nel mondo la giustizia e la carità, colonne per la costruzione di una pace autentica e duratura. “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34) è l’invito che il Signore ci rivolge con forza e ci rinnova costantemente: se il Padre ci chiama ad essere figli amati nel suo Figlio prediletto, ci chiama anche a riconoscerci tutti come fratelli in Cristo.
Da questo legame profondo tra tutti gli esseri umani nasce il tema che ho scelto quest’anno per la nostra riflessione: “Una sola famiglia umana”, una sola famiglia di fratelli e sorelle in società che si fanno sempre più multietniche e interculturali, dove anche le persone di varie religioni sono spinte al dialogo, perché si possa trovare una serena e fruttuosa convivenza nel rispetto delle legittime differenze. Il Concilio Vaticano II afferma che “tutti i popoli costituiscono una sola comunità. Essi hanno una sola origine poiché Dio ha fatto abitare l’intero genere umano su tutta la faccia della terra (cfr At 17,26); essi hanno anche un solo fine ultimo, Dio, del quale la provvidenza, la testimonianza di bontà e il disegno di salvezza si estendono a tutti” (Dich. Nostra aetate, 1). Così, noi “non viviamo gli uni accanto agli altri per caso; stiamo tutti percorrendo uno stesso cammino come uomini e quindi come fratelli e sorelle” (Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2008, 6).
La strada è la stessa, quella della vita, ma le situazioni che attraversiamo in questo percorso sono diverse: molti devono affrontare la difficile esperienza della migrazione, nelle sue diverse espressioni: interne o internazionali, permanenti o stagionali, economiche o politiche, volontarie o forzate. In vari casi la partenza dal proprio Paese è spinta da diverse forme di persecuzione, così che la fuga diventa necessaria. Il fenomeno stesso della globalizzazione, poi, caratteristico della nostra epoca, non è solo un processo socio-economico, ma comporta anche “un’umanità che diviene sempre più interconnessa”, superando confini geografici e culturali. A questo proposito, la Chiesa non cessa di ricordare che il senso profondo di questo processo epocale e il suo criterio etico fondamentale sono dati proprio dall’unità della famiglia umana e dal suo sviluppo nel bene (cfr Benedetto XVI, Enc. Caritas in veritate, 42). Tutti, dunque, fanno parte di una sola famiglia, migranti e popolazioni locali che li accolgono, e tutti hanno lo stesso diritto ad usufruire dei beni della terra, la cui destinazione è universale, come insegna la dottrina sociale della Chiesa. Qui trovano fondamento la solidarietà e la condivisione.
“In una società in via di globalizzazione, il bene comune e l’impegno per esso non possono non assumere le dimensioni dell’intera famiglia umana, vale a dire della comunità dei popoli e delle Nazioni, così da dare forma di unità e di pace alla città dell’uomo, e renderla in qualche misura anticipazione prefiguratrice della città senza barriere di Dio” (Benedetto XVI, Enc. Caritas in veritate, 7). E’ questa la prospettiva con cui guardare anche la realtà delle migrazioni. Infatti, come già osservava il Servo di Dio Paolo VI, “la mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli” è causa profonda del sottosviluppo (Enc. Populorum progressio, 66) e – possiamo aggiungere – incide fortemente sul fenomeno migratorio. La fraternità umana è l’esperienza, a volte sorprendente, di una relazione che accomuna, di un legame profondo con l’altro, differente da me, basato sul semplice fatto di essere uomini. Assunta e vissuta responsabilmente, essa alimenta una vita di comunione e condivisione con tutti, in particolare con i migranti; sostiene la donazione di sé agli altri, al loro bene, al bene di tutti, nella comunità politica locale, nazionale e mondiale.
Il Venerabile Giovanni Paolo II, in occasione di questa stessa Giornata celebrata nel 2001, sottolineò che “[il bene comune universale] abbraccia l’intera famiglia dei popoli, al di sopra di ogni egoismo nazionalista. È in questo contesto che va considerato il diritto ad emigrare. La Chiesa lo riconosce ad ogni uomo, nel duplice aspetto di possibilità di uscire dal proprio Paese e possibilità di entrare in un altro alla ricerca di migliori condizioni di vita” (Messaggio per la Giornata Mondiale delle Migrazioni 2001, 3; cfr Giovanni XXIII, Enc. Mater et Magistra, 30; Paolo VI, Enc. Octogesima adveniens, 17). Al tempo stesso, gli Stati hanno il diritto di regolare i flussi migratori e di difendere le proprie frontiere, sempre assicurando il rispetto dovuto alla dignità di ciascuna persona umana. Gli immigrati, inoltre, hanno il dovere di integrarsi nel Paese di accoglienza, rispettandone le leggi e l’identità nazionale. “Si tratterà allora di coniugare l’accoglienza che si deve a tutti gli esseri umani, specie se indigenti, con la valutazione delle condizioni indispensabili per una vita dignitosa e pacifica per gli abitanti originari e per quelli sopraggiunti” (Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2001, 13).
In questo contesto, la presenza della Chiesa, quale popolo di Dio in cammino nella storia in mezzo a tutti gli altri popoli, è fonte di fiducia e di speranza. La Chiesa, infatti, è “in Cristo sacramento, ossia segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 1); e, grazie all’azione in essa dello Spirito Santo, “gli sforzi intesi a realizzare la fraternità universale non sono vani” (Idem, Cost. past. Gaudium et spes, 38). E’ in modo particolare la santa Eucaristia a costituire, nel cuore della Chiesa, una sorgente inesauribile di comunione per l’intera umanità. Grazie ad essa, il Popolo di Dio abbraccia “ogni nazione, tribù, popolo e lingua” (Ap 7,9) non con una sorta di potere sacro, ma con il superiore servizio della carità. In effetti, l’esercizio della carità, specialmente verso i più poveri e deboli, è criterio che prova l’autenticità delle celebrazioni eucaristiche (cfr Giovanni Paolo II, Lett. ap. Mane nobiscum Domine, 28).
Alla luce del tema “Una sola famiglia umana”, va considerata specificamente la situazione dei rifugiati e degli altri migranti forzati, che sono una parte rilevante del fenomeno migratorio. Nei confronti di queste persone, che fuggono da violenze e persecuzioni, la Comunità internazionale ha assunto impegni precisi. Il rispetto dei loro diritti, come pure delle giuste preoccupazioni per la sicurezza e la coesione sociale, favoriscono una convivenza stabile ed armoniosa.
Anche nel caso dei migranti forzati la solidarietà si alimenta alla “riserva” di amore che nasce dal considerarci una sola famiglia umana e, per i fedeli cattolici, membri del Corpo Mistico di Cristo: ci troviamo infatti a dipendere gli uni dagli altri, tutti responsabili dei fratelli e delle sorelle in umanità e, per chi crede, nella fede. Come già ebbi occasione di dire, “accogliere i rifugiati e dare loro ospitalità è per tutti un doveroso gesto di umana solidarietà, affinché essi non si sentano isolati a causa dell’intolleranza e del disinteresse” (Udienza Generale del 20 giugno 2007: Insegnamenti II,1 (2007), 1158). Ciò significa che quanti sono forzati a lasciare le loro case o la loro terra saranno aiutati a trovare un luogo dove vivere in pace e sicurezza, dove lavorare e assumere i diritti e doveri esistenti nel Paese che li accoglie, contribuendo al bene comune, senza dimenticare la dimensione religiosa della vita.
Un particolare pensiero, sempre accompagnato dalla preghiera, vorrei rivolgere infine agli studenti esteri e internazionali, che pure sono una realtà in crescita all’interno del grande fenomeno migratorio. Si tratta di una categoria anche socialmente rilevante in prospettiva del loro rientro, come futuri dirigenti, nei Paesi di origine. Essi costituiscono dei “ponti” culturali ed economici tra questi Paesi e quelli di accoglienza, e tutto ciò va proprio nella direzione di formare “una sola famiglia umana”. E’ questa convinzione che deve sostenere l’impegno a favore degli studenti esteri e accompagnare l’attenzione per i loro problemi concreti, quali le ristrettezze economiche o il disagio di sentirsi soli nell’affrontare un ambiente sociale e universitario molto diverso, come pure le difficoltà di inserimento. A questo proposito, mi piace ricordare che “appartenere ad una comunità universitaria … significa stare nel crocevia delle culture che hanno plasmato il mondo moderno” (Giovanni Paolo II, Ai Vescovi Statunitensi delle Provincie ecclesiastiche di Chicago, Indianapolis e Milwaukee in visita “ad limina”, 30 maggio 1998, 6: Insegnamenti XXI,1 [1998], 1116). Nella scuola e nell’università si forma la cultura delle nuove generazioni: da queste istituzioni dipende in larga misura la loro capacità di guardare all’umanità come ad una famiglia chiamata ad essere unita nella diversità.
Cari fratelli e sorelle, il mondo dei migranti è vasto e diversificato. Conosce esperienze meravigliose e promettenti, come pure, purtroppo, tante altre drammatiche e indegne dell’uomo e di società che si dicono civili. Per la Chiesa, questa realtà costituisce un segno eloquente dei nostri tempi, che porta in maggiore evidenza la vocazione dell’umanità a formare una sola famiglia, e, al tempo stesso, le difficoltà che, invece di unirla, la dividono e la lacerano. Non perdiamo la speranza, e preghiamo insieme Dio, Padre di tutti, perché ci aiuti ad essere, ciascuno in prima persona, uomini e donne capaci di relazioni fraterne; e, sul piano sociale, politico ed istituzionale, si accrescano la comprensione e la stima reciproca tra i popoli e le culture. Con questi auspici, invocando l’intercessione di Maria Santissima Stella maris, invio di cuore a tutti la Benedizione Apostolica, in modo speciale ai migranti ed ai rifugiati e a quanti operano in questo importante ambito.
Da Castel Gandolfo, 27 settembre 2010 BENEDICTUS PP. XVI
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Nella foto: Agnese con padre Giorgio Poletti, missionario comboniano, il Vescovo Bruno Schettino della diocesi di Capua e una rappresentanza dei fratelli immigrati africani della Comunità africana in Castel Volturno(Ce). La foto si riferisce alla giornata della Pace del 21 Settembre 2008 ( alcuni giorni dopo la Strage di S. Gennaro). Agnese tiene in mano insieme ad un fratello immigrato, in segno di comunione, di solidarietà e di condivisione la bianca "Colomba della Pace, ambasciatrice di Pace e di riconciliazione nel mondo. Autore foto: Andrea Pioltini.
- LEGGI QUI' MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO (2011)
La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato offre l’opportunità, per tutta la Chiesa, di riflettere su un tema legato al crescente fenomeno della migrazione, di pregare affinché i cuori si aprano all’accoglienza cristiana e di operare perché crescano nel mondo la giustizia e la carità, colonne per la costruzione di una pace autentica e duratura. “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34) è l’invito che il Signore ci rivolge con forza e ci rinnova costantemente: se il Padre ci chiama ad essere figli amati nel suo Figlio prediletto, ci chiama anche a riconoscerci tutti come fratelli in Cristo.
Da questo legame profondo tra tutti gli esseri umani nasce il tema che ho scelto quest’anno per la nostra riflessione: “Una sola famiglia umana”, una sola famiglia di fratelli e sorelle in società che si fanno sempre più multietniche e interculturali, dove anche le persone di varie religioni sono spinte al dialogo, perché si possa trovare una serena e fruttuosa convivenza nel rispetto delle legittime differenze. Il Concilio Vaticano II afferma che “tutti i popoli costituiscono una sola comunità. Essi hanno una sola origine poiché Dio ha fatto abitare l’intero genere umano su tutta la faccia della terra (cfr At 17,26); essi hanno anche un solo fine ultimo, Dio, del quale la provvidenza, la testimonianza di bontà e il disegno di salvezza si estendono a tutti” (Dich. Nostra aetate, 1). Così, noi “non viviamo gli uni accanto agli altri per caso; stiamo tutti percorrendo uno stesso cammino come uomini e quindi come fratelli e sorelle” (Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2008, 6).
La strada è la stessa, quella della vita, ma le situazioni che attraversiamo in questo percorso sono diverse: molti devono affrontare la difficile esperienza della migrazione, nelle sue diverse espressioni: interne o internazionali, permanenti o stagionali, economiche o politiche, volontarie o forzate. In vari casi la partenza dal proprio Paese è spinta da diverse forme di persecuzione, così che la fuga diventa necessaria. Il fenomeno stesso della globalizzazione, poi, caratteristico della nostra epoca, non è solo un processo socio-economico, ma comporta anche “un’umanità che diviene sempre più interconnessa”, superando confini geografici e culturali. A questo proposito, la Chiesa non cessa di ricordare che il senso profondo di questo processo epocale e il suo criterio etico fondamentale sono dati proprio dall’unità della famiglia umana e dal suo sviluppo nel bene (cfr Benedetto XVI, Enc. Caritas in veritate, 42). Tutti, dunque, fanno parte di una sola famiglia, migranti e popolazioni locali che li accolgono, e tutti hanno lo stesso diritto ad usufruire dei beni della terra, la cui destinazione è universale, come insegna la dottrina sociale della Chiesa. Qui trovano fondamento la solidarietà e la condivisione.
“In una società in via di globalizzazione, il bene comune e l’impegno per esso non possono non assumere le dimensioni dell’intera famiglia umana, vale a dire della comunità dei popoli e delle Nazioni, così da dare forma di unità e di pace alla città dell’uomo, e renderla in qualche misura anticipazione prefiguratrice della città senza barriere di Dio” (Benedetto XVI, Enc. Caritas in veritate, 7). E’ questa la prospettiva con cui guardare anche la realtà delle migrazioni. Infatti, come già osservava il Servo di Dio Paolo VI, “la mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli” è causa profonda del sottosviluppo (Enc. Populorum progressio, 66) e – possiamo aggiungere – incide fortemente sul fenomeno migratorio. La fraternità umana è l’esperienza, a volte sorprendente, di una relazione che accomuna, di un legame profondo con l’altro, differente da me, basato sul semplice fatto di essere uomini. Assunta e vissuta responsabilmente, essa alimenta una vita di comunione e condivisione con tutti, in particolare con i migranti; sostiene la donazione di sé agli altri, al loro bene, al bene di tutti, nella comunità politica locale, nazionale e mondiale.
Il Venerabile Giovanni Paolo II, in occasione di questa stessa Giornata celebrata nel 2001, sottolineò che “[il bene comune universale] abbraccia l’intera famiglia dei popoli, al di sopra di ogni egoismo nazionalista. È in questo contesto che va considerato il diritto ad emigrare. La Chiesa lo riconosce ad ogni uomo, nel duplice aspetto di possibilità di uscire dal proprio Paese e possibilità di entrare in un altro alla ricerca di migliori condizioni di vita” (Messaggio per la Giornata Mondiale delle Migrazioni 2001, 3; cfr Giovanni XXIII, Enc. Mater et Magistra, 30; Paolo VI, Enc. Octogesima adveniens, 17). Al tempo stesso, gli Stati hanno il diritto di regolare i flussi migratori e di difendere le proprie frontiere, sempre assicurando il rispetto dovuto alla dignità di ciascuna persona umana. Gli immigrati, inoltre, hanno il dovere di integrarsi nel Paese di accoglienza, rispettandone le leggi e l’identità nazionale. “Si tratterà allora di coniugare l’accoglienza che si deve a tutti gli esseri umani, specie se indigenti, con la valutazione delle condizioni indispensabili per una vita dignitosa e pacifica per gli abitanti originari e per quelli sopraggiunti” (Giovanni Paolo II, Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2001, 13).
In questo contesto, la presenza della Chiesa, quale popolo di Dio in cammino nella storia in mezzo a tutti gli altri popoli, è fonte di fiducia e di speranza. La Chiesa, infatti, è “in Cristo sacramento, ossia segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 1); e, grazie all’azione in essa dello Spirito Santo, “gli sforzi intesi a realizzare la fraternità universale non sono vani” (Idem, Cost. past. Gaudium et spes, 38). E’ in modo particolare la santa Eucaristia a costituire, nel cuore della Chiesa, una sorgente inesauribile di comunione per l’intera umanità. Grazie ad essa, il Popolo di Dio abbraccia “ogni nazione, tribù, popolo e lingua” (Ap 7,9) non con una sorta di potere sacro, ma con il superiore servizio della carità. In effetti, l’esercizio della carità, specialmente verso i più poveri e deboli, è criterio che prova l’autenticità delle celebrazioni eucaristiche (cfr Giovanni Paolo II, Lett. ap. Mane nobiscum Domine, 28).
Alla luce del tema “Una sola famiglia umana”, va considerata specificamente la situazione dei rifugiati e degli altri migranti forzati, che sono una parte rilevante del fenomeno migratorio. Nei confronti di queste persone, che fuggono da violenze e persecuzioni, la Comunità internazionale ha assunto impegni precisi. Il rispetto dei loro diritti, come pure delle giuste preoccupazioni per la sicurezza e la coesione sociale, favoriscono una convivenza stabile ed armoniosa.
Anche nel caso dei migranti forzati la solidarietà si alimenta alla “riserva” di amore che nasce dal considerarci una sola famiglia umana e, per i fedeli cattolici, membri del Corpo Mistico di Cristo: ci troviamo infatti a dipendere gli uni dagli altri, tutti responsabili dei fratelli e delle sorelle in umanità e, per chi crede, nella fede. Come già ebbi occasione di dire, “accogliere i rifugiati e dare loro ospitalità è per tutti un doveroso gesto di umana solidarietà, affinché essi non si sentano isolati a causa dell’intolleranza e del disinteresse” (Udienza Generale del 20 giugno 2007: Insegnamenti II,1 (2007), 1158). Ciò significa che quanti sono forzati a lasciare le loro case o la loro terra saranno aiutati a trovare un luogo dove vivere in pace e sicurezza, dove lavorare e assumere i diritti e doveri esistenti nel Paese che li accoglie, contribuendo al bene comune, senza dimenticare la dimensione religiosa della vita.
Un particolare pensiero, sempre accompagnato dalla preghiera, vorrei rivolgere infine agli studenti esteri e internazionali, che pure sono una realtà in crescita all’interno del grande fenomeno migratorio. Si tratta di una categoria anche socialmente rilevante in prospettiva del loro rientro, come futuri dirigenti, nei Paesi di origine. Essi costituiscono dei “ponti” culturali ed economici tra questi Paesi e quelli di accoglienza, e tutto ciò va proprio nella direzione di formare “una sola famiglia umana”. E’ questa convinzione che deve sostenere l’impegno a favore degli studenti esteri e accompagnare l’attenzione per i loro problemi concreti, quali le ristrettezze economiche o il disagio di sentirsi soli nell’affrontare un ambiente sociale e universitario molto diverso, come pure le difficoltà di inserimento. A questo proposito, mi piace ricordare che “appartenere ad una comunità universitaria … significa stare nel crocevia delle culture che hanno plasmato il mondo moderno” (Giovanni Paolo II, Ai Vescovi Statunitensi delle Provincie ecclesiastiche di Chicago, Indianapolis e Milwaukee in visita “ad limina”, 30 maggio 1998, 6: Insegnamenti XXI,1 [1998], 1116). Nella scuola e nell’università si forma la cultura delle nuove generazioni: da queste istituzioni dipende in larga misura la loro capacità di guardare all’umanità come ad una famiglia chiamata ad essere unita nella diversità.
Cari fratelli e sorelle, il mondo dei migranti è vasto e diversificato. Conosce esperienze meravigliose e promettenti, come pure, purtroppo, tante altre drammatiche e indegne dell’uomo e di società che si dicono civili. Per la Chiesa, questa realtà costituisce un segno eloquente dei nostri tempi, che porta in maggiore evidenza la vocazione dell’umanità a formare una sola famiglia, e, al tempo stesso, le difficoltà che, invece di unirla, la dividono e la lacerano. Non perdiamo la speranza, e preghiamo insieme Dio, Padre di tutti, perché ci aiuti ad essere, ciascuno in prima persona, uomini e donne capaci di relazioni fraterne; e, sul piano sociale, politico ed istituzionale, si accrescano la comprensione e la stima reciproca tra i popoli e le culture. Con questi auspici, invocando l’intercessione di Maria Santissima Stella maris, invio di cuore a tutti la Benedizione Apostolica, in modo speciale ai migranti ed ai rifugiati e a quanti operano in questo importante ambito.
Da Castel Gandolfo, 27 settembre 2010 BENEDICTUS PP. XVI
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sabato 15 gennaio 2011
Piedimonte Matese(Ce)- Incendio in città, urge un distaccamento dei Vigili del Fuoco nel capoluogo matesino. Appello al Sindaco Cappello di Agnese Ginocchio
"Questo comunicato é stato pubblicato su tanti portali della provincia, e fuori provincia. Inoltre é stato ripreso e puvbblicato anche sul portale-blog dei "Vigili del Fuoco Italia". Cliccare quì sopra per visualizzare la pagina"
Piedimonte Matese(CE)- "Esprimo solidarietà e vicinanza al Sindaco di Piedimonte Matese avv. Vincenzo Cappello e alla famiglia ubicata nell'apppartamento in piazza Europa, colpito dallo spaventoso incendio divampato sabato 15 mattina. Sono profondamente addolorata per l'accaduto, vi siamo vicini, se avete bisogno di qualcosa fateci sapere, ci attiveremo nell'immediato. Domenica sera 16 Gennaio abbiamo dedicato un pensiero a voi tutti, durante l'accensione del simbolico momento di aggregazione sociale del "Fuoco della Pace" nella frazione di Totari in Alife. Forza e Coraggio vi siamo vicini tutti! Egregio sindaco Vincenzo Cappello, a seguito di quanto accaduto, mi preme evidenziare che per quanto riguarda la sorveglianza della comunità matesina, nel nostro territorio manca la presenza di un Ente fisso che sia in grado di assicurare tempestivamente la sicurezza e l' incolumità pubblica. La nostra zona del Matese per via della posizione geografica e della massiccia presenza di montagne che durante i periodi estivi sono oggetto di continui incendi, spesso di origine dolosa, ha necessariamente bisogno di un distaccamento dei Vigili del Fuoco, in quanto é una zona altamente a rischio. Pertanto, a seguito di quanto appena accaduto, mi preme domandare alla S.V. di sollecitare l'ente provinciale e di chiedere al presidente Domenico Zinzi di avere maggior attenzione per il nostro territorio e quindi di impegnarsi al massimo affinché si vengano a creare le condizioni ottimali che consentino finalmente l' apertura di una sede fissa dei Vigili del Fuoco nel nostro capoluogo Matesino. I comuni della vastissima valle matesino-alifana ne hanno necessariamente bisogno! Si spendono e si sprecano tanti soldi per cose inutili, dimenticando le priorità fondamentali quali appunto l'incolumità, la salute e la sicurezza della comunità. Più attenzione e più vicinanza ai problemi del territorio del Matese da parte degli enti della provincia di Caserta e della Regione Campania salveranno questa stupenda Terra che il Creatore ci ha affidato in custodia, da tanti disastri e da annunciate calamità naturali, dai e dalle quali il Matese non é immune, e che, come tutte le zone di montagna, potrebbe gravemente compromettere lo sviluppo, l'economia e quindi il turismo di questo territorio, se non si interviene tempestivamente. La prego di farsi portavoce di quest' appello per i diritti del territorio dell' intera Comunità del Matese. La ringrazio per quello che potrà fare e la saluto con immutata stima nel segno della Pace!" Agnese Ginocchio- Testimonial per la Pace.
Segue articolo su quanto accaduto a Piedimonte Matese in data 15 Gennaio 2011.
Piedimonte Matese(Caserta)- Stamane Sabato 15 Gernnaio 2011 intorno alle ore 8,30 all' interno di un' abitazione di piazza Europa, nella zona del mercato settimanale del capoluogo matesino. La foto (vedi foto 2), scattata dalla sottoscritta che si é recata sul luogo del disastro nel pomeriggio, intorno alle ore 17,30, per andare a verificare di persona, si riferisce a quello che resta dell' abitazione dopo lo spegnimento delle fiamme, divampate nel nulla, che hanno completamente mandato in rovina l' intero appartamento. L' intervento dei Vigili del Fuoco purtroppo a causa della lontananza, (40 km dal capoluogo casertano) non é stato tempestivo. Ancora una volta la vastissima zona del Matese che andrebbe maggiormente sorvegliata, per via della posizione geografica e della massiccia presenza di montagne che durante i periodi estivi sono oggetto di continui incendi, spesso di origine dolosa, dimostra di non essere affatto tutelata da questo genere di disastri. Se invece nella nostra zona del Matese ci fosse stato un distaccamenteo dei Vigili del Fuoco, l'incendio sarebbe stato meno grave rispetto a quello che purtroppo siamo stati costretti a vedere dalle foto e dai video diffusi in giro sul web. Fortuna che nell'abitazione in quel momento non vi fosse nessuno e che i proprietari si trovavano fuori per lavoro. Ma se fossero stati dentro, credo che non ci sarebbe stato scampo per loro, vista la proporzione delle fiamme divampate da una stanza all'altra nel giro di pochissimi secondi..(By: Agnese Ginocchio)
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venerdì 14 gennaio 2011
Alife(CE)- 16 Gennaio nella frazione di "Totari" arriva il "Falò - Fuoco della Pace" per la Festa di S. Antonio Abate
DOMENICA 16 GENNAIO 2011 alle ore 19:30 ACCENDEREMO a TOTARI il
“FALÒ - FUOCO DELLA PACE”
Don Lorenzo Milani affermava: “Risolvere da soli i problemi è egoismo, risolverli insieme è POLITICA! ”. In occasione della Festa di Sant’ Antonio Abate (S. Antuono) si avvisa la comunità della popolosa frazione di Totari (in Alife) che Domenica 16 Gennaio 2011 alle ore 19:30 il “Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato” in collaborazione con il “Gruppo parrocchiale”, accenderà in piazza il “FALO’- Fuoco della PACE ”. Al termine dell’ evento sociale sarà donata a tutti i partecipanti, in ricordo di quest’incontro, una fetta di “Panettone accompagnato da un brindisi di Pace” in segno di impegno permanente per la Pace e la riconciliazione, da mantenere durante l’anno. Per maggiori info sull’evento chiedere al Signora “Chiara Mottile”. Il "FALO’- Fuoco della PACE 2011" è un momento di condivisione e di sensibilizzazione sulle problematiche del territorio. Lo scopo è di rilanciare il senso del fare “Comunità” . Durante la serata intorno al Fuoco ci sarà un momento di riflessione e di convivialità, daremo "voce" a una parte della nostra comunità che spesso si sente emarginata e dimenticata dal resto della città. L' iniziativa sociale é promossa dal "Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato" della provincia di Caserta - Regione Campania. La cittadinanza tutta é invitata a partecipare a questo grande momento di solidarietà e di condivisione, il cui scopo é educare la popolazione alla ‘Coscienza civile’ e sensibilizzarla sulle problematiche che ci riguardano tutti indistintamente, nessuno escluso.* Info: http://movimentopaceambasciatori.blogspot.com/
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“FALÒ - FUOCO DELLA PACE”
Don Lorenzo Milani affermava: “Risolvere da soli i problemi è egoismo, risolverli insieme è POLITICA! ”. In occasione della Festa di Sant’ Antonio Abate (S. Antuono) si avvisa la comunità della popolosa frazione di Totari (in Alife) che Domenica 16 Gennaio 2011 alle ore 19:30 il “Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato” in collaborazione con il “Gruppo parrocchiale”, accenderà in piazza il “FALO’- Fuoco della PACE ”. Al termine dell’ evento sociale sarà donata a tutti i partecipanti, in ricordo di quest’incontro, una fetta di “Panettone accompagnato da un brindisi di Pace” in segno di impegno permanente per la Pace e la riconciliazione, da mantenere durante l’anno. Per maggiori info sull’evento chiedere al Signora “Chiara Mottile”. Il "FALO’- Fuoco della PACE 2011" è un momento di condivisione e di sensibilizzazione sulle problematiche del territorio. Lo scopo è di rilanciare il senso del fare “Comunità” . Durante la serata intorno al Fuoco ci sarà un momento di riflessione e di convivialità, daremo "voce" a una parte della nostra comunità che spesso si sente emarginata e dimenticata dal resto della città. L' iniziativa sociale é promossa dal "Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato" della provincia di Caserta - Regione Campania. La cittadinanza tutta é invitata a partecipare a questo grande momento di solidarietà e di condivisione, il cui scopo é educare la popolazione alla ‘Coscienza civile’ e sensibilizzarla sulle problematiche che ci riguardano tutti indistintamente, nessuno escluso.* Info: http://movimentopaceambasciatori.blogspot.com/
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Acqua bene Comune: Passano 2 referendum per l'acqua pubblica: grazie al popolo dell'acqua!
"Sì " della Consulta, la parola ai cittadini
Video che accompagna la versione definitiva del brano dal titolo: Il "Canto per l'Acqua". Canzone d' impegno per la Pace e per i Diritti Umani contro la privatizzazione dell' Acqua, bene comune, diritto fondamentale dell' uomo e diritto umano. "Si scrive Acqua ma si legge Democrazia". Il brano é stato composto da Agnese Ginocchio, cantautrice per la Pace e Testimonial per la Pace
La Corte Costituzionale ha ammesso due quesiti referendari proposti dai movimenti per l'acqua. A primavera gli uomini e le donne di questo paese decideranno su un bene essenziale. La vittoria dei “sì” porterà ad invertire la rotta sulla gestione dei servizi idrici e più in generale su tutti i beni comuni. Attendiamo le motivazione della Consulta sulla mancata ammissione del restante quesito (quesito n. 2), ma è già chiaro che questa decisione nulla toglie alla battaglia per la ripubblicizzazione dell'acqua e che rimane intatta la forte valenza politica dei referendum. Il Comitato Promotore oggi più che mai esige un immediato provvedimento di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi e sull'abrogazione degli AATO, un necessario atto di democrazia perché a decidere sull'acqua siano davvero gli italiani. Il Comitato Promotore attiverà tutti i contatti istituzionali necessari per chiedere che la data del voto referendario coincida con quella delle elezioni amministrative della prossima primavera. Da oggi inizia l'ultima tappa, siamo sicuri che le migliori energie di questo paese non si tireranno indietro. Roma, 12 gennaio 2011
-Segue Video relativo alla Manifestazione finale della campagna referendaria per la raccolta delle firme contro la privatizzazione dell'acqua. Consegna simbolica di oltre 1.400.000 firme raccolte, alla Corte di Cassazione in data 19 Luglio 2010. Video realizzato da Andrea Pioltini, fotoreporter
lettera ringraziamento:
Care/i, credo che tutte e tutti possiamo essere assolutamente soddisfatti della decisione della Consulta che ha dichiarato ammissibili i nostri due quesiti. Il nostro impianto non viene modificato di molto nella sua sostanza di fondo: nella prossima primavera le elettrici e gli elettori saranno chiamati ad esprimersi per portare l'acqua fuori dal mercato e i profitti fuori dall'acqua! Si tratta di un risultato straordinario perchè conferma l'impostazione che abbiamo condiviso sin dall'inizio e il grande lavoro svolto da tantissime persone sul campo. Un caloroso grazie a tutto il popolo dell'acqua che con il proprio impegno permetterà di riportare l'acqua in mano alle comunità locali. Un ringraziamento anche a tutti i giuristi che con il loro contributo hanno reso possibile un esito positivo. In particolare un grazie al Prof. Massimo Luciani che ci ha difesi in modo eccellente prima in Corte di Cassazione e poi di fronte alla Consulta. Convint* della forza delle nostre ragioni, ora la vittoria è a portata di mano, perchè si scrive acqua ma si legge democrazia!
La segreteria operativa del Forum Italiano Movimento per l'Acqua
Info: http://www.acquabenecomune.org/
(Comitato provinciale Caserta e prov. prof. Mena Moretta)
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Video che accompagna la versione definitiva del brano dal titolo: Il "Canto per l'Acqua". Canzone d' impegno per la Pace e per i Diritti Umani contro la privatizzazione dell' Acqua, bene comune, diritto fondamentale dell' uomo e diritto umano. "Si scrive Acqua ma si legge Democrazia". Il brano é stato composto da Agnese Ginocchio, cantautrice per la Pace e Testimonial per la Pace
La Corte Costituzionale ha ammesso due quesiti referendari proposti dai movimenti per l'acqua. A primavera gli uomini e le donne di questo paese decideranno su un bene essenziale. La vittoria dei “sì” porterà ad invertire la rotta sulla gestione dei servizi idrici e più in generale su tutti i beni comuni. Attendiamo le motivazione della Consulta sulla mancata ammissione del restante quesito (quesito n. 2), ma è già chiaro che questa decisione nulla toglie alla battaglia per la ripubblicizzazione dell'acqua e che rimane intatta la forte valenza politica dei referendum. Il Comitato Promotore oggi più che mai esige un immediato provvedimento di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi e sull'abrogazione degli AATO, un necessario atto di democrazia perché a decidere sull'acqua siano davvero gli italiani. Il Comitato Promotore attiverà tutti i contatti istituzionali necessari per chiedere che la data del voto referendario coincida con quella delle elezioni amministrative della prossima primavera. Da oggi inizia l'ultima tappa, siamo sicuri che le migliori energie di questo paese non si tireranno indietro. Roma, 12 gennaio 2011
-Segue Video relativo alla Manifestazione finale della campagna referendaria per la raccolta delle firme contro la privatizzazione dell'acqua. Consegna simbolica di oltre 1.400.000 firme raccolte, alla Corte di Cassazione in data 19 Luglio 2010. Video realizzato da Andrea Pioltini, fotoreporter
lettera ringraziamento:
Care/i, credo che tutte e tutti possiamo essere assolutamente soddisfatti della decisione della Consulta che ha dichiarato ammissibili i nostri due quesiti. Il nostro impianto non viene modificato di molto nella sua sostanza di fondo: nella prossima primavera le elettrici e gli elettori saranno chiamati ad esprimersi per portare l'acqua fuori dal mercato e i profitti fuori dall'acqua! Si tratta di un risultato straordinario perchè conferma l'impostazione che abbiamo condiviso sin dall'inizio e il grande lavoro svolto da tantissime persone sul campo. Un caloroso grazie a tutto il popolo dell'acqua che con il proprio impegno permetterà di riportare l'acqua in mano alle comunità locali. Un ringraziamento anche a tutti i giuristi che con il loro contributo hanno reso possibile un esito positivo. In particolare un grazie al Prof. Massimo Luciani che ci ha difesi in modo eccellente prima in Corte di Cassazione e poi di fronte alla Consulta. Convint* della forza delle nostre ragioni, ora la vittoria è a portata di mano, perchè si scrive acqua ma si legge democrazia!
La segreteria operativa del Forum Italiano Movimento per l'Acqua
Info: http://www.acquabenecomune.org/
(Comitato provinciale Caserta e prov. prof. Mena Moretta)
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Ariano Irpino(Av)- All'Istituto Comprensivo "Cardito" si celebra la GIORNATA DELLA MEMORIA 27 Gennaio 2011. PER NON DIMENTICARE….
27 Gennaio 2011 "Giornata della Memoria della Shoah " all' Istituto Comprensivo "Cardito" di Ariano Irpino(Av), con un Recital degli alunni. Nell'ambito del quale saranno mandati anche i testi e i video del brano: "Shalom Auschwitz" composto da Agnese Ginocchio, cantautrice per la Pace e dedicato alla Giornata della Shoah...L'evento ...é coordinato dal prof. Giovanni Orsogna.
Il programma:
ISTITUTO COMPRENSIVO “CARDITO” ARIANO IRPINO (AV)
GIORNATA DELLA MEMORIA 27 Gennaio 1011. PER NON DIMENTICARE….
Recital
* Favola di Natale, Memorial di Giannino Guareschi
reiterpretazione , proiezioni e testimonianze della Shoah – Balletto
testi e videoclip di Giannino Guareschi – testi e video a cura di Agnese Ginocchio
a cura degli alunni delle classi 3-4-5-della Scuola Primaria di Orneta, ideazione Giovanni Orsogna
* I Bambini di Terezin, Recital
a cura degli alunni della Scuola Primaria “G. Grasso” di Ariano Irpino,
ideazione di Teresa de Dominicis
* Proiezione video
Saluto delle Autorità e del Dirigente Scolastico
Ariano Irpino, 27 gennaio 2011
Auditorium Scolastico Istituto “Cardito” – ore 9,30
(Comunicato stampa)
Note: Lettera Ricevuta dal prof. "Giovanni Orsogna"
( che quì si pubblica come segno di Testimonianza di Impegno per la Pace)
"Agnese carissima, ti ho scoperto via internet, sono rimasto favorevolmente impressionato della tua sensibilità artistica, i tuoi testi e le musiche fanno vibrare l'animo, interrogano tutti e coinvolgono in un arcobaleno di goia e di speranza. Complimenti per tutto e l'incoraggiamento anche mio personale.
“ SHALOM AUSCHWITZ ” Il Canto di Pace e di Libertà dei Martiri...
Dovendo fare un breve happening della giornata della Memoria, ho pensato di inserire il tuo stupendo inno: ......Ti chiedo l'autorizzazione a poterlo diffondere nel mio Istituto comprensivo "Cardito" di Ariano Irpino. Con i Bambini inventeremo una danza coreografica.Ti invierò una recensione per il tuo sito. Il Signore ricompensi il tuo apostolato per la pace, l'infanzia, e ti auguro futuri successi nella letizia nel servire ed animare la nostra gente ed i nostri ragazzi, e giovani, il futuro delle nostre generazioni. Con affetto ed amicizia. Giovanni Orsogna, tuo fratello diacono e docente.
-Agnese carissima, ti ringrazio per tutto e ti invio la locandina della Giornata della Memoria 2011 (vedi sopra) che si terrà presso il nostro Istituto comprensivo di Ariano Irpino. Cordiali saluti e ricambio il saluto nella Pace e nella letizia. Presto ti invierò una mia recensione. Spero di organizzare nella mia diocesi un incontro musicale e di testimonianza per farti conoscere anche da noi qui in Irpinia. Con affetto.
Giovanni tuo fratello diacono (14 Gennaio 2011)
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Il programma:
ISTITUTO COMPRENSIVO “CARDITO” ARIANO IRPINO (AV)
GIORNATA DELLA MEMORIA 27 Gennaio 1011. PER NON DIMENTICARE….
Recital
* Favola di Natale, Memorial di Giannino Guareschi
reiterpretazione , proiezioni e testimonianze della Shoah – Balletto
testi e videoclip di Giannino Guareschi – testi e video a cura di Agnese Ginocchio
a cura degli alunni delle classi 3-4-5-della Scuola Primaria di Orneta, ideazione Giovanni Orsogna
* I Bambini di Terezin, Recital
a cura degli alunni della Scuola Primaria “G. Grasso” di Ariano Irpino,
ideazione di Teresa de Dominicis
* Proiezione video
Saluto delle Autorità e del Dirigente Scolastico
Ariano Irpino, 27 gennaio 2011
Auditorium Scolastico Istituto “Cardito” – ore 9,30
(Comunicato stampa)
Note: Lettera Ricevuta dal prof. "Giovanni Orsogna"
( che quì si pubblica come segno di Testimonianza di Impegno per la Pace)
"Agnese carissima, ti ho scoperto via internet, sono rimasto favorevolmente impressionato della tua sensibilità artistica, i tuoi testi e le musiche fanno vibrare l'animo, interrogano tutti e coinvolgono in un arcobaleno di goia e di speranza. Complimenti per tutto e l'incoraggiamento anche mio personale.
“ SHALOM AUSCHWITZ ” Il Canto di Pace e di Libertà dei Martiri...
Dovendo fare un breve happening della giornata della Memoria, ho pensato di inserire il tuo stupendo inno: ......Ti chiedo l'autorizzazione a poterlo diffondere nel mio Istituto comprensivo "Cardito" di Ariano Irpino. Con i Bambini inventeremo una danza coreografica.Ti invierò una recensione per il tuo sito. Il Signore ricompensi il tuo apostolato per la pace, l'infanzia, e ti auguro futuri successi nella letizia nel servire ed animare la nostra gente ed i nostri ragazzi, e giovani, il futuro delle nostre generazioni. Con affetto ed amicizia. Giovanni Orsogna, tuo fratello diacono e docente.
-Agnese carissima, ti ringrazio per tutto e ti invio la locandina della Giornata della Memoria 2011 (vedi sopra) che si terrà presso il nostro Istituto comprensivo di Ariano Irpino. Cordiali saluti e ricambio il saluto nella Pace e nella letizia. Presto ti invierò una mia recensione. Spero di organizzare nella mia diocesi un incontro musicale e di testimonianza per farti conoscere anche da noi qui in Irpinia. Con affetto.
Giovanni tuo fratello diacono (14 Gennaio 2011)
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I biscotti per la Pace di "Raffaella Riccitelli", per il giorno dell'Epifania
Da "Raffaela Riccitelli"
"Cara Agnese anche nel giorno dell'Epifania ho fatto i biscotti per la mia Parrocchia, domani ci sarà il presepe vivente ed io ho voluto dare il mio contributo così. Prego sempre che la Pace proliferi in questo mondo dove per ora a farla da padrona è la malvagità sia verso i nostri simili che verso le altre creature che Dio ci ha donato. Ti abbraccio con tutto il mio cuore e speriamo che il "NOSTRO" sogno di PACE si realizzi e non resti ancora per molto tempo una chimera. ♥ ♥ ♥" (Raffaella Riccitelli originaria di S: Potito Sannitico-Caserta e residente in Lombardia )
- Guarda quì (cliccare quì sopra)il reportage foto 1 relativo ai biscotti di "Raffaella- Lella Riccitelli"
- Reportage foto 2(cliccare quì sopra) confezionamento biscotti befana
"Cara Agnese anche nel giorno dell'Epifania ho fatto i biscotti per la mia Parrocchia, domani ci sarà il presepe vivente ed io ho voluto dare il mio contributo così. Prego sempre che la Pace proliferi in questo mondo dove per ora a farla da padrona è la malvagità sia verso i nostri simili che verso le altre creature che Dio ci ha donato. Ti abbraccio con tutto il mio cuore e speriamo che il "NOSTRO" sogno di PACE si realizzi e non resti ancora per molto tempo una chimera. ♥ ♥ ♥" (Raffaella Riccitelli originaria di S: Potito Sannitico-Caserta e residente in Lombardia )
- Guarda quì (cliccare quì sopra)il reportage foto 1 relativo ai biscotti di "Raffaella- Lella Riccitelli"
- Reportage foto 2(cliccare quì sopra) confezionamento biscotti befana
martedì 11 gennaio 2011
Bologna- Bambini invisibili: Morire di freddo a 23 giorni dalla nascita... Il caso di "Devid Berghi"
Vergognoso!!! Non ci sono parole. Se lasciamo andare via in questa maniera gli indifesi, significa che la nostra non é più civiltà! Ma quale civilità? Morire a 23 giorni dalla nascita a causa del freddo, alla vigilia del giorno in cui si é celebrata la Giornata della S. Infanzia (Epifania), giorno in cui a dover essere messo al centro di tutto, sarebbe dovuto essere proprio il Bambino, e invece é proprio un Bimbo infante ad averci rimesso la (pelle) vita.. Questo il colmo dei colmi! Significa che abbiamo perso il senso - significato del Natale della Solidarietà. Ma dove stiamo andando? E' davvero questo il senso - significato del Natale? Un infante, un figlio 'invisibile' di questo tempo - deserto, é morto al freddo e al gelo nel pieno dello sfavillio delle luci natalizie e di quello che ormai, a causa degli sprechi e di così tanta ipocrita esteriorità, si è trasformato in un natale dell'opulenza e del cinico paganesimo, sempre più distante dal reale significato del "Natale della Pace", che al contrario é condivisione ed attenzione verso chi é meno fortunato di noi. Direi piuttosto che l' uomo sta perdendo di brutto e a causa della propria indifferenza si sta trasformando in un "MOSTRO" d' inciviltà! Povero bambino...ammazzato due volte: la prima dal freddo e la seconda dall' indifferenza dell' uomo cinico e arrogante di questo tempo perverso! Caro e piccolo " Devid " ti chiediamo "Perdono!" , "Perdono" per non essere stati capaci di udire il tuo lamento, mentre al gelo e al freddo emanavi l'ultimo respiro vitale....Possano gli Angeli del Cielo e la S. Famiglia di Nazareth accoglierti fra le loro braccia e custodirti nella bianca "Culla della "Pace", dove un giorno deposero il "Santo Bambino" Principe della Pace, di quella Pace scesa dal cielo nella notte di Natale e che oggi l' uomo - omicida e genocida ha ormai dimenticato! La terra da un' Oasi di vita si sta trasformando in una selva incolta senza speranza...Solo la Pace potrà salvarlo.. L'uomo folle, cinico e arrogante ha perduto il senso del proprio esistere...Se lasciamo andare via in questa maniera i piccoli, significa che la nostra non é più civiltà! Quale futuro??? Meditate gente...! Occorre un cambio di rotta. Riflettiamo! (By: "Agnese Ginocchio", Testimonial per la Pace)
Segue articolo:
Neonato ucciso dal freddo a Bologna Il piccolo era figlio di clochard. Il Comune: i genitori avevano rifiutato aiuto. Città sotto choc
BOLOGNA- Ha vissuto 23 giorni, ma neanche una settimana fuori dall’ospedale, dove è rimasto dopo la nascita e dove è tornato per morire. Nato il 13 dicembre insieme ad un gemellino, Devid Berghi, figlio di due genitori che si adattavano a dormire in strada e in ripari di fortuna, è morto di freddo e stenti al Sant’Orsola di Bologna nella notte tra il 4 e il 5 gennaio.
Era stato raccolto e soccorso in quel gelido pomeriggio, quando ormai non respirava più, nella piazza centrale di Bologna, davanti a Palazzo D’Accursio e alla Basilica di San Petronio. «Potevamo fare di più, se avessimo avuto una migliore conoscenza della situazione», ha spiegato Anna Maria Cancellieri, che regge il Comune commissariato, dopo le dimissioni di Delbono. «La madre del bimbo ha fatto di tutto per non farsi aiutare. È una povera donna, che ha sempre rifiutato alloggi e assistenza».
Gli altri due figli, il gemello di Devid e una sorellina di un anno e mezzo, anche loro ricoverati all’ospedale per precauzione, «ora sono in una struttura protetta, ma neppure in questo caso la mamma li ha voluti seguire». Questo «è l’epilogo di una triste vicenda», ha concluso il commissario. Ciò non toglie che i servizi sociali del Comune, che conoscevano la donna, bolognese, 37 anni, dal 2001, siano sotto accusa. Per far luce sulla vicenda, a titolo conoscitivo, la Procura bolognese ha aperto un fascicolo, per ora senza ipotesi di reato. «Ora indagherà la magistratura», ha tagliato corto Cancellieri, incalzata dai cronisti. «Se ci sono delle responsabilità, salteranno fuori».
La donna, a quanto è stato ricostruito, in dieci anni, ha avuto cinque figli con tre diversi uomini, e ne ha sposato un altro, un extracomunitario. Insieme al quale, ufficialmente, risiede ancora in un appartamento in affitto in centro, via Tovaglie. Questo, almeno, era quello che raccontava agli operatori dei servizi, quando le chiedevano dove passasse le notti. Cancellieri ha detto che non risultate essere tossicodipendente. I primi due bambini, nati nel 2001 e nel 2003, le erano stati tolti e dati in affido. Un anno e mezzo fa, aveva partorito un’altra bambina, che ha vissuto a lungo con la nonna, in un’altra città. I due gemelli sono stati il frutto invece dell’unione con l’ultimo compagno, un clochard, a quanto si è appreso, di origini toscane, conosciuto in città dalle strutture di accoglienza per senza fissa dimora. In uno dei recenti contatti con i servizi, a novembre, la donna aveva nascosto la gravidanza, gemellare, all’ottavo mese, e gli operatori non se ne erano accorti. «Vestiva abiti larghi e aveva una corporatura robusta», si è giustificata Maria Grazia Bonzagni, responsabile del dipartimento dei servizi alle famiglie. Poi, come ha spiegato il commissario, in altre situazioni lei «spariva» e non si faceva trovare.
Il 13 dicembre, il parto. In quell’occasione i servizi ospedalieri inviarono una mail al quartiere di riferimento, per chiedere se la donna fosse seguita. Un messaggio a cui è stata data risposta affermativa il giorno dopo. Il 29 dicembre, i neonati e la madre sono stati comunque dimessi dall’ospedale. Da quel momento, la famiglia è stata vista per due volte. Una nella biblioteca Sala Borsa, il 30 dicembre. «Ci è stato riferito che stavano bene», ha detto Cancellieri. L’altra ad un pasto di solidarietà, l’ultimo dell’anno. «Anche in quei casi alla donna è stata offerta accoglienza, ma ha ancora rifiutato». Molto probabilmente la famiglia ha vissuto quei giorni all’aperto. In queste condizioni, Devid e i suoi venti giorni di vita, non hanno retto. È morto al Sant’Orsola e domani si avranno gli esiti dell’autopsia amministrativa fatta all’ospedale. Ma era arrivato già in condizioni critiche. Prima, in piazza Maggiore, come ha raccontato un testimone, un farmacista che è stato tra i primi a dare l’allarme, «sembrava già morto, non respirava più». I genitori non si davano pace: «Il padre lo appoggiava sul bancone. Continuavano a dire che la mattina aveva mangiato».
Bologna è due volte sotto choc. La prima per il fatto, tremendo, in sè. La seconda per aver lasciato morire un bambino di venti giorni fra le luminarie natalizie di piazza Maggiore. L’orgoglio di essere una città solidale e con un sistema all’avanguardia europea di servizi per i più bisognosi ha preso un durissimo colpo. Il fatto che il Comune sia, da un anno, governato da un commissario, ha almeno risparmiato quelle strumentalizzazioni politiche che con un sindaco espresso dalla politica, in un clima avvelenato da una campagna elettorale perenne, quasi certamente non sarebbero mancate. Eppure la domanda riecheggiata per tutto il giorno, «Ma come è stato possibile?» pesa come un’incudine sulla coscienza di ognuno. E serve a poco pensare al fatto che la madre avesse rifiutato gli aiuti dei servizi sociali dai quali, in qualche modo sarebbe comunque stata intercettata. (Fonte: La Stampa)
Segue altro articolo:
- NEONATO MORTO A BOLOGNA: MADRE RIFIUTAVA AIUTI
-Bologna, morte di un bimbo invisibile
-Primo Piano- La Storia: I 23 giorni del neonato morto al freddo “Devid” nella città degli invisibili.. VERGOGNA!!!
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Segue articolo:
Neonato ucciso dal freddo a Bologna Il piccolo era figlio di clochard. Il Comune: i genitori avevano rifiutato aiuto. Città sotto choc
BOLOGNA- Ha vissuto 23 giorni, ma neanche una settimana fuori dall’ospedale, dove è rimasto dopo la nascita e dove è tornato per morire. Nato il 13 dicembre insieme ad un gemellino, Devid Berghi, figlio di due genitori che si adattavano a dormire in strada e in ripari di fortuna, è morto di freddo e stenti al Sant’Orsola di Bologna nella notte tra il 4 e il 5 gennaio.
Era stato raccolto e soccorso in quel gelido pomeriggio, quando ormai non respirava più, nella piazza centrale di Bologna, davanti a Palazzo D’Accursio e alla Basilica di San Petronio. «Potevamo fare di più, se avessimo avuto una migliore conoscenza della situazione», ha spiegato Anna Maria Cancellieri, che regge il Comune commissariato, dopo le dimissioni di Delbono. «La madre del bimbo ha fatto di tutto per non farsi aiutare. È una povera donna, che ha sempre rifiutato alloggi e assistenza».
Gli altri due figli, il gemello di Devid e una sorellina di un anno e mezzo, anche loro ricoverati all’ospedale per precauzione, «ora sono in una struttura protetta, ma neppure in questo caso la mamma li ha voluti seguire». Questo «è l’epilogo di una triste vicenda», ha concluso il commissario. Ciò non toglie che i servizi sociali del Comune, che conoscevano la donna, bolognese, 37 anni, dal 2001, siano sotto accusa. Per far luce sulla vicenda, a titolo conoscitivo, la Procura bolognese ha aperto un fascicolo, per ora senza ipotesi di reato. «Ora indagherà la magistratura», ha tagliato corto Cancellieri, incalzata dai cronisti. «Se ci sono delle responsabilità, salteranno fuori».
La donna, a quanto è stato ricostruito, in dieci anni, ha avuto cinque figli con tre diversi uomini, e ne ha sposato un altro, un extracomunitario. Insieme al quale, ufficialmente, risiede ancora in un appartamento in affitto in centro, via Tovaglie. Questo, almeno, era quello che raccontava agli operatori dei servizi, quando le chiedevano dove passasse le notti. Cancellieri ha detto che non risultate essere tossicodipendente. I primi due bambini, nati nel 2001 e nel 2003, le erano stati tolti e dati in affido. Un anno e mezzo fa, aveva partorito un’altra bambina, che ha vissuto a lungo con la nonna, in un’altra città. I due gemelli sono stati il frutto invece dell’unione con l’ultimo compagno, un clochard, a quanto si è appreso, di origini toscane, conosciuto in città dalle strutture di accoglienza per senza fissa dimora. In uno dei recenti contatti con i servizi, a novembre, la donna aveva nascosto la gravidanza, gemellare, all’ottavo mese, e gli operatori non se ne erano accorti. «Vestiva abiti larghi e aveva una corporatura robusta», si è giustificata Maria Grazia Bonzagni, responsabile del dipartimento dei servizi alle famiglie. Poi, come ha spiegato il commissario, in altre situazioni lei «spariva» e non si faceva trovare.
Il 13 dicembre, il parto. In quell’occasione i servizi ospedalieri inviarono una mail al quartiere di riferimento, per chiedere se la donna fosse seguita. Un messaggio a cui è stata data risposta affermativa il giorno dopo. Il 29 dicembre, i neonati e la madre sono stati comunque dimessi dall’ospedale. Da quel momento, la famiglia è stata vista per due volte. Una nella biblioteca Sala Borsa, il 30 dicembre. «Ci è stato riferito che stavano bene», ha detto Cancellieri. L’altra ad un pasto di solidarietà, l’ultimo dell’anno. «Anche in quei casi alla donna è stata offerta accoglienza, ma ha ancora rifiutato». Molto probabilmente la famiglia ha vissuto quei giorni all’aperto. In queste condizioni, Devid e i suoi venti giorni di vita, non hanno retto. È morto al Sant’Orsola e domani si avranno gli esiti dell’autopsia amministrativa fatta all’ospedale. Ma era arrivato già in condizioni critiche. Prima, in piazza Maggiore, come ha raccontato un testimone, un farmacista che è stato tra i primi a dare l’allarme, «sembrava già morto, non respirava più». I genitori non si davano pace: «Il padre lo appoggiava sul bancone. Continuavano a dire che la mattina aveva mangiato».
Bologna è due volte sotto choc. La prima per il fatto, tremendo, in sè. La seconda per aver lasciato morire un bambino di venti giorni fra le luminarie natalizie di piazza Maggiore. L’orgoglio di essere una città solidale e con un sistema all’avanguardia europea di servizi per i più bisognosi ha preso un durissimo colpo. Il fatto che il Comune sia, da un anno, governato da un commissario, ha almeno risparmiato quelle strumentalizzazioni politiche che con un sindaco espresso dalla politica, in un clima avvelenato da una campagna elettorale perenne, quasi certamente non sarebbero mancate. Eppure la domanda riecheggiata per tutto il giorno, «Ma come è stato possibile?» pesa come un’incudine sulla coscienza di ognuno. E serve a poco pensare al fatto che la madre avesse rifiutato gli aiuti dei servizi sociali dai quali, in qualche modo sarebbe comunque stata intercettata. (Fonte: La Stampa)
Segue altro articolo:
- NEONATO MORTO A BOLOGNA: MADRE RIFIUTAVA AIUTI
-Bologna, morte di un bimbo invisibile
-Primo Piano- La Storia: I 23 giorni del neonato morto al freddo “Devid” nella città degli invisibili.. VERGOGNA!!!
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Curti(Ce)- Consegna dei doni ai Bambini della Casa Famiglia "Augusta"
Curti(Caserta)- In data 8 Gennaio 2011, il "Movimento per la PACE" della nostra provincia di Caserta,
si é recato con gli amici collaboratori del gruppo di Caserta e prov.: "Carlo D'Andrea" ex assessore comunale sannicolese, la prof.ssa Grazia Del Villano con le figlie Valeria e Maria Laura D’Andrea (studentesse); ed ancora la docente sannicolese Antonella Maddaloni con le figlie Valeria( la piccolina che ha portato e regalato tantissimi dei suoi giocattoli ai bambini suoi coetanei) e la giovane Sabrina, "Andrea Pioltini" fotoreporter" e "Agnese Ginocchio" (Movim. Pace), presso una delle case famiglie della provincia,
in particolare la casa famiglia "Augusta" dei coniugi "Russo", per iniziare a consegnare una parte delle magliette che ci sono state donate durante la scorsa "Cena di solidarietà per la Pace" (29 Dicembre 2010 Caserta ) gentilmente donate dal generale Alessandro Della Posta, comandante del Co.S.Int - Croce Rossa Garibaldina, proveniente da Roma, insieme ad una delegazione del Co.S.Int. Inoltre, abbiamo portato anche alcuni dei panettoni distribuiti nel periodo natalizio a tante famiglie precarie e altre case famiglia presenti nel territorio matesino - prov. acquistati grazie alle offerte raccolte durante le precedenti edizioni della "Cena della Pace". I bambini, ospiti della casa famiglia,(alcuni di questi provenienti dai comuni matesini di Piedimonte Matese, S. Potito Sannitico, Ruviano...) reduci da infinite storie di disagi familiari, sono rimasti contentissimi nel i vedere quelle magliette...Non ha prezzo il sorriso di un bimbo, ben sapendo che quel bimbo, rispetto ai cosiddetti bambini 'viziati' (sempre dai loro genitori ), porta dentro ferite e traumi che difficilmente andranno via, se non con una grande forza di volontà nel reagire con 'coraggio' (perché ce ne vuole e tanto) alle intemperie della vita, e quindi, da una condizione di malessere e di disagio far emergere la
forza positiva del bene per reistituire un 'senso' dignitoso alla propria esistenza. Ma c'é bisogno di tanto lavoro, impegno, movimento, attenzione, vicinanza, educazione, formazione e soprattutto tanto affetto per
questi piccoli... Durante la suddetta visita alla casa famiglia, abbiamo parlato di Pace, di difesa dell'Acqua e di Diritti, improvvisando quindi un mini "Concerto per la Pace", in cui tutti i presenti, ed in particolare i bambini e i giovanissimi, sono stati coinvolti a cantare alcuni miei brani d'impegno per la Pace.( da "Movimento per la Pace")
- Un appello ed un monito a quanti si appressano a mettere al mondo i propri figli: "Genitori siete coscienti del vostro ruolo di essere genitori? Sapete che essere geitori significa educare alla vita, ai valori, al rispetto, alla coscienza civica e civile? Siate dunque genitori responsabili e quindi educatori della nuova civiltà del futuro: i giovani, o altrimenti con il vostro cattivo esempio rovinerete la vita ed il futuro dei vostri figli!".Per essere veri educatori é urgente che "voi" vi svegliate per primi e vi aggiornate ai passi di questi tempi critici. E' urgente che anche voi vi formiate all' impegno e alla coscienza civile, altrimenti come farete a trasmetterlo ai vostri figli, se non ne siete a conoscenza? Essere genitori non é facile, é un ruolo difficilissimo! Essere genitori non significa solo preoccuparsi di crescere bene (fisicamente) la propria prole, ma preoccuparsi innanzitutto di trasmettergli la formazione alla coscienza civile(come detto prima)...Svegliatevi prima che sia troppo tardi, impegnatevi anche voi per salvare( e non distruggere) il futuro dei vostri- nostri figli, eredi di un mondo (quale mondo???) sempre più precario e difficile, ma che solo dall' affermazione di uno stato di Pace e di Giustizia potrà avere un seguito. Per questo che necessita urgentemente la sensibilizzazione e l'impegno di tutti indistintamente....".(By: Agnese Ginocchio, cantautrice per la Pace. Testimonial per la Pace)
-"Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato"-
-Per visualizzare tutte le altre foto (autore: Andrea Pioltini) della giornata cliccare sopra questa scritta.
-Info su "Casa Famiglia Augusta"
venerdì 7 gennaio 2011
Resoconto delle attività svolte nel periodo di Natale, Il Natale della solidarietà e della Pace e l'incontro con "FARAD"
Le feste di Natale sono terminate, ma possiamo tirare su un resoconto delle attività di sensibilizzazione svolte in questo periodo, che hanno avuto lo scopo di lanciare un segnale diverso dal solito clima di dispersione, di esteriorità diffuso dall'epoca del consumismo, e soprattutto abbiamo voluto ri-lanciare il vero messaggio che proviene dalla festa del Natale, che non é spreco, ricchi cenoni e feste pagane, ma condivisione, fare comunità e solidarietà con chi é meno fortunato di noi...In questo periodo come Movimento per la Pace siamo stati impegnati ad accendere in due luoghi 'simbolo' della città di Alife (mia cittadina di origine), il "Fuoco-Falò della Pace", bellissima iniziativa che abbiamo condiviso qualche giorno prima di Natale insieme alle famiglie residenti nella zona delle palazzine Gescal in via S. Di Giacomo (dette case popolari in alifano) e successivamente il primo giorno dell'anno nuovo, dedicato per eccellenza alla Pace, insieme a quelle della zona delle Torri nel vecchio castello diroccato ( meglio conosciute in dialetto alifano: "n'gopp'é turri" , se non si dice così non si capisce ) in via Mura Romane. Con le offerte della precedente edizione della "Cena per la Pace" svoltasi lo scorso giugno 2010 in Alife, abbiamo acquistato panettoni che sono stati donati alle famiglie delle palazzine e delle torri che hanno preso parte al "Fuoco della Pace" e poi inoltre sono stati portati a tante altre famiglie precarie che abitano nel territorio alifano e frazioni limitrofe. Inoltre i panettoni sono stati distribuiti anche alle Case Famiglia presenti nella zona di Alife, Piedimonte Matese, S. Potito S. ( la casa é collegata con quella di Vairano Scalo) e Caserta. Il 29 Dicembre 2010 il nostrop Movimento per la Pace ha organizzato a Caserta l' ultima edizione della "Cena - pizza di solidarietà per la PACE", raccolta fondi pro bambini disagiati ospiti presso le case famiglia del territorio casertano e figli di famiglie precarie. La citata "Cena per la Pace" tra i convenuti all'evento di beneficenza, ha avuto la presenza del comandante Generale on. Alessandro Della Posta, del Co.S.Int (Corpi Sanitari Internazionali della Croce Rossa Garibaldina) arrivato appositamente da Roma con una delegazione del Co.S.Int. della regione Campania e della sezione di S. Maria Capua Vetere(Ce). Il Generale Della Posta a nome del Co.S.Int ci ha fatto dono di 400 capi di vestiario(magliette) per bambini e bambine dai 4 ai 12 anni, che abbiamo cominciato a distribuire a partire dal giorno dell' Epifania a molti bambini figli di famiglie precarie di Alife, tra queste una famiglia la cui giovane madre é stata colpita da un cancro al seno e proprio nel giorne dell''Epifania giaceva nel letto per via dei fortissimi dolori post cura chemioterapica, speriamo che Dio aiuti questa giovane mamma, le dia tanta forza e sostegno nel superare questa malattia ed inoltre riceva tanta solidarietà dalla gente... Nei prossimi giorni saranno distribuite a gli altri bambini ospiti presso le Case Famiglia della provincia. l' 8 gennaio ci siamo recati presso la Casa famiglia " Augusta" di Curti(CE) insieme ai cari amici che hanno collaborato nell' organizzazione della "Cena dell Pace" del 29 Dicembre a Caserta: "Carlo D'Andrea"(ex assessore comunale sannicolese) insieme alla moglie prof.ssa Grazia Del Villano e le giovani figlie "Valeria e Maria Laura D’Andrea" (studentesse); la docente sannicolese "Antonella Maddaloni" con le figlie: la giovanissima "Valeria"(che ha portano tantissimi suoi giocattoli in regalo ai bambini della casa famiglia suoi coetanei, e la giovane "Sabrina" e infine ancora insieme noi "Andrea Pioltini" fotoreporter.
"Inoltre, grazie sempre alle offerte raccolte durante la precedente edizione della "Cena della Pace", siamo riusciti ad aiutare una signora rumena che si trova a lavorare in Alife, la quale aveva urgentemente bisogno di trovare i soldi per pagarsi il biglietto e ritornare in Romania, in quanto ieri ha saputo (tramite la madre che l'aveva avvisata per telefono) che suo figlio ( un bambino di 7 anni) si é sentito male ed é stato ricoverato d'urgenza all' ospedale per forti crisi respiratorie. Questa signora stamane era disperata e piangeva, non aveva soldi per il biglietto, perché non aveva ancora ricevuto lo stipendio per il suo lavoro ( é una precaria..) e non sapeva come fare...."Madre Pace" ha pensato anche a lei...Un "Grazie" soprattutto ai tanti amici che partecipando alla precedente edizione della "Cena della Pace" hanno sostenuto e creduto in questa causa di solidarietà. Grazie a "VOI" che abbiamo potuto regalare un sorriso ed una speranza di Pace! Senza una Speranza di Pace il mondo cos'é? Un caro saluto di Pace a tutti e Auguri di Buon Natale e di Buon anno di impegno e di Pace!"
Per chi sta scrivendo questo resoconto, quest'anno la Festa del Natale é stata partticolarmente significativa per via di alcune cose accadutole in prima persona: la perdita del portamonete(come già raccontato nei post precedenti), al termine di una giornata di lavoro interamente dedicata al volontariato (la consegna dei panettoni alle famiglie), ed il ritrovamento- a dir poco misterioso- dello stesso portamonete nel primo giorno dell'anno, con tutti i soldi (tra i 10-12 euro) e le schede contenute nello stesso, senza che vi mancasse una carta...Inutile spiegare l'enorme senso di stupore e di meraviglia provato dalla stessa(che aveva ormai perso ogni speranza nel ritrovamento e a dire la verità non ci pensava proprio più...)di fronte all'accaduto. Sembrava come un' intervento che aveva quasi del miracoloso...Grazie alla "Pace"!
Ed ancora un altro episodio molto importante ha scandito queste festività natalizie. L'incontro con "FARAD"(nella foto in alto)...
La storia di Farad ( alcuni particolari)
Chi era (é )Farad? Farad era ( é) un signore straniero di origine iraniana, un rifugiato politico, fuggito in Italia da una tristissima storia, che Agnese conobbe oltre 3 anni fa a Caserta, all' epoca si arrangiava a fare quel che poteva ed in quel momento svolgeva il lavoro precario di parcheggiatore abusivo per guadagnarsi qualcosa da vivere. Dall'aspetto sembrava un barbone trasandato e abbandonato a se. Dopo averlo incontrato più volte nella zona del parcheggio alla stazione di Caserta, ed in seguito ad una serie di circostanze, fra queste in particolare la fascetta della Pace che Agnese portava (e porta) intorno al collo sempre con se, che il signor Farad cominciò a parlare e a fare quindi amicizia con Agnese . Le prime sue batture furono: "La Pace, cos'é la Pace? La Pace non esiste...". Ed Agnese rispose: la Pace é una condizione che noi dobbiamo costruire con il nostro impegno quotidiano, la Pace é l'affermazione della Giustizia e di uno stato di Diritto..., ma bisogna lavorarci...". Questa la prima risposta. A questo seguirono successivamente alcuni altri incontri sempre presso la stazione di Caserta(lì dove Agnese parcheggiava l'auto). Ma da quelle prime battute, posso dire che quello straniero mi colpì in maniera particolare e così volli cominciare a capirci di più. Soprattutto mi colpì la sua maniera di avvicinarsi, con garbo, il suo modo di parlare e di farsi capire, leggeva e scriveva l'italiano..Non era il solito straniero. Il sign. Farad, mi raccontò di trovarsi in quello stato ( enza casa, senza una lira e senza documenti, tra questi il "permesso di soggiorno" che gli avrebbe permesso di lavorare regolarmente..), perché vittima di un incidente. La persona che lo aveva investito (l'incidente accadde a Napoli), se ne scappò, per cui ogni tentativo di rintracciarla fu inutile. Venne ricoverato all'ospedale per le cure. Ma quando fu rimesso non avendo ne documenti e ne un soldo, non poteva permettersi più di vivere in una casa,la perdita del permesso di soggiorno gli impediva di trovare lavoro. Dovette abbandonare la sua abitazione che aveva in affitto e così cominciò a dormire per le strade sotto i porticati e a vagare come un barbone, finché non arrivò a Caserta e non incontrò la sottoscritta, che, dopo aver appreso la sua storia, si ripromise di toglierlo dalla strada. Farad, si vedeva, non si era ancora rimesso del tutto dall'incidente. Non poteva vivere in quello stato tra l'altro cominciava il primo freddo invernale, non poteva assolutamente vivere per strada a contatto con le intemperie della stagione invernale. Anche questa storia riguardava l'impegno per la Pace, e così dopo averne parlato con diverse amiche, impegnate anche loro nel campo dell'associazionismo e del volontariato a Caserta, con le quali mi frequentavo all' epoca( fra queste Linda Iannone e Rosa Arbolino), dopo averne parlato anche con alcuni responsabili dell'ex Canapificio(che si occupanod ei diritti dei migranti) e fatto conoscere la storia al Vescovo Raffaele Nogaro (ci recammo da lui per parlarne di persona), il quale si mise subito a disposizione e ci disse di contattare la "Tenda di Abramo" e grazie infine all'intervento dell' allora Assessore alle politiche sociali e all'immigrazione: dott.ssa Adriana D'Amico( presente all'ultima "Cena della Pace" del 29 dicembre a Caserta). Farad fu tolto dalla strada e poi condotto alla "Tenda di Abramo"( la struttura della Caritas di Caserta che ospita gli stranieri con gravi difficoltà e senza permesso di soggiorno...). Dopo averlo sistemato lì e tolto finalmente dalle intemperie della strada, potei mettermi l'animo in Pace e dormire sonni tranquilli. Da allora Farad é stato ospite alla Tenda di Abramo per diversi mesi, anni....Non ci siamo più sentiti, ma sapevo che ormai Lui stava bene e che i responsabili si stavano occupando anche del suo caso, quello cioé di fargli recuperare il Permesso di soggiorno, il documento che gli serviva per ritornare a vivere regolarmente... Qualche anno fa l'amica Linda Iannone mi disse che aveva saputo che Farad non c'era più, se ne era andato dalla Tenda di Abramo e non mi aveva saputo dire che fine avesse fatto. Su questa cosa ci ero rimasta un pò dispiaciuta, ben conoscendo la sua storia e quello che si era fatto per sistemarlo. Non sapevo come fare per contattarlo, non avevo un suo recapito cell. Così é successo che quest'anno nel pomeriggio della vigilia di Natale 2010 mentre mi trovavo a Caserta ( dove mi ero recata per consegnare l'invito ai due vescovi Farina e Nogaro per la Cena della Pace del 29 dicembre, mi era stato detto che il vescovo Farina si trovasse alla Chiesa di S. Anna per il pranzo con i poveri, ragion per cui mi ero recata lì per avere la possibilità di incontrarlo di persona, ma essendo arrivata con notevole ritardo, non lo trovai, il pranzo era già terminato e così fui costretta a recarmi a piedi verso il Duomo. Pioveva a dirotto e m'inzuppai tutti i piedi. Ad un certo punto mentre camminavo lungo il Corso in via Trieste, in mezzo alla folla che passeggiava per le ultime spese natalizia, mi vidi spuntare avanti una persona: era FARAD! Quale fu la gioia sia da parte mia che sua, nell'esserci ritrovati. Soprattutto per me constatare che lui ora, rispetto al passato, aveva un aspetto ben curato; in poche parole, mi aveva dato un ottima impressione e me n rallegrai..Farad, mi raccontò, che si trovava a passeggiare da quelle parti, quando ad un certo punto, guardando da dietro ebbe l'impressione di riconoscermi dalla capigliatura e così decise di seguirmi per capire se effettivamente fossi davvero io o si fosse trattato solamente di una svista. Non fu vano il suo tentativo, quella persona ero veramente io...Così dopo i primi riti di saluto percorremmo insieme il restante tratto fino al Duomo, datosi che io dovevo ancora consegnare gli innviti ai due Vescovi, o almeno lasciarli a qualcuno. Dopo avere infine assolto anche questa cosa( l' invito per il vescovo Farina lo consegnai ad un seminarista "Stefano" che si trovava in sagrestia, mentre l' invito per il vescovo Nogaro lo lasciammo sotto la porta della sua abitazione sita nei pressi del Duomo), io potetti dire di avere concluso la mia giornata-missione. Ritornai verso il parcheggio apresso la stazione, proprio dove 3 anni fa conobbi Farad, che mi accompagnò fino alla stazione tutto contento di avermi ritrovata. Prima però Farad volle portarmi in un bar per offrirmi un caffè. In un primo momento mi rifiutai, ma in seguito alla sua insistenza, proprio perché lui mi fece capire che se anni fa, dopo l' incidente non poteva più permetterselo, perché non aveva una lira, ora che era ritornato alla normalità, era ben fiero di potermi offriree un caffè, ma oltre al caffé mi offrì anche un pasticcino che io accettai volentieri...Farad, mi spiegò di essersene andato dalla Tenda di Abramo, perché i responsabili della Tenda avevano provveduto alla regolamentazione dei suoi documenti e che quindi una volta riavuto il "Permesso di soggiorno", non si rendeva più necessaria la sua presenza di ospite presso la struttura. Così Farad cominciò a cercare lavoro e casa per rientrare nella normalità. Io quel giorno portavo con me uno di quei panettoni che nei giorni precedenti ero andanta a distribuire in giro per le famiglie. Lo avevo preso e portavo con me perché - mi dicevo( per la verità lo sentivo) - che dovevo donarlo a 'qualcuno' e quel 'qualcuno fu proprio lui "Farad!". Questa storia e quest' incontro - ancora una volta mosso da "Qualcuno" che veglia dall'alto e che muove tutte le cose- per me é stato un bellissimo regala del Natale della solidarietà e della Pace. Quasi una risposta e un'appagamento alle mie fatiche dei giorni precedenti... L'impegno per la causa di Pace, anche questa volta non é stato vano. Farad, quando mi ha ritrovata come tre anni fa, aveva notato la mia fascetta della Pace che continuo a portare, come un segno indelebile e come impegno di questa scelta, di questo cammino costante....E mi disse: "Pace"! "Io grazie a Te e alla tua "Pace" che, dopo la brutta storia dell' incidente, incontrandoti sulla mia strada, sono ritornato a vivere...Non dimentico quello che Tu, come gli altri amici che in seguito alla tua segnalazione si interessarono alla mia vicenda, hai fatto per me. Ma tu sei stata la prima persona che incontrai.....
Farad oggi lavora uin un locale a Caserta. Ma Farad non é un ignorante. Quando viveva in Iran lavorava presso una banca, era un professore, laureato in Scienze politiche. Si interessava di diritti civili, rifiutava di obbedire al regime dittatoriale del suo Governo, perché ingiusto. Tutto ciò però gli costò molto caro, perché il governo cominciò a perseguitare lui e la sua la sua famiglia. Fece uccidere la moglie, che aspettava un bambino (Farad si era sposato da poco) e Farad fece giusto in tempo a sfuggire alla morte. Arrivò diversi anni fa in Italia, fu accolto come rifugiato politico, era esanime per avere perso tutti i suoi affetti, con una triste e dolorosa storia alle spalle difficile da dimenticare.... Ancora oggi, quando gli si domanda il perché della sua venuta in Italia, lui fa fatica a parlarne, e anzi, non ne vuole proprio parlare per non riaprire quelle profondi ferite che gli causarono e gli causano, ogni volta che ci pensa, sofferenze indicibili.....Alcuni giornalisti qualche anno fa, gli avevano chiesto di raccontare la sua storia, ma lui, per non riaprire una parte di quel passato che preferisce dimenticare non volle. Farad, ti auguro tanta forza e Coraggio, Madre Pace ti sia di sostegno e di aiuto ora e sempre! (da: Agnese Ginocchio, Movimento per la Pace)
Leggi articolo correlato: Alife(Ce)- Il Natale della Solidarietà e della condivisione nelle famiglie grazie alle offerte raccolte alla "Cena della Pace" che si ripeterà a "Caserta" il 29 Dicembre
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"Inoltre, grazie sempre alle offerte raccolte durante la precedente edizione della "Cena della Pace", siamo riusciti ad aiutare una signora rumena che si trova a lavorare in Alife, la quale aveva urgentemente bisogno di trovare i soldi per pagarsi il biglietto e ritornare in Romania, in quanto ieri ha saputo (tramite la madre che l'aveva avvisata per telefono) che suo figlio ( un bambino di 7 anni) si é sentito male ed é stato ricoverato d'urgenza all' ospedale per forti crisi respiratorie. Questa signora stamane era disperata e piangeva, non aveva soldi per il biglietto, perché non aveva ancora ricevuto lo stipendio per il suo lavoro ( é una precaria..) e non sapeva come fare...."Madre Pace" ha pensato anche a lei...Un "Grazie" soprattutto ai tanti amici che partecipando alla precedente edizione della "Cena della Pace" hanno sostenuto e creduto in questa causa di solidarietà. Grazie a "VOI" che abbiamo potuto regalare un sorriso ed una speranza di Pace! Senza una Speranza di Pace il mondo cos'é? Un caro saluto di Pace a tutti e Auguri di Buon Natale e di Buon anno di impegno e di Pace!"
Per chi sta scrivendo questo resoconto, quest'anno la Festa del Natale é stata partticolarmente significativa per via di alcune cose accadutole in prima persona: la perdita del portamonete(come già raccontato nei post precedenti), al termine di una giornata di lavoro interamente dedicata al volontariato (la consegna dei panettoni alle famiglie), ed il ritrovamento- a dir poco misterioso- dello stesso portamonete nel primo giorno dell'anno, con tutti i soldi (tra i 10-12 euro) e le schede contenute nello stesso, senza che vi mancasse una carta...Inutile spiegare l'enorme senso di stupore e di meraviglia provato dalla stessa(che aveva ormai perso ogni speranza nel ritrovamento e a dire la verità non ci pensava proprio più...)di fronte all'accaduto. Sembrava come un' intervento che aveva quasi del miracoloso...Grazie alla "Pace"!
Ed ancora un altro episodio molto importante ha scandito queste festività natalizie. L'incontro con "FARAD"(nella foto in alto)...
La storia di Farad ( alcuni particolari)
Chi era (é )Farad? Farad era ( é) un signore straniero di origine iraniana, un rifugiato politico, fuggito in Italia da una tristissima storia, che Agnese conobbe oltre 3 anni fa a Caserta, all' epoca si arrangiava a fare quel che poteva ed in quel momento svolgeva il lavoro precario di parcheggiatore abusivo per guadagnarsi qualcosa da vivere. Dall'aspetto sembrava un barbone trasandato e abbandonato a se. Dopo averlo incontrato più volte nella zona del parcheggio alla stazione di Caserta, ed in seguito ad una serie di circostanze, fra queste in particolare la fascetta della Pace che Agnese portava (e porta) intorno al collo sempre con se, che il signor Farad cominciò a parlare e a fare quindi amicizia con Agnese . Le prime sue batture furono: "La Pace, cos'é la Pace? La Pace non esiste...". Ed Agnese rispose: la Pace é una condizione che noi dobbiamo costruire con il nostro impegno quotidiano, la Pace é l'affermazione della Giustizia e di uno stato di Diritto..., ma bisogna lavorarci...". Questa la prima risposta. A questo seguirono successivamente alcuni altri incontri sempre presso la stazione di Caserta(lì dove Agnese parcheggiava l'auto). Ma da quelle prime battute, posso dire che quello straniero mi colpì in maniera particolare e così volli cominciare a capirci di più. Soprattutto mi colpì la sua maniera di avvicinarsi, con garbo, il suo modo di parlare e di farsi capire, leggeva e scriveva l'italiano..Non era il solito straniero. Il sign. Farad, mi raccontò di trovarsi in quello stato ( enza casa, senza una lira e senza documenti, tra questi il "permesso di soggiorno" che gli avrebbe permesso di lavorare regolarmente..), perché vittima di un incidente. La persona che lo aveva investito (l'incidente accadde a Napoli), se ne scappò, per cui ogni tentativo di rintracciarla fu inutile. Venne ricoverato all'ospedale per le cure. Ma quando fu rimesso non avendo ne documenti e ne un soldo, non poteva permettersi più di vivere in una casa,la perdita del permesso di soggiorno gli impediva di trovare lavoro. Dovette abbandonare la sua abitazione che aveva in affitto e così cominciò a dormire per le strade sotto i porticati e a vagare come un barbone, finché non arrivò a Caserta e non incontrò la sottoscritta, che, dopo aver appreso la sua storia, si ripromise di toglierlo dalla strada. Farad, si vedeva, non si era ancora rimesso del tutto dall'incidente. Non poteva vivere in quello stato tra l'altro cominciava il primo freddo invernale, non poteva assolutamente vivere per strada a contatto con le intemperie della stagione invernale. Anche questa storia riguardava l'impegno per la Pace, e così dopo averne parlato con diverse amiche, impegnate anche loro nel campo dell'associazionismo e del volontariato a Caserta, con le quali mi frequentavo all' epoca( fra queste Linda Iannone e Rosa Arbolino), dopo averne parlato anche con alcuni responsabili dell'ex Canapificio(che si occupanod ei diritti dei migranti) e fatto conoscere la storia al Vescovo Raffaele Nogaro (ci recammo da lui per parlarne di persona), il quale si mise subito a disposizione e ci disse di contattare la "Tenda di Abramo" e grazie infine all'intervento dell' allora Assessore alle politiche sociali e all'immigrazione: dott.ssa Adriana D'Amico( presente all'ultima "Cena della Pace" del 29 dicembre a Caserta). Farad fu tolto dalla strada e poi condotto alla "Tenda di Abramo"( la struttura della Caritas di Caserta che ospita gli stranieri con gravi difficoltà e senza permesso di soggiorno...). Dopo averlo sistemato lì e tolto finalmente dalle intemperie della strada, potei mettermi l'animo in Pace e dormire sonni tranquilli. Da allora Farad é stato ospite alla Tenda di Abramo per diversi mesi, anni....Non ci siamo più sentiti, ma sapevo che ormai Lui stava bene e che i responsabili si stavano occupando anche del suo caso, quello cioé di fargli recuperare il Permesso di soggiorno, il documento che gli serviva per ritornare a vivere regolarmente... Qualche anno fa l'amica Linda Iannone mi disse che aveva saputo che Farad non c'era più, se ne era andato dalla Tenda di Abramo e non mi aveva saputo dire che fine avesse fatto. Su questa cosa ci ero rimasta un pò dispiaciuta, ben conoscendo la sua storia e quello che si era fatto per sistemarlo. Non sapevo come fare per contattarlo, non avevo un suo recapito cell. Così é successo che quest'anno nel pomeriggio della vigilia di Natale 2010 mentre mi trovavo a Caserta ( dove mi ero recata per consegnare l'invito ai due vescovi Farina e Nogaro per la Cena della Pace del 29 dicembre, mi era stato detto che il vescovo Farina si trovasse alla Chiesa di S. Anna per il pranzo con i poveri, ragion per cui mi ero recata lì per avere la possibilità di incontrarlo di persona, ma essendo arrivata con notevole ritardo, non lo trovai, il pranzo era già terminato e così fui costretta a recarmi a piedi verso il Duomo. Pioveva a dirotto e m'inzuppai tutti i piedi. Ad un certo punto mentre camminavo lungo il Corso in via Trieste, in mezzo alla folla che passeggiava per le ultime spese natalizia, mi vidi spuntare avanti una persona: era FARAD! Quale fu la gioia sia da parte mia che sua, nell'esserci ritrovati. Soprattutto per me constatare che lui ora, rispetto al passato, aveva un aspetto ben curato; in poche parole, mi aveva dato un ottima impressione e me n rallegrai..Farad, mi raccontò, che si trovava a passeggiare da quelle parti, quando ad un certo punto, guardando da dietro ebbe l'impressione di riconoscermi dalla capigliatura e così decise di seguirmi per capire se effettivamente fossi davvero io o si fosse trattato solamente di una svista. Non fu vano il suo tentativo, quella persona ero veramente io...Così dopo i primi riti di saluto percorremmo insieme il restante tratto fino al Duomo, datosi che io dovevo ancora consegnare gli innviti ai due Vescovi, o almeno lasciarli a qualcuno. Dopo avere infine assolto anche questa cosa( l' invito per il vescovo Farina lo consegnai ad un seminarista "Stefano" che si trovava in sagrestia, mentre l' invito per il vescovo Nogaro lo lasciammo sotto la porta della sua abitazione sita nei pressi del Duomo), io potetti dire di avere concluso la mia giornata-missione. Ritornai verso il parcheggio apresso la stazione, proprio dove 3 anni fa conobbi Farad, che mi accompagnò fino alla stazione tutto contento di avermi ritrovata. Prima però Farad volle portarmi in un bar per offrirmi un caffè. In un primo momento mi rifiutai, ma in seguito alla sua insistenza, proprio perché lui mi fece capire che se anni fa, dopo l' incidente non poteva più permetterselo, perché non aveva una lira, ora che era ritornato alla normalità, era ben fiero di potermi offriree un caffè, ma oltre al caffé mi offrì anche un pasticcino che io accettai volentieri...Farad, mi spiegò di essersene andato dalla Tenda di Abramo, perché i responsabili della Tenda avevano provveduto alla regolamentazione dei suoi documenti e che quindi una volta riavuto il "Permesso di soggiorno", non si rendeva più necessaria la sua presenza di ospite presso la struttura. Così Farad cominciò a cercare lavoro e casa per rientrare nella normalità. Io quel giorno portavo con me uno di quei panettoni che nei giorni precedenti ero andanta a distribuire in giro per le famiglie. Lo avevo preso e portavo con me perché - mi dicevo( per la verità lo sentivo) - che dovevo donarlo a 'qualcuno' e quel 'qualcuno fu proprio lui "Farad!". Questa storia e quest' incontro - ancora una volta mosso da "Qualcuno" che veglia dall'alto e che muove tutte le cose- per me é stato un bellissimo regala del Natale della solidarietà e della Pace. Quasi una risposta e un'appagamento alle mie fatiche dei giorni precedenti... L'impegno per la causa di Pace, anche questa volta non é stato vano. Farad, quando mi ha ritrovata come tre anni fa, aveva notato la mia fascetta della Pace che continuo a portare, come un segno indelebile e come impegno di questa scelta, di questo cammino costante....E mi disse: "Pace"! "Io grazie a Te e alla tua "Pace" che, dopo la brutta storia dell' incidente, incontrandoti sulla mia strada, sono ritornato a vivere...Non dimentico quello che Tu, come gli altri amici che in seguito alla tua segnalazione si interessarono alla mia vicenda, hai fatto per me. Ma tu sei stata la prima persona che incontrai.....
Farad oggi lavora uin un locale a Caserta. Ma Farad non é un ignorante. Quando viveva in Iran lavorava presso una banca, era un professore, laureato in Scienze politiche. Si interessava di diritti civili, rifiutava di obbedire al regime dittatoriale del suo Governo, perché ingiusto. Tutto ciò però gli costò molto caro, perché il governo cominciò a perseguitare lui e la sua la sua famiglia. Fece uccidere la moglie, che aspettava un bambino (Farad si era sposato da poco) e Farad fece giusto in tempo a sfuggire alla morte. Arrivò diversi anni fa in Italia, fu accolto come rifugiato politico, era esanime per avere perso tutti i suoi affetti, con una triste e dolorosa storia alle spalle difficile da dimenticare.... Ancora oggi, quando gli si domanda il perché della sua venuta in Italia, lui fa fatica a parlarne, e anzi, non ne vuole proprio parlare per non riaprire quelle profondi ferite che gli causarono e gli causano, ogni volta che ci pensa, sofferenze indicibili.....Alcuni giornalisti qualche anno fa, gli avevano chiesto di raccontare la sua storia, ma lui, per non riaprire una parte di quel passato che preferisce dimenticare non volle. Farad, ti auguro tanta forza e Coraggio, Madre Pace ti sia di sostegno e di aiuto ora e sempre! (da: Agnese Ginocchio, Movimento per la Pace)
Leggi articolo correlato: Alife(Ce)- Il Natale della Solidarietà e della condivisione nelle famiglie grazie alle offerte raccolte alla "Cena della Pace" che si ripeterà a "Caserta" il 29 Dicembre
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mercoledì 5 gennaio 2011
Dalla Bontà infinita a quella umana, cosi il mondo va avanti, e non con la cattiveria, la quale é di ostacolo a quanti operano per costruire la Pace
Le civiltà sono state erette dalla bontà delle generazioni di tante persone, che hanno eretto ed edificato, difeso, creato Leggi e Stati, ed è per mezzo di queste cose, le fondamenta, che si sono elevati i grattacieli del progresso. ( di Francesco Di Pasquale).
DALLA BONTA' INFINITA a quella umana, cosi il mondo va avanti, e non con la cattiveria, la quale è di ostacolo a quanti operano per costruire la Pace.
Pensieri e messaggi.
Il mondo creato dalla Bontà Infinita, va avanti per la bontà umana, che gli è stata trasmessa, contro tutte le difficoltà e cattiverie, egoismi. Come è grande l’Immensa Bontà Divina.
L’AMORE CHE TUTTO MUOVE E VINCE.
Tanti pensano di essere più intelligenti degli altri, nell' approfittare delle cose della comunità o dei vantaggi. Si sbagliano perché non lo sono affatto, anzi non riescono a capire quanto gli altri li capiscono, gli vogliono bene e li aiutano, altrimenti, nonostante tutta la loro furbizia o cattiveria o viltà, anche, mai e poi mai riuscirebbero a fare qualcosa di buono. In fondo comunque loro ci giocano anche su questo, ovvero sulla bontà e capacità altrui, anche se poi alla fine dopo avere ottenuto, e, quando stanno in certe condizioni, bhè si ergono a persone diverse da quelle che sono o che hanno dimostrato.
“Allora è spesso la bontà che aiuta la cattiveria”: In principio pare proprio di si e su questo bisogna comunque stare attenti e riflettere, perché non si può permettere alla cattiveria di usare la bontà. Ma sarà poi vero? Alla fine sicuramente no, ma al principio, ripeto, si. E un discorso molto sottile, sottilissimo, e bisogna stare attenti da ambo le parti. E morale e filosofico.
GESU’ dice: siate astuti –prudenti, come i serpenti (per salvarvi dai lupi)- e candidi come le colombe.
Comunque bisogna fare capire che costoro non sono più intelligenti, ma sono più furbi, hanno poca o scarsa sensibilità spirituale; al contrario, gli altri hanno grande intelligenza, altruismo, coraggio, che capiscono questi, li aiutano e li sopportano, fanno andare avanti la storia di ogni momento.
Ed è grazie alla bontà delle persone che il mondo va avanti.
Non certamente dall' egoismo, dagli affari – che sono la negazione di ogni cosa buona.
E quando sono contro la comunità, il prossimo, offendono Dio e la storia, vanno scomunicati e con essi quelli che li rappresentano.
Bisognerebbe fare un elenco.
La differenza tra uomini di Stato o di fede - di DIO- ed uomini di mammone, della ricchezza -a solo scopo personale e a danno di altri- del demonio.
La comunità è altruismo, amore, vivere assieme e non prendersi la roba degli altri e quella della comunità.
La natura va difesa e quelli che la offendono non sono figli della Pace.
In questo discorso di bontà rientra il coraggio, il sacrifico, il martirio, l’altruismo, il senso della comunità.
Coraggio e non è vigliaccheria.
Coraggio come lealtà, altruismo, legge, amore, comunità, civiltà.
A diferenza, la vigliaccheria è affarismo, anonimato, menzogne, egoismo, distruzione e morte, odio e cattiveria.
PERCIO’ RITORNO AI VALORI DELLA TRADIZIONE CHE HANNO PORTATO LE CIVILTA’, ANCHE LA CULTURA, L’AMORE, PER VIVERE ASSIEME.
Insieme si mette in pratica il vivere civile, l’amore, soprattutto la storia e con la fede il CRISTIANESIMO.
Bisogna sentirsi tutti solidali nella comunità. Allora si che esiste la comunità civile e religiosa, o altrimenti la nostra non é comunità, ma solo fanatismo e bigottismo religioso.
-Riflessione dell'amico della Pace "Francesco DI PASQUALE", ex Sindaco di Cancello ed Arnone(Ce)
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DALLA BONTA' INFINITA a quella umana, cosi il mondo va avanti, e non con la cattiveria, la quale è di ostacolo a quanti operano per costruire la Pace.
Pensieri e messaggi.
Il mondo creato dalla Bontà Infinita, va avanti per la bontà umana, che gli è stata trasmessa, contro tutte le difficoltà e cattiverie, egoismi. Come è grande l’Immensa Bontà Divina.
L’AMORE CHE TUTTO MUOVE E VINCE.
Tanti pensano di essere più intelligenti degli altri, nell' approfittare delle cose della comunità o dei vantaggi. Si sbagliano perché non lo sono affatto, anzi non riescono a capire quanto gli altri li capiscono, gli vogliono bene e li aiutano, altrimenti, nonostante tutta la loro furbizia o cattiveria o viltà, anche, mai e poi mai riuscirebbero a fare qualcosa di buono. In fondo comunque loro ci giocano anche su questo, ovvero sulla bontà e capacità altrui, anche se poi alla fine dopo avere ottenuto, e, quando stanno in certe condizioni, bhè si ergono a persone diverse da quelle che sono o che hanno dimostrato.
“Allora è spesso la bontà che aiuta la cattiveria”: In principio pare proprio di si e su questo bisogna comunque stare attenti e riflettere, perché non si può permettere alla cattiveria di usare la bontà. Ma sarà poi vero? Alla fine sicuramente no, ma al principio, ripeto, si. E un discorso molto sottile, sottilissimo, e bisogna stare attenti da ambo le parti. E morale e filosofico.
GESU’ dice: siate astuti –prudenti, come i serpenti (per salvarvi dai lupi)- e candidi come le colombe.
Comunque bisogna fare capire che costoro non sono più intelligenti, ma sono più furbi, hanno poca o scarsa sensibilità spirituale; al contrario, gli altri hanno grande intelligenza, altruismo, coraggio, che capiscono questi, li aiutano e li sopportano, fanno andare avanti la storia di ogni momento.
Ed è grazie alla bontà delle persone che il mondo va avanti.
Non certamente dall' egoismo, dagli affari – che sono la negazione di ogni cosa buona.
E quando sono contro la comunità, il prossimo, offendono Dio e la storia, vanno scomunicati e con essi quelli che li rappresentano.
Bisognerebbe fare un elenco.
La differenza tra uomini di Stato o di fede - di DIO- ed uomini di mammone, della ricchezza -a solo scopo personale e a danno di altri- del demonio.
La comunità è altruismo, amore, vivere assieme e non prendersi la roba degli altri e quella della comunità.
La natura va difesa e quelli che la offendono non sono figli della Pace.
In questo discorso di bontà rientra il coraggio, il sacrifico, il martirio, l’altruismo, il senso della comunità.
Coraggio e non è vigliaccheria.
Coraggio come lealtà, altruismo, legge, amore, comunità, civiltà.
A diferenza, la vigliaccheria è affarismo, anonimato, menzogne, egoismo, distruzione e morte, odio e cattiveria.
PERCIO’ RITORNO AI VALORI DELLA TRADIZIONE CHE HANNO PORTATO LE CIVILTA’, ANCHE LA CULTURA, L’AMORE, PER VIVERE ASSIEME.
Insieme si mette in pratica il vivere civile, l’amore, soprattutto la storia e con la fede il CRISTIANESIMO.
Bisogna sentirsi tutti solidali nella comunità. Allora si che esiste la comunità civile e religiosa, o altrimenti la nostra non é comunità, ma solo fanatismo e bigottismo religioso.
-Riflessione dell'amico della Pace "Francesco DI PASQUALE", ex Sindaco di Cancello ed Arnone(Ce)
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martedì 4 gennaio 2011
Alife(Ce)- 1 Gennaio 2011 "Fuoco della Pace" alle Torri. I residenti, rappresentano la parte migliore della città, ma chiedono più attenzione da parte delle istituzioni
Alife(Ce) - Il 1 Gennaio 2011, in cui si é celebrata la "Giornata Mondiale della Pace", abbiamo acceso il "Fuoco della Pace" in una delle zone 'simbolo' della città considerate di serie 'C', si tratta della zona delle torri del castello diroccato (in alifano meglio conosciuta come n'gopp' é turri), per invocare la Pace sulla città di Alife e sulla politica alifana. Si ringrazia per la disponibilità il Sign. Antonio Alfano residente del posto, per la cordialità e l'ospitalità dell' evento di Pace. Le famiglie residenti di questa zona saranno anche considerate di serie 'C' dalla politica e dal resto della città, ma in compenso abbiamo scoperto in loro una grande dote: lo spirito di generosità e di amicizia con cui ci hanno accolto, nulla a che vedere con il resto della città (purtroppo)! In poche parole, quello che apparentemente sembrava essere un degrado materiale, rappresentato da quei freddi e desolati ghetti diroccati e pericolanti (sembrava infatti di trovarsi ancora ai tempi del bombardamento), é stato ben presto sostituito da 'qualcosa' paragonabile come ad un "Fuoco", che va ben oltre l' aspetto esteriore: la nobiltà, la generosità d'animo, l' amicizia, la semplicità e l'accoglienza di questa gente. La città di Alife quindi si salva proprio grazie a queste persone, che con il loro senso del fare vera "Comunità", un termine che a causa dell' individualismo e del cinismo di chi vive in condizioni di benessere é in fase di estinzione, hanno saputo ben restituire il vero volto a quella che ormai é destinata a divenire la "città vecchia". Insieme a queste famiglie (molte di queste precarie), come si diceva, abbiamo voluto ri-lanciare un segnale di attenzione per una zona emarginata e trascurata dal resto della città. Dopo avere spiegato in breve il significato dell' impegnarsi per la Pace, abbiamo dato voce alle famiglie, le quali non hanno mancato di "evidenziare" le disattenzioni di cui sono 'oggetto' da parte delle istituzioni preposte al governo della città, che più di una volta ha voltato loro le spalle quasi come se fossero cittadini 'fantasma'. Le famiglie hanno mostrato enorme apprensione e forte preoccupazione per la mancanza di lavoro e quindi per il futuro dei loro figli. Alcune di loro sono state costrette ad emigrare pur di trovare un posto di lavoro. I rappresentanti della cosa pubblica, come evidenziato più volte durante la serata, non si sono mai recati da queste parti per vedere in che condizioni versa questa gente. Probabilmente hanno paura di farsi vedere, o forse sono un pò distratti.. Certo é, come dice il detto: Chi é sazio non crede chi é nel digiuno, di conseguenza se un politico vive nel benessere come potrà mai comprendere lo stato di disagio in cui versa un precario? ". Durante la serata sono state lanciate delle valide proposte da avanzare ai prossimi candidati che si presenteranno alle imminenti elezioni comunali, tra queste: l'attivazione di un fondo sociale di solidarietà che potrebbe aiutare a restituire speranza a molte famiglie precarie residenti in città. Basterebbe infatti un poco di buona volontà da parte della cittadinanza tutta. Con la quota di 50 centesimi al mese, che moltiplicati al numero dei circa settemila abitanti della città, si potrebbero raggiungere ottimi risultati economici che andrebbero così ad aiutare tantissime famiglie ed inoltre si potrebbe anche pensare alla nascita di una cooperativa sociale che offrirebbe lavoro e sviluppo al territorio alifano. Ma perché ciò si possa realizzare, a vantaggio di tutti, é necessario rilanciare la "Cultura della Solidarietà", che purtoppo lascia molto a desiderare e manca. Senza questa condizione infatti, le speranze di cambiamento, di rinascita, di riscatto e quindi di sviluppo per il nostro territorio sono molto incerte. Da una cultura di Solidarietà nasce uno stato di diritto e di democrazia, condizioni necessarie per l'affermazione della Pace. Al termine dell' incontro, a tutti i presenti é stato offerta una fetta di panettone e accompagnata da un brindisi per la Pace" come impegno da portare avanti dutrante l'anno. Presenti all'evento di Pace oltre alle famiglie residenti (Gaetani, Alfano, etc..), il Sign. Annibale De Cristofaro, la Sig.ra Maria Ventura e la famiglia Gentile di Alife e alcune famiglie di Piedimonte Matese. L' evento é stato promosso dal "Movimento Internazionale per la Pace" della provincia, rappresentato dalla Testimonial di Pace Agnese Ginocchio. Il citato Movimento si occupa anche della tutela e della difesa dei diritti del cittadino. Il "Fuoco della Pace continua...
(Comunicato stampa)
Note: - Onde evitare ogni malinteso e ragionamento da 'paraocchi' e di 'chiusura' che condiziona negativamente una parte della mentalità 'alifana' (che vede e pensa sempre con sospetto ogni cosa), SI PRECISA che quanto sopra riportato nel comunicato non vuole essere, ne avere, alcuna "propaganda politica"! Il "Movimento per la Pace" si muove e agisce in maniera libera e indipendente, lontano da ogni schieramento o condizionamento politico, con l'unico obiettivo di "muoversi" (da quì appunto il significato di "Movimento" ) anche per i "diritti" di ogni singolo cittadino. Nella serata suddetta, sono state dette ed evidenziate dalla bocca dei residenti delle "Torri" che hanno preso la parola, esattamente le cose riportate nel comunicato di cui sopra, e ad onor del vero, sono state dette ancora altre cose, ma per non alimentare inutili e sterili polemiche, si é decisi di non riportarlo nel comunicato....
-Il presente articolo é stato pubblicato sul quotidiano cartaceo della provincia "Gazzetta di Caserta" ed.ne del 4 Gennaio 2011. Si ringrazia il capo-redattore responsabile della pagina del Matese, il giornalista "Giancarlo IZZO"
-Il presente articolo é stato pubblicato sul quotidiano cartaceo della provincia "Gazzetta di Caserta" ed.ne del 4 Gennaio 2011. Si ringrazia il capo-redattore responsabile della pagina del Matese, il giornalista "Giancarlo IZZO"
-Per visualizzare le altre foto (autore "Andrea Pioltini") della serata cliccare quì sopra.
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lunedì 3 gennaio 2011
Caserta- Grande Convention alla “Cena della Pace”, il “coraggio di sognare” ancora per il riscatto e la rinascita della nostra terra..
Caserta- (di Nicola Ciaramella) Mercoledì 29 dicembre si è svolta, presso il noto ristorante casertano “Prince”, una convention di solidarietà (vedi foto, autore Andrea Pioltini) promossa ed organizzata dal “Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato”, rappresentato dalla grande testimonial e peace-singer Agnese Ginocchio, che si è avvalsa della collaborazione dell’ex assessore di San Nicola la Strada Carlo D’Andrea, delle docenti Antonella Maddaloni, Marisa Magnifico e Angela Calabretti, nonché delle artiste Adriana Suppa e Rosa Arbolino. Alla “Cena – pizza di solidarietà per la Pace” (questa la significativa titolazione dell’evento), che ha avuto lo scopo di raccogliere fondi a favore dei bambini disagiati ospiti presso le case famiglia del territorio provinciale, hanno partecipato personalità di tutte le categorie, ciascuna impegnata nel proprio settore, come insegnanti, docenti, giornalisti, oratori, storici, uomini di cultura, scrittori, artisti, attori, ambientalisti, inventori, responsabili di associazioni di Terra di Lavoro operanti nel campo sociale e civile, rappresentanti della commissione provinciale pari opportunità, ex sindaci, ex assessori comunali e provinciali, dipendenti della Fiat di Pomigliano in cassa integrazione, psicologi, giovani e bambini. Ospite d’eccezione, giunto direttamente da Roma, il Generale on. Alessandro Della Posta (nella foto con Agnese Ginocchio), Comandante generale dei “Corpi Sanitari internazionali delle Forze volontarie di Pace(Co.S.Int Croce rossa Garibaldina)”, accompagnato da una delegazione del Co.S.Int di Roma e della sezione di S. Maria Capua Vetere e dal comandante regionale della Campania. Il Generale Della Posta, peraltro, a nome del Co.S.Int nazionale, ha donato 400 abitini per bambini che saranno distribuiti nei prossimi giorni alle case famiglia del territorio e alle famiglie precarie. Apertasi con la lettura di un messaggio di saluto e di benedizione fatto recapitare agli organizzatori dal Vescovo emerito di Caserta Mons.Raffaele Nogaro, la manifestazione è stata brillantemente introdotta dal noto presentatore-showman Fabrizio “Krassym” De Luca e dalla bravissima e promettente cantante Adriana Suppa, degni interpreti di quel “volontariato artistico” che da sempre svolge una parte molto importante nel processo di diffusione “oltre confine” di un’immagine valente ed attiva della nostra bistrattata provincia. A seguire, poi, gli interventi di alcuni convenuti, ognuno dei quali ha fatto conoscere liberamente il proprio impegno sul territorio. Non sono mancate, al riguardo, le bacchettate alla “mala politica”, come i momenti di riflessione sulle principali problematiche che attanagliano la nostra terra, dalla crisi politica all’ambiente, dal lavoro alle devianze sociali. Mercoledì 29 dicembre 2010 é stato lanciato, insomma, un grande segnale di speranza e di cambiamento per la nostra provincia. Un segnale che vuole essere anche un impegno di riscatto, di rinascita e di buon auspicio per il nuovo anno. ”Il cambiamento” -ha sottolineato Agnese Ginocchio (nella foto)- “dipende da ciascuno di noi, dalla misura in cui ognuno farà la sua buona parte in questo mondo, senza starsene fermo a guardare come spettatore, nel tempo che gli é stato affidato”. ”Per la prima volta nel capoluogo della nostra provincia si é riusciti, forse, a realizzare un evento, unico in questo suo genere, al quale hanno partecipato tante persone che hanno ancora il 'coraggio di sognare' ”, questa la sagace “spiegazione” che l’autorevole giornalista Raffaele Raimondo ha fornito a chi gli chiedeva cosa stessero facendo così tante persone al “Prince” il 29 dicembre di un anno che stava per finire… Il 2010 sì, è vero, stava per finire… ma non il desiderio di vedere la nostra provincia rinascere per darsi finalmente un’anima emergendo dalle tristi macerie nelle quali è stata condotta. Quello non finirà mai, come la speranza di tutti coloro che per Terra di Lavoro offrono quotidianamente il proprio impegno e la propria spontanea dedizione, sfidando le diffidenze e le resistenze della parte perversa della società. (Articolo a cura del giornalista Nicola Ciaramella, direttore del Corriere di S. Nicola)
-Di seguito riportiamo la lista degli ospiti che hanno partecipato all'evento di beneficenza per la Pace. Il Video In alto é stato realizzato da Carlo D'Andrea. A breve sarà pubblicato anche il reportage foto a cura di Andrea Pioltini.
Ospiti alla “Cena di Solidarietà per la Pace” 29 Dicembre 2010 al “Prince” di Caserta
“Il Saluto e l’Augurio del Vescovo emerito di Caserta mons. Raffaele Nogaro all’ Evento per la Pace”
Ospite particolare data la provenienza(Roma)
-On. Generale “Alessandro Della Posta”,(Proveniente da Roma) Ufficiale Superiore Interforze, Comandante Generale dei Corpi Sanitari Internazionali “Co.S.Int. Croce Rossa garibaldina" insieme al Comandante Regione Campania del Co.S.Int Gen. Brig. Angelo Schiano Di Zenise e al Comandante della sezione di S. Maria Capua Vetere Magg. On. Luigi Santoro con i componenti del “Co.S. Int.”sezione sammaritana)
A seguire:
- dott.ssa Francesca SAPONE Consigliere provinciale parità
- dott.ssa Adriana D’Amico e consorte dott. Giancarlo Martini, Amici della Pace. Adriana D’Amico è stata già assessore comunale di Caserta con delega alle politiche sociali e all’immigrazione.
-dott. Arturo Gigliofiorito, già assessore comunale di Caserta con delega al Turismo e marketing turistico,
- dott. Raffaele Raimondo, da Grazzanise, già dirigente scolastico, giornalista e Presidente dell ‘Ass. Co.ce.ve.st e Amico della Pace.
- rag.Mattia Branco, ex sindaco di Cancello ed Arnone,( e consorte) presidente gruppo P. Pio da Pietrelcina e amico della Pace
- Matilde Maisto, (con la sorella)giornalista e scrittrice di Cancello ed Arnone, Amica della Pace.
- Dott.ssa Gina Andreozzi, psicologa di S. Arpino (Ce)e Amica della Pace con il consorte Guido Chiariello dipendente della Fiat Pomigliano D’Arco-Na (attualmente in cassa integrazione) e la figlia Viviana.
- Dott. Mario Assirelli, di Caserta,(con la consorte Tina) ex assessore provinciale alle infrastrutture. Ha contribuito all’epoca del suo mandato alla posa della prima pietra per il Policlinico (anche se i lavori poi sono stati fermi)
- prof. Silvana Virgilio, di Caserta, scrittrice e componente della “Commissione provinciale Pari Opportunità”
- dott. Cuccaro Antonio, presidente Ascon FIDI, esperto di calcio(compegno della prof.ssa S. Virgilio)
- Dott. Nicola Ciaramella, giornalista e direttore giornale web Corriere di S: Nicola e Amico della Pace
- prof.ssa Mena Moretta,(e consorte) di Caserta, responsabile provinciale del “Comitato Acqua pubblica”,
- prof. Francesco Silvestre, di Caserta, membro del Comitato Emergenza rifiuti Ce
- prof. Angela Calandra di Caserta, membro del Comitato Acquua pubblica Ce.
- Prof. Aldo Altieri, Ass. Auser, storico culturale, scrittore, giornalista e attivista ambientalista di Caserta.
- Dott.ssa Rosa Bellopede da Casagiove-Ce, “Ispettore” del lavoro
- Prof.ssa Giovanna Anziano, docente preso l’ Istituto Manzoni di Caserta.
- dott Sergio Gaudio, imprenditore casertano
- Prof. Rosa Arbolino,di Caserta artista e scrittrice, Amica della Pace.
- Agnese Ginocchio - cantautrice per la Pace, Testimonial per la Pace (Movimento Internazionale per la Pace..)
- prof. Andrea Pioltini servizio fotografico (Movimento Internazionale per la Pace..)
- Ins. Marisa Magnifico di S. Nicola La Strada-Ce, con il consorte Sign. Maienza Pietro e le figlie Mihaela e Loredana Maienza (studentesse );
- ex assessore comunale Carlo D’Andrea di S. Nicola la Strada, con la consorte Prof.ssa Grazia Del Villano e le figlie Valeria e Maria Laura D’Andrea (studentesse);
- Ins. Antonella Maddaloni di S. Nicola La Strada-Ce, con il consorte Sig. Spizuoco Michele e le figlie Sabrina e Valeria Spizuoco (studentesse)e ancnra insieme alle due sorelle sempre della famiglia Maddaloni.
- Adriana Suppa artista e presentatrice di S. Nicola La Strada con i due figli: Terry e Carmine Rienzo
- Fabrizio De Luca, di Napoli, artista e presentatore (di Radio Caserta Nuova)
- Massimo Savoia di Caserta, Attore.
- Peppe Merola di Caserta, Attore.
- Ins. Anna Longo di Caserta ( e consorte)
- Prof. Rossana Crisci di Caserta del Liceo Classico “P. Giannone”
-Dott. Fiammetta Severino di Caserta
- Angela Calabretti, di Caserta, artista, attrice e docente Istituto comprensivo Collecini di S. Leucio
- Pina Attanasio di Caserta, docente Istituto comprensivo Collecini di S. Leucio
- Sig.ra Pina Raucci, imprenditrice Laboratorio Seta di S. eucio
- Prof.ssa Rosanna Bernabei, Dirigente scolastico 2° Circolo didattico di S. Maria C.V.(Ce)
- Prof.ssa Giuseppina Presutto, Dirigente scolastico, 2° Circolo didattico “Giovanni Paolo II” di S. Nicola La Strada(Ce).
Note:
1: A breve sarà pubblicato il reportage foto della serata, a cura di "Andrea Pioltini", fotoreporter
2: Il Video della serata (stralci) é stato realizzato da "Carlo D'Andrea"
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sabato 1 gennaio 2011
Buon 2011 di Impegno per la Pace. Siate veri educatori, educate i giovani alla "coscienza civile"(alias Pace)
Auguro a Te "Amico" un 2011 carico di Speranza e di impegno per la Pace. L' impegno per la Pace sia sempre il nostro obiettivo da compiere in ogni cosa - scelta della vita. Il futuro del mondo ed il futuro dei giovani dipende proprio da questa scelta. Siate veri educatori, educate i giovani alla "coscienza civile" e il mondo avrà Pace! La Pace dipende dalle nostre mani. Auguri di Pace...(By: Agnese G.)
Tanto per rafforzare il pensiero su quanto sia importante l'educazione alla coscienza civile sin da bambini, voglio proprio raccontarvi cosa mi é accaduto qualche ora fa. Siccome stasera accenderemo il "fuoco della Pace" (oggi ricorre la giornata mondiale della Pace) in una zona di serie "C" dove vivono famiglie della categoria dei precari, oggi pomeriggio mi sono recata davanti alla piazza del Duomo della mia cittadina per affiggere vicino al lampione un 'avviso' per questa serata. Mentre mi recavo lì sono dovuta passare in mezzo ad un gruppo di piccoli ragazzini che giocavano a pallone, che incuranti del mio passaggio(infatti ho divuto fare attenzione che qualcuno di loro non mi venisse addosso) continuavano a giocare con una certa frenesia. Mentre mi sono fermata ad affiggere la locandina ad un certo punto( a dire la verità me lo sentivo che sarebbe successo) mi sono sentita venire addosso dal di dietro una "pallonata di quelle"... Mi sono immediatamente voltata verso di loro e ho alzato la voce ammonendoli. Dopo averli chiamati 'scostumati' per non avere rispetto per le persone, si sono immediatamente fermati provando 'vergogna' per l'accaduto... .Dopo aver affisso la locandina me ne sono andata e sono passata in mezzo a loro dicendogli: "Non volevo essere cattiva con voi, é normale che giochiate, fa parte della vostra età, ma cercate di fare più attenzione e di avere più rispetto per le persone. La piazza non è solo vostra ma é di tutti, quindi rispetto per gli spazi di ciascuno, rispetto per l'ambiente dove viviamo, senza molestarlo.. e se io fossi venuta a infrangere i vostri spazi, a voi sarebbe dispiaciuto? ( e loro guardandosi in faccia accennavano di si..). Più attenzione e più rispetto gli uni verso gli altri ci aiuteranno a migliorare le cose e a salvare questo nostro mondo in balia del male. Si agisce senza riflettere e si fa male.. Prima ero venuta a mettere un avviso, per informare che stasera accenderemo il fuoco della Pace con le famiglie disagiate, ( e loro si sono guardati in faccia stupiti..), oggi si celebra la giornata della Pace lo sapete? ( e loro ancora stupiti..). Ebbene se di quello che vi ho detto prima e di questo che vi dico ora non se ne parla nelle vostre case, ne se ne parla nelle chiese, ve lo dico io che lo so e ho il dovere di farlo conoscere. Senza Pace non c'é futuro, ma la Pace si costruisce con le azioni: più rispetto e più attenzione dunque. E voi queste cose le capite molto bene....Ciao! E me ne sono andata...lasciandoli lì a riflettere...". Mentre ero lì intrattenuta a parlare con loro mi ascoltavano con attenzione..Io non so se nelle loro case si parla, se c'é dialogo, se i genitori parlano con i propri figli....Ma da quanto accaduto e dall' impatto avuto con loro, mi sa tanto di no....Me ne sono andata con tanta amarezza, veramente tanta... Poi ho visto che di fronte(dall'altro lato) era presente il genitore di uno di quei ragazzi che giocavano, che da lontano credo abbia visto tutto quello che é accaduto....Allora voglio ancora dire una cosa: a cosa li stiamo educando questi giovani? Stanotte che bordello, la gente scatenata tutti a festeggiare il trapasso dal vecchio al nuovo anno. Quintali di cibo e soldi buttati per cenoni..senza farsi il minimo scrupolo di coscienza nel pensare che stiamo togliendo queste risorse a chi non può proprio accedervi, ai tantissimi poveri intorno a noi. E poi ditemi: ma cosa c'é da festeggiare? Se ormai la nostra é una civiltà alla deriva... Occorre una presa di coscienza generale, altrimenti sarà troppo tardi e chi a pagare le conseguenze del disimpegno scellerato degli adulti saranno proprio quei ragazzi che stavano giocando a pallone...Chi ha orecchi per intendere intenda. Buon anno di impegno. Educhiamo i giovani alla coscienza civile, ma prima é necessario che siano gli adulti a svegliarsi e a educarsi alla coscienza civile...(Di "Agnese Ginocchio" * 1 Gennaio 2011. Giornata Mondiale della Pace)
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Tanto per rafforzare il pensiero su quanto sia importante l'educazione alla coscienza civile sin da bambini, voglio proprio raccontarvi cosa mi é accaduto qualche ora fa. Siccome stasera accenderemo il "fuoco della Pace" (oggi ricorre la giornata mondiale della Pace) in una zona di serie "C" dove vivono famiglie della categoria dei precari, oggi pomeriggio mi sono recata davanti alla piazza del Duomo della mia cittadina per affiggere vicino al lampione un 'avviso' per questa serata. Mentre mi recavo lì sono dovuta passare in mezzo ad un gruppo di piccoli ragazzini che giocavano a pallone, che incuranti del mio passaggio(infatti ho divuto fare attenzione che qualcuno di loro non mi venisse addosso) continuavano a giocare con una certa frenesia. Mentre mi sono fermata ad affiggere la locandina ad un certo punto( a dire la verità me lo sentivo che sarebbe successo) mi sono sentita venire addosso dal di dietro una "pallonata di quelle"... Mi sono immediatamente voltata verso di loro e ho alzato la voce ammonendoli. Dopo averli chiamati 'scostumati' per non avere rispetto per le persone, si sono immediatamente fermati provando 'vergogna' per l'accaduto... .Dopo aver affisso la locandina me ne sono andata e sono passata in mezzo a loro dicendogli: "Non volevo essere cattiva con voi, é normale che giochiate, fa parte della vostra età, ma cercate di fare più attenzione e di avere più rispetto per le persone. La piazza non è solo vostra ma é di tutti, quindi rispetto per gli spazi di ciascuno, rispetto per l'ambiente dove viviamo, senza molestarlo.. e se io fossi venuta a infrangere i vostri spazi, a voi sarebbe dispiaciuto? ( e loro guardandosi in faccia accennavano di si..). Più attenzione e più rispetto gli uni verso gli altri ci aiuteranno a migliorare le cose e a salvare questo nostro mondo in balia del male. Si agisce senza riflettere e si fa male.. Prima ero venuta a mettere un avviso, per informare che stasera accenderemo il fuoco della Pace con le famiglie disagiate, ( e loro si sono guardati in faccia stupiti..), oggi si celebra la giornata della Pace lo sapete? ( e loro ancora stupiti..). Ebbene se di quello che vi ho detto prima e di questo che vi dico ora non se ne parla nelle vostre case, ne se ne parla nelle chiese, ve lo dico io che lo so e ho il dovere di farlo conoscere. Senza Pace non c'é futuro, ma la Pace si costruisce con le azioni: più rispetto e più attenzione dunque. E voi queste cose le capite molto bene....Ciao! E me ne sono andata...lasciandoli lì a riflettere...". Mentre ero lì intrattenuta a parlare con loro mi ascoltavano con attenzione..Io non so se nelle loro case si parla, se c'é dialogo, se i genitori parlano con i propri figli....Ma da quanto accaduto e dall' impatto avuto con loro, mi sa tanto di no....Me ne sono andata con tanta amarezza, veramente tanta... Poi ho visto che di fronte(dall'altro lato) era presente il genitore di uno di quei ragazzi che giocavano, che da lontano credo abbia visto tutto quello che é accaduto....Allora voglio ancora dire una cosa: a cosa li stiamo educando questi giovani? Stanotte che bordello, la gente scatenata tutti a festeggiare il trapasso dal vecchio al nuovo anno. Quintali di cibo e soldi buttati per cenoni..senza farsi il minimo scrupolo di coscienza nel pensare che stiamo togliendo queste risorse a chi non può proprio accedervi, ai tantissimi poveri intorno a noi. E poi ditemi: ma cosa c'é da festeggiare? Se ormai la nostra é una civiltà alla deriva... Occorre una presa di coscienza generale, altrimenti sarà troppo tardi e chi a pagare le conseguenze del disimpegno scellerato degli adulti saranno proprio quei ragazzi che stavano giocando a pallone...Chi ha orecchi per intendere intenda. Buon anno di impegno. Educhiamo i giovani alla coscienza civile, ma prima é necessario che siano gli adulti a svegliarsi e a educarsi alla coscienza civile...(Di "Agnese Ginocchio" * 1 Gennaio 2011. Giornata Mondiale della Pace)
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