sabato 26 febbraio 2011

Agnese Ginocchio scrive un brano in difesa della Costituzione Italiana dedicandolo al 150° dell' Unità d'Italia. Il 12 Marzo si scende nuovamente in piazza per difendere la Costituzione.

"Agnese Ginocchio legge un passo della Costituzione Italiana durante la manifestazione: "Se non Ora Quando?" Svoltasi il 13 Febbraio 2011 in difesa della dignità delle donne. Caserta, piazza Dante. Accanto ad Agnese l'autorevole amico prof. Aldo Altieri che le tiene gentilmente il megafono. Autore foto: Andrea Pioltini, fotoreporter."
Questo é l'annuncio che la cantautrice per la Pace ha voluto anticipare ai suoi amici sulla pagina di Facebook: "In difesa della COSTITUZIONE ITALIANA ho composto il mio ultimo brano di impegno per la Pace dedicandolo al 150° dell' UNITA' d'Italia. In difesa della COSTITUZIONE ITALIANA, perché in ITALIA non ci sarà mai l'affermazione della PACE, della DEMOCRAZIA e di uno STATO di DIRITTO senza la difesa di questa CARTA sacra e inviolabile come la VITA! (By: Agnese Ginocchio cantautrice per la Pace)"

Caserta- Contro quei stravolgimenti che si vorrebbero apportare a questa Carta sacra come la vita arriva l'ennesima risposta di quella parte del popolo italiano che ogni giorno lotta e si muove per difendere i diritti della propria terra, i diritti di ogni singolo cittadino, i diritti della Pace. E quindi parte e nasce da una "Donna" della provincia di Terra di Lavoro, definita la "terra dei clan", l'idea di comporre in occasione delle celebrazioni del 150° dell' Unità d'Italia,  un brano in difesa della "Costituzione Italiana" dedicandolo proprio al "150° dell' Unità d'Italia". Il brano sarà presentato in anteprima dalla cantautrice il giorno 3 Marzo 2011 all' Ateneo della SUN (con inizio pre 10:00 Aula Magna) Polo scientifico di Caserta, in occasione della Lettura "No - Stop della Costituzione".  Gli arrangiamenti del brano sono stati egregiamente curati dal maestro polistrumentista "Niki (Esse) Saggiomo" di Napoli. Testimonial in tantissime iniziative scolastiche -e non- a favore della Pace, della solidarietà, della legalità e dei diritti, pluripremiata per il suo notevole impegno per la Pace, Agnese Ginocchio è voce resistente di Donna di quel sud che non tace, che non si rassegna e che non indietreggia alle minacce dei poteri forti, alla malapolitica e agli abusi di potere di ogni genere. Un' impegno assiduo che porta avanti costantemente e tenacemente, indipendentemente da ogni contrapposizione di più parti e "libera" da qualsiasi vincolo politico,  per tenere ben alto e onorare -come da lei stesso definito- il sacrosanto nome e la sua scelta per la Pace, che comporta ogni giorno scelte responsabili, impegno costante, sensibilizzazione, movimento e impegno civile.
"Sogno un'Italia libera,- spiega la Testimonial della Pace il significato del testo del suo brano che a breve sarà presentato-  i cui rappresentanti di governo fondino le proprie leggi sulla moralità e non sui ricatti o sulle delegittimazioni. Da un governo retto ed onesto ne nasce una società retta ed equa. Da un governo disonesto e corrotto, ne consegue l'affondo ed il bordello totale. Il grave stato di degrado morale e culturale in cui versa l' Italia deve farci riflettere seriamente. Questo é il tempo delle scelte consapevoli! Bisogna ritrovare il "Coraggio" di denunciare l' illecito, di riflettere seriamente e di scegliere quale strada perseguire, se quella della Verità o continuare per quella della menzogna, dell'omertà e dello scandalo. La prima scelta porterà l'Italia alla rinascita e all'equilibrio e quindi potrà restituire una speranza ed un futuro certo ai nostri filgi. La seconda strada invece, condurrà la nostra nazione alla crisi, alla devastazione, al subbuglio totale e alla distruzione di tutto ciò che é buono, compromettendo seriamente il futuro e quindi le speranze per i nostri figli...
Riflettiamoci! "150° Unità d'Italia". Allora: quale Italia vogliamo festeggiare? 
L'Italia che vorrei é quella che fonda le sue leggi sulla moralità, che difende la COSTITUZIONE, che sa fare "Memoria" della sua storia e che si impegna ogni giorno per costruire la civiltà della Pace e della Giustizia. La nostra COSTITUZIONE é stata scritta con il prezzo del sangue di tanti uomini e donne che hanno sacrificato la loro vita perché Libertà e Giustizia potessero essere scritte su questa Carta...Perché invece l'attuale governo vuole stravolgere i connotati della nostra "CARTA COSTITUZIONALE" dimenticando così facilmente la storia? Tutto ciò é ua gravissima offesa alla storia italiana e alla memoria di tutti quegli uomini e donne della Resistenza che sono caduti per difendere i connotati scritti in questa CARTA!

L' Italia che vorrei é quella degli Onesti, di tanti uomini e donne per bene e coraggiosi, che alzano la voce per difendere la verità, che difendono ancora la Costituzione perché si affermi uno stato di Diritto e di Democrazia per tutti, condannando ogni abuso di potere e ogni scandalo che mette in pericolo la vita del popolo e del paese...
Riflettiamoci...
Diamoci dunque da fare - conclude Agnese- e impegniamoci a cambiare questo stato di cose che non va, nel nome della Pace, per la difesa della nostra Costituzione e della Democrazia! "
(Da: Agnese Ginocchio, cantautrice per la Pace- Testimonial per la Pace. Scritto di Domenica 6 Febbraio 2011)

-Leggi articolo correlato(aggiornato): Agnese Ginocchio presenta il brano (accompagnato da video) "L'Italia che vorrei.." dedicato al 150 dell' Unità d'Italia e in difesa della Costituzione

Proprio sulla Costituzione che arriva l'ultimo attacco da parte di questo governo che vorrebbe stravolgere i connotati e cambiare  le regole per rafforzare i suoi poteri. Non si ferma quindi la battaglia a difesa della Costituzione Repubblicana. Il prossimo 12 marzo si terrà a Roma una manifestazione nazionale promossa dall’Associazione “Articolo 21”, da tempo impegnata in campagne di sensibilizzazione sui valori della nostra Carta. Gli organizzatori denunciano il dilagare del malaffare nelle questione pubbliche del nostro paese, il moltiplicarsi di atteggiamenti irriguardosi della dignità delle Istituzioni Repubblicane e l’esigenza di porre un freno alla deriva populista di certo dibattito politico. In effetti si può affermare che, negli ultimi anni, l’autorevolezza e la credibilità delle nostre Istituzioni siano state notevolmente messe in crisi. Gli scandali che hanno colpito il Presidente del Consiglio non hanno certo rafforzato l’immagine dell’Italia sullo scenario internazionale, anzi, l'Italia é diventata la barzelletta del mondo, alla faccia di tanto sangue sparso per difendere quella Carta sacrosanta.  Se si leggono i titoli delle testate giornalistiche estere riguardanti l’Italia si prova un senso di rabbia mista a delusione per i toni e le dichiarazioni, per il rinvigorirsi di vecchi pregiudizi che negli anni eravamo faticosamente riusciti a smontare. Tale situazione ha determinato, inoltre, un’ulteriore incremento della sfiducia dei cittadini nei confronti della politica, ormai percepita e classificata come un luogo destinato esclusivamente alla difesa di interessi personali. A tutto ciò va aggiunto, altresì, il clamore che sta suscitando la cosiddetta pratica della “compravendita” dei parlamentari. Qui non si tratta soltanto di decoro e rispetto per le Istituzioni. La questione è molto più profonda. La posta in gioco riguarda, ne più ne meno, la tenuta democratica dell’ordinamento Repubblicano. Se dovessero trovar fondamento le notizie di Parlamentari che hanno determinato il loro posizionamento politico-partitico in virtù di ragguardevoli “agevolazioni” sul piano economico-finanziario, ci troveremmo in una situazione senza precedenti. Se in passato, nel nostro paese come in ogni parte del mondo, non sono mancati singoli episodi di trasformismo, in questo caso la situazione sarebbe radicalmente diversa. Per meglio spiegare la gravità di quello che sta accadendo nmnel Parlamento italiano, uniamo  di seguitoun pensiero del giudice antimafia Ferdinando Imposimato

Difendiamo la Costituzione, sempre e dovunque, contro l'ennesimo attacco.

CSM e Consulta non si toccano: sono garanzia dei cittadini e non privilegi dei magistrati.
“No alla riforma liberticida della Costituzione”[19/02/2011] di Ferdinando Imposimato

In passato il passaggio dalla democrazia al fascismo avvenne con la cosiddetta Costituzione fascista, che conferiva al primo ministro poteri eccezionali, e con una legge elettorale impersonale, la legge Acerbo, che eliminava il voto di preferenza. E fu per un ventennio tirannide da cui ci liberammo grazie alla sconfitta dell'asse e alla Resistenza.
Erodoto ricorda “Anche il migliore degli uomini, una volta salito a tale autorità, il potere lo allontana dal suo solito modo di pensare, per l'arroganza che deriva dal potere e l'invidia verso coloro che eccellono in qualche campo”. (Erodoto III, Le storie). E' la fotografia del premier. E' un errore sottovalutare ciò che accade. Ricordare che il 28 ottobre 1922, vigilia del fascismo, don Sturzo, fondatore del partito popolare disse:“Con 30 deputati che possono fare questi fascisti?” Invece era l’inizio della fine della democrazia. Oggi la situazione è peggiore: il Premier è multimiliardario, ha l'appoggio della mafia, e controlla le TV pubbliche e private.

Il Parlamento sta perdendo la sua libertà per la compravendita di parlamentari che proteggono se stessi e non gli interessi di lavoratori, disoccupati e giovani.
Il premier ricatta e corrompe molti parlamentari con la minaccia di non ricandidarli o la promessa di confermarli. Pretende il processo breve, anzi brevissimo, per fruire della prescrizione dei reati di corruzione e di prostituzione minorile, commessi fuori dalle funzioni parlamentari. Minaccia la indipendenza della magistratura modificando la struttura del CSM con l'inserimento di membri laici prevalenti su quelli togati. In tal modo spetterebbe a lui e non al CSM la selezione, nomina e carriera dei magistrati, con l’attribuzione di questi poteri a commissioni controllate dall’esecutivo, con la lesione di indipendenza e autonomia della magistratura. Il Governo nominerebbe capi di uffici giudiziari amici, giudici subalterni al potere politico, come ai tempi della strage di piazza Fontana e di Portella delle Ginestre.
Vuole sottomettere anche la Consulta, pretendendo la maggioranza dei due terzi di componenti per la abrogazione delle leggi incostituzionali. In passato il PDL e la lega tentarono l'assalto alla Consulta con una nuova composizione: prevedeva che due giudici fossero sottratti al Capo dello Stato ed alla Cassazione, attribuendo alle camere la scelta di 7 anziché di 5 giudici. La Corte non sarebbe stata più l’estrema barriera contro il tentativo di attentare all’essenza della democrazia.

E' un errore sottovalutare ciò che accade. Ricordare che il 28 ottobre 1922, vigilia del fascismo, don Sturzo, fondatore del partito popolare disse:“Con 30 deputati che possono fare questi fascisti?” Invece era l’inizio della fine della democrazia. Oggi la situazione è peggiore: il Premier è multimiliardario, ha l'appoggio della mafia, e controlla le TV pubbliche e private. [19/02/2011]

-Le riforme 2010
http://www.facebook.com/note.php?note_id=224944665749

-No alla riforma liberticida della Costituzione
http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150104842875750

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venerdì 25 febbraio 2011

"APPELLO PER LA LIBIA" DI ALEX ZANOTELLI

La Libia sta sprofondando in una paurosa guerra civile. La dittatura di Gheddafi, che dura da 41 anni, sta mostrando il suo vero volto, disumano e feroce. “I manifestanti sono ratti,-ha detto il rais, nel suo discorso televisivo del 21 febbraio-pagati dai servizi stranieri. Una vergogna per le loro famiglie e le loro tribù. Andate a sterminarli!” Invitava così i suoi soldati , i suoi fedeli e le migliaia di mercenari africani a sterminare i ‘rivoltosi’. Si parla ormai di oltre diecimila persone massacrate in questa tragica repressione ordinata da uno dei più spietati dittatori d’ Africa. Eppure i manifestanti libici chiedono solo pane, dignità e democrazia(seguendo l’esempio dei tunisini e poi degli egiziani).

Infatti, nonostante le immense ricchezze finanziarie derivanti dal petrolio ,la disoccupazione giovanile è arrivata al 30%. Si stima che 70 miliardi di dollari siano finiti nelle tasche del dittatore ,di cui 1,1 miliardo sono investiti nella nostra banca Unicredit.Un abisso tra pochi ricchissimi e moti poveri. Per di più, il popolo libico non ha mai sperimentato la democrazia, nonostante il linguaggio rivoluzionario e populista di Gheddafi e del suo “Libro Verde”.
La conseguenza è tragica: la Libia ,oggi, invece che ‘verde’ è diventata ‘rossa’ con il sangue dei suoi figli massacrati.
Davanti a questa tragedia noi italiani dobbiamo chiederci quali siano le nostre responsabilità. Noi siamo profondamente legati alla Libia sia perché siamo quasi vicini di casa, sia perché abbiamo colonizzato quel paese. Un colonialismo brutale il nostro, soprattutto in Cirenaica dove Omar-el-Mukhtar(“il leone del deserto”), ha guidato la resistenza contro il nostro esercito. Non possiamo dimenticare che noi italiani abbiamo impiccato o fucilato, in quel periodo, almeno 100.000 libici su una popolazione di 900.000 abitanti: un vero e proprio genocido!Quando Gheddafi salì al potere, pretese che l’Italia pagasse quel debito coloniale. Fu il governo Berlusconi a pagarlo: 5miliardi di euro con la condizione che la Libia bloccasse l’immigrazione africana. Il 5 gennaio 2009 il Senato italiano ha approvato il trattato di amicizia italo-libico. Come ha potuto l’Italia firmare un trattato con un dittatore come Gheddafi che non rispetta i diritti umani?Basterebbe vedere quello che Gheddafi ha fatto agli immigrati respinti dall’Italia e da lui rimandati poi a morire o nel deserto o nei loro paesi.
Adesso il nostro paese si trova a fronteggiare una duplice invasione sia degli immigrati africani intrappolati in Libia che tentano di nuovo la traversata sia dei profughi libici che scappano dalla loro patria in fiamme. E del loro inferno siamo in parte responsabili perché abbiamo armato fino ai denti il rais libico.Difatti, molti degli elicotteri che sono stati usati per uccidere i manifestanti sono stati importati dall’Italia. Nel 2009 le esportazioni belliche italiane in Libia hanno raggiunto una cifra incredibile:112 milioni di euro. Nei due anni 2008-2009, abbiamo esportato in Libia armi per oltre 205 milioni di euro, con la Finmeccanica che ha fatto la parte del leone(ricordiamoci che la Libia è diventata la seconda azionista della Finmeccanica).
Per questo chiediamo:
- accoglienza per tutti quelli che fuggono da questa guerra;
- di fare pressione sul nostro governo affinché sospenda il trattato di amicizia italo-libica ;
- di sospendere la vendita di armi alla Libia e a tutti i paesi del Nord-Africa(come già proposto dai governi inglese, francese e tedesco);
- che la UE non eriga un muro di navi militari in mezzo al mare per bloccare gli immigrati in arrivo;
- che il nostro governo e la Ue si prodighino a far sì che in Libia possa finalmente trionfare la democrazia, il rispetto dei diritti umani e la pace.

Di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano

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Guerra Libia- Agnese Ginocchio: Non possiamo tacere! Appello alle coscienze, ai governi e alla chiesa ad intervenire immediatamente con una grossa mobilitazione mondiale, per porre fine questo genocidio.


Quello che si sta verificando in Libia é agghiacciante! E’ in atto una violazione dei diritti umani. La cosa più grave é il assurdo silenzio che si sussegue intorno ad una strage di inaudita violenza, che ogni giorno che passa miete sempre più vittime  tra i civili. Si parla di oltre 10mila morti…Si alternano le dichiarazioni dei governi mondiali, ma nessuno scende in campo per porre immediatamente fine a questo flagello contro

l’umanità. Noi non possiamo tacere e abbiamo il dovere di ‘alzare la voce’ per chiedere di porre fine al macello di vite umane!  Un appello alle coscienze dei cittadini, dei governi, un appello alla chiesa affinché con una mediazione universale si possa intervenire immediatemante per porre fine questo genocidio! Cristo avrebbe condannato risolutamente questi crimini e gli uomini invece cosa fanno? Non é  più possibile tollerare questo silenzio ne far finta di nulla. Asserire di stare bene o di stare in Pace con se stessi, quando intorno non si fa altro che assistere a scenari di sofferenza, di oppressione, di devastazione e di morte é solo un’ atteggiamento da ipocrisia..Ma come é possibile starsene fermi a guardare senza muovere un dito? Ogni secondo che passa la nostra indifferenza si macchia di omertà e di sangue innocente,  troncando i “sogni” della libertà, permettondo la morte di

 altre vittime innocenti. Se questa può essere definita umanità! Bisogna fermare immediatamente la follia di governanti pazzi come Gheddafi per non rischiare di assistere alla fine e alla devastazione di un popolo. Una mobilitazione mondiale messa in atto da tutti i capi delle religioni, che posseggono un grosso ascendente sui popoli e sulle decisioni  istituzionali,  potrebbe essere determinante per porre immediatemente fine a questo conflitto e favorire quindi il processo di Pace mondiale. Basta stragi, basta violenze! Per la vita di ogni uomo, di ogni donna e di ogni essere sulla terra diciamo BASTA!  Fermiamo la follia dei governi oppressori prima che sia troppo tardi! ( da: Agnese Ginocchio, Testimonial per la Pace)* (Fonte: Movimento Internazionale per la Pace)

-Articoli correlaiti( ultime news): 

- LIBIA: LA RIVOLTA ARRIVA A TRIPOLI, SCONTRI A FUOCO

- Tripoli, i manifestanti avanzano Ore decisive per la sorte di Gheddafi

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giovedì 24 febbraio 2011

Libia, Bengasi: Le donne libiche in piazza contro il regime di Gheddafi protagoniste del cambiamento. Idriss al Charif guida la rivolta.

Idriss al Charif, professore di Economia é il leader di questa rivolta inaspettata e dirompente contro il regime dittatoriale e autoritario di Gheddafi. Prima o poi la Storia annovererà centinaia di uomini e donne che hanno compiuto gesti eroici, al limite del martirio.

Fotonotizia: Bengasi: Le donne libiche scendono in piazza per la Libertà del popolo. Ancora una volta  le "DONNE RESISTENTI" diventano le protagoniste del cambiamento, del reiscatto e della LIBERTA' di un popolo...

"Gheddafi, addio per sempre"

Bengasi festeggia la liberazione

Nelle strade della capitale degli insorti la gioia tra le macerie. I poliziotti sono fuggiti tutti. Il servizio d'ordine è in mano ai ragazzi, tutti giovanissimi

(dal nostro inviato PIETRO DEL RE. FONTE: Repubblica)

BENGASI - Dal penitenziario assaltato venerdì scorso, alla sontuosa caserma dei pretoriani del Colonnello bruciata due giorni fa, i luoghi della rivolta sono già diventati tappe di pellegrinaggio. Nella Bengasi post Gheddafi non c'è più un solo poliziotto. Sono fuggiti tutti o passati dalla parte dei vincitori. A ogni angolo di strada, i ragazzini offrono il loro contributo alla rivoluzione, dirigendo il traffico con piglio marziale e distribuendo ai passanti le stellette strappate da divise dismesse in fretta e furia. Ma il primo sacrario cittadino è la piazza dove, domenica, sotto il piombo dell'esercito sono cadute 300 persone. Da allora è presieduta giorno e notte da folti drappelli di giovani che, facendo sgommare i loro potenti pick-up, inneggiano a un futuro di libertà. Quella che era l'aiuola centrale è oggi arata da diverse buche dai bordi bruciacchiati e profonde un metro e mezzo circa. Sono le buche scavate dalle granate lanciate dall'esercito contro gli oppositori al regime.
Il nostro Virgilio, in quello che fino a pochi giorni fa fu l'inferno della Libia, è Idriss al Charif, professore di Economia e leader di questa rivolta inaspettata e dirompente, in cui prima o poi la Storia annovererà centinaia di uomini e donne che hanno compiuto gesti eroici, al limite del martirio. L'altro ieri, i nuovi padroni di Bengasi l'hanno precettato per rifondare la televisione e la radio locali. Di fronte al suo nuovo ufficio, nereggia una delle caserme della polizia appena  data alle fiamme dagli insorti. All'interno del commissariato, tra i detriti del saccheggio, alcune travi ancora esalano fumo. Penetriamo in una stanzetta senza finestre, con al centro una sedia da dentista. "Vede, qui sedeva il poveretto di turno, al quale gli sgherri di Gheddafi volevano far confessare qualcosa", spiega il professore, prima di chinarsi a raccogliere da terra un oggetto metallico. "Ecco, quando capitava che un oppositore si rifiutasse di parlare, questi tronchesi servivano a tagliargli le dita, il naso, le orecchie o i genitali. Qui e in altri posti come questo abbiamo trovato un intero arsenale di tortura da Inquisizione medioevale". Il professore accetta di condurci all'ospedale dove nell'ultima settimana, solo nel reparto di ortopedia, sono state realizzate più di 200 operazioni per riparare ossa spezzate da pallottole o schegge di granata. "L'anestetico è finito molto in fretta, perciò i chirurghi hanno dovuto spesso fare senza", dice Idriss. Ogni camerata è affollata di uomini, ma anche di bambini, rimasti feriti negli scontri, che hanno arti in trazione o teste bendate. Appena riconoscono il professore, anche i più sofferenti cercano di rialzare il busto per salutarlo, disegnando con le dita la churchilliana "V" di vittoria. Un uomo anziano, con la barba incolta e uno zucchetto rosso in testa, gli rivolge una domanda: "Ha visto che cosa ha combinato stavolta il Capo?". "Stai tranquillo", gli risponde il risponde il professore. "A Bengasi, il Capo come lo chiami tu, non lo vedremo più". Un ragazzo sui trent'anni con entrambe le gambe ingessate racconta che a sparargli a bruciapelo è stato un mercenario del Colonnello, uno di quelli, come raccontano i libici, ai quali è stata promessa una lauta ricompensa per l'uccisione di ogni manifestante. Sono le quattro del pomeriggio e la città comincia a riempirsi di macchine strombazzanti, di uomini armati e sorridenti, di famigliole vestite a festa. Sui carri armati abbandonati in mezzo alle strade c'è chi si fa fotografare per immortalare la gioia del trionfo. Il servizio d'ordine è in mano ai ragazzi. Sono anche loro giovanissimi, come quelli che abbiamo incrociato ai numerosissimi posti di blocco lungo la strada che collega Bengasi al confine orientale del Paese. Forse qualcuno la chiamerà la "rivoluzione dei teenager". Da alcune macchine c'è chi manifesta il suo tripudio sparando in aria colpi di kalasknikov. Nel traffico convulso che va creandosi c'è anche chi sosta tra le auto incolonnate con un cartello in mano, una vignetta satirica, un pupazzo del Colonnello con un laccio al collo. Si percepisce un'euforia da folla sportiva. "La gente si rende finalmente conto di aver vinto, di essersi liberata per sempre di quel macellaio di Gheddafi, che per più di quarant'anni ci ha terrorizzati". Sfila anche un corteo composto unicamente da donne, sia pure circondato da un cordone di guardie del corpo che sono mariti, figli e fidanzati. Le pasionarie di Bengasi saranno 300 e anche loro chiedono la testa del Colonnello. Deve trattarsi di una prima, poiché ai lati del corteo tutti le filmano con il cellulare, non senza nascondere qualche colpevole sghignazzo. E adesso, domandiamo al professore, che cosa accadrà? Chi gestirà il vuoto di potere lasciato dalla decapitazione dei vertici del regime? "Ma quale vuoto di potere? Abbiamo già creato un consiglio di saggi, o un direttorio se preferisce, per occuparsi dell'amministrazione della città, dei trasporti, dell'elettricità, della fornitura del petrolio e cosi via. È composto da magistrati, medici, politici, professori universitari, ma anche da quei militari che hanno rifiutato di sparare sui manifestanti". Rientrati nel suo ufficio, sulla scrivania del professore vediamo un computer acceso e gli chiediamo se almeno lui riesce a connettersi con Internet. "No, ed è stato questo l'ultimo regalo che ci ha fatto il Colonnello: quello di interrompere la rete in tutto il Paese. Vuole sapere l'ultimo messaggio che abbiamo ricevuto sulla nostra posta elettronica prima del blackout? Una patetica letterina di Gheddafi con cui ci informava che regalava a ogni cittadino libico una banconota da 10 dinari. Ma che cosa sperava di comprare con quei pochi soldi? È vero, la libertà non ha prezzo, così come non ce l'ha la fine di un incubo. Lo sa che cosa abbiamo temuto di più noi libici per decenni? Di morire impiccati. Magari una bella mattina di Ramadan. Come spesso accadeva qui".  È già buio quando torniamo in quella che, come dice Idriss, sarà presta ribattezzata Piazza dei Martiri o Piazza della Liberazione. Attorno a ogni buca è seduta, in silenzio, una ventina di persone. Sulla vicina carreggiata, invece, gli stessi ragazzi di prima continuano a intonare canzoni, slogan, preghiere. Fino all'esaurimento delle forze, della voce. "Andranno avanti cosi per tutta la notte", dice il professore. "Del resto, è la prima volta in vita loro che possono gioire senza paura di finire in galera o appesi a una corda".  (24 febbraio 2011)

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Per la Pace: Strage Libia. Tommaso Morlando: Parlamento Italiano, tutti responsabili per i morti in Libia!




Quando Gheddafi è venuto in Italia con le sue pagliacciate, in un paese dove aveva scacciato gli italiani che stavano da decenni in Libia e ormai integrati con la popolazione locale, togliendogli tutto ciò che avevano… Allora, questo paese stette zitto!

Questo paese trattò questo pazzo sanguinario con tutti gli onori di un grande capo di Stato, lo stesso Fini (i rifugiati italiani dalla Libia furono candidati nell”MSI di Almirante) da presidente della Camera lo attendeva e questi nemmeno si presentò.
Quella stessa Italia, con gli stessi partiti che oggi si stracciano le vesti, non organizzarono nessuna discesa in campo, nessuna protesta, nessuna abiura….
NIENTE!!!!
Perchè? Perchè Gheddafi veniva a darci commesse per le imprese italiane del Nord e garantiva le frontiere dagli sbarchi degli immigrati.
La sinistra non parlò,furono attenti a non dire nulla nemmeno gli alleati, gli stessi che oggi fanno unicamente propaganda… perchè tutto ciò ? D' ALEMA, il grande leader della sinistra, molto prima di Berlusconi aveva accreditato Gheddafi…alla fine fcevano quasi a gara a chi gli era più amico.
Tutto il parlamento italiano, si dovrebbe dimettere per indignità morale e sociale verso il mondom civile e la democrazia dei popoli mondiali e i 10.000 morti e gli altri che ci saranno ricadranno anche sulle loro coscienze e tutto in cambio…dei soldi.

Tommaso Morlando
Presidente centro studi Officina Volturno
(contro la camorra non molliamo)
Fonte: Officina Volturno

-Leggi articoli correlalti:

(ANSA) - ROMA, 24 FEB - I bombardamenti si stanno intensificando a Zawia. Lo dice il capo della Comunita' del Mondo Arabo in Italia Foad Aodi riferendo le parole di testimoni libici.Tajoura e' circondata e si teme un bombardamento anche li'.Dalla capitale una testimone spiega che l'offensiva nelle 2 citta' e' stata fatta per fermare una marcia per liberare Tripoli prevista per domani.A Tripoli stanno seminando terrore le squadre della morte che, assoldate dai soldati per reprimere le proteste, stuprano anche le donne.


-LIBIA, ZAWIA BOMBARDATA."SQUADRONI DELLA MORTE UCCIDONO E STUPRANO

- Video Libia oltre 10mila morti(ASSURDO), si scavano fosse....

- Alitalia sospende i voli sulla Libia 

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mercoledì 23 febbraio 2011

Dal mondo- Crisi Libica: Guerra civile Libia, nuovi bombardamenti sui dimostranti: ''Mille morti'' Le strade ricoperte di cadaveri. In arrivo 300mila sfollati

Il rais prospetta il fantasma della guerra civile, ma di fatto la dichiara con il suo discorso. Mettendo libici contro libici, civili contro civili: "Indossate una fascia verde come riconoscimento, a partire da domani andate e combattete" (Peace Reporter)
Leggi art. correlati:

-Apocalisse libica

-Dal Marocco allo Yemen, il fronte della protesta

La violenza di ciò che sta avvenendo in Libia è tale che l'Egitto ha deciso di chiudere le frontiere con il Paese vicino. Il bilancio delle vittime, steso dall'International coalition against war criminals, rete Ong nata per valutare le vittime nel conflitto tra Israele e palestinesi afferma che finora in Libia ci sono stati 519 morti, 3980 feriti e oltre 1500 dispersi, da contare per lo più tra i morti.



-Libia, l'aviazione bombarda i manifestanti

-Milano, la rabbia libica

-Italia primo fornitore europeo di armi alla Libia


-Maghreb in fiamme, il problema energetico


-Tripoli-Roma, gli effetti di un folle matrimonio


(Da "Peace Reporter", rete Internazionale Giornalismo per la Pace) Durante il pomeriggio di oggi, mentre il Colonnello Gheddafi teneva il suo discorso alla nazione, sono ripresi i bombardamenti contro i manifestanti nella capitale: aerei da guerra dell'esercito libico hanno colpito in varie zone. Lo hanno riferito alcuni testimoni oculari al sito web arabo "Almanara", e anche "al-Jazeera" ha diffuso la medesima notizia. L'emittente araba inoltre ha aggiunto che in alcune aree di Tripoli sono stati visti elicotteri scaricare dei mercenari.


Sale dunque di ora in ora il bilancio delle vittime. Il presidente della comunità del mondo arabo in Italia (Comai), Foad Aodi, ha dichiarato che nella sola Tripoli i morti sarebbero già un migliaio. Gli ultimi avvenimenti sono stati discussi in giornata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Nel frattempo all'estero si moltiplicano gli appelli e le mobilitazioni in favore dei dissidenti libici. Gli ambasciatori della Libia in Francia e presso l'Unesco hanno lanciato un appello affinché venga "messa fine al terrore" nel loro Paese. Hanno dichiarato inoltre che non daranno le dimissioni - come annunciato invece in mattinata - per poter restare a servire il loro popolo. A livello economico, Catherine Ashton ha annunciato che l'Ue sospenderà l'accordo quadro che stava negoziando con la Libia. Da tutto il mondo sono arrivate manifestazioni di condanna dei bombardamenti libici: la Casa Bianca ha parlato di "spaventosa violenza"; la gente è scesa in piazza a protestare contro i massacri in Libia sia a Londra che a Roma (dove si sono riuniti alcuni giovani del Pdl). (Fonte: Peacereporter)

-Leggi art. correlati:

ITALIA-LIBIA - L'Italia chiede a Gheddafi che cessino le violenze. E il ministro La Russa, riferisce ai giornalisti il contenuto della telefonata di Berlusconi con il leader libico. Il Colonnello avrebbe risposto che «le violenze sono state fatte soprattutto a danno di militari». «In questo momento a Tripoli sono stati imbarcati tutti gli italiani presenti in aeroporto con voli dell'Alitalia, non sono serviti voli militari speciali, l'ultimo volo aveva addirittura 20 posti liberi». «C'è qualche problema in Cirenaica per circa 150 persone - ha aggiunto il ministro - il vero problema che dobbiamo prepararci ad affrontare è quello dei flussi migratori».

-Gli squadroni della morte di Gheddafi stanno continuando a spargere sangue per le strade di Tripoli». Scrive l'utente Kiran Joshi. «A Tripoli c'è aria minacciosa», assicura Jon Williams, 35 secondi dopo il messaggio di Joshi. Quasi in contemporanea Novi scrive: «In molti cominciano ormai a paragonare Bengasi ad Auschwitz». Sono le voci per strada. Fuori dal coro istituzionale che dice che è tornata la calma nelle città della Libia. Fuori onda dei video con tanto di indici puntati sullo schermo di Gheddafi and sons....(Leggi quì in resto...)

-Libia: italiani rimpatriati, l'aeroporto di Tripoli è come un campo profughi

-L'Onu all'Italia: accogliete i rifugiati  «200-300 mila migranti in arrivo». Allarme dal vertice di Palazzo Chigi. Frattini «preoccupato».

-Emergency: L'organizzazione di Gino Strada condanna la repressione e chiede al governo italiano il rispetto della Costituzione

- L'aeronautica italiana ha i radar puntati e i caccia intercettori F-16 pronti al decollo

- Caccia e navi militari a Tripoli, Italia in guerra?

-Che cosa centra il Brent con la crisi Libica? 

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Alife(Ce)- "Striscia la Notizia" con "Luca Abete" in città per documentare il problema di crepe e di lesioni causate da dissesto idrogeologico in Via Erennio Ponzio

Il video di “Striscia la Notizia ” sul caso di Alife (Case diroccate in provincia di Caserta) é andato in onda sabato 5 Marzo 2011 su canale 5 al TG satitico di Canale 5: Per visualizzarlo cliccare quì sopra.

"STRISCIA la NOTIZIA" con il giornalista "Luca Abete" e la sua Troupe-staff di redazione (Carlotta Speranza giornalista e Giovanni Guerriero telecameramen) si sono recati nella prima parte della giornata di Lunedi 21

Febbraio 2011 ad Alife(CE) per documentare da vicino il gravissimo problema di crepe e di lesioni di notevole entità che hanno danneggiato gravemente le abitazioni, in seguito al fenomeno di dissesto idrogeologico, che si sta verificando in un tratto della


strada in Via Erennio Ponzio, all'interno del centro storico di Alife, da moltissimi anni. Per la precisione il fenomeno si é cominciato a registrare dal lontano 1996.

Un sentito e personale "ringraziamento" va al giornalista "Luca ABETE"  per la prontezza con cui ha risposto, per la sensibilità e l' immediata disponibilità mostrata alla segnalazione della sottoscritta.

 A breve il servizio in TV al Tg satirico su Canale 5. (By: Agnese Ginocchio, Testimonial per la Pace- Movimento Internazionale per la Pace)

* (Didascalia foto- Foto 1: Luca Abete sta ascoltando la testimonianza del prof. Gaetano Salvatore, uno dei proprietari delle case gravemente lesionate sul tratto di strada in Via Erennio Ponzio Alife. * Altre foto: alcune case con le crepe e cittadini alifani accorsi durante la registrazione del programma. Fotoricordo 5 Luca Abete insieme ad Agnese Ginocchio)

- Leggi art: "Alife(Ce)

 Forte preoccupazione per l’incolumità dei residenti in Via Erennio Ponzio. Le case stanno cedendo al sottosuolo. Il reportage foto che documenta il pericolo"

Alife(Ce)- Sta destando enorme preoccupazione quello che si sta verificando in una delle zone interne, già a forte rischio sismico, facente parte del centro storico di Alife. Ci riferiamo in particolare ad un tratto della strada di via Erennio Ponzio(vedi foto 1, cliccare su ciascun immagine per ingrandire), che si trova a confine con l’incrocio tra via Tenente Capasso e Via Conte Rainulfo,. In questa zona si sta registrando da oltre un decennio a questa parte un grave avvallamento di terreno che ha provocato gravi lesioni di notevole entità alle abitazioni sia nel sistema verticale che orizzontale. Il problema, pur essendo stato segnalato alle amministrazioni in carica, dal lontanto 1996, ad oggi non é fatto ne preso alcun provvedimento per la messa in sicurezza della zona interessata dal fenomeno di sprofondamento e per l’incolumità pubblica. Ciò che desta enorme preoccupazione é il continuo cedimento delle abitazioni sotto terra e se ad oggi le mura hanno resistito é stato solo per un semplice caso, quello cioé di essere tutte accatastate l’una all’altra. Ma questo accatastamento non durerà certo per molto. Sotto le abitazioni, infatti, in seguito ad alcune indagini geoelettriche del sottosuolo effettuate anni fa sul posto, fu riscontrata la presenza della rete fognaria comunale e tanta acqua. Come si sa la presenza di acqua porta via tutto e quindi per questa ragione che si spiega il continuo cedimento delle case sotto terra. Le crepe venutesi a creare sulle mura delle case con l’avvallamento del terreno, nel corso degli anni dall’ esterno, hanno completamente spaccato le mura penetrando sin nell’ interno delle abitazioni (vedi foto 2, 3 e 4, cliccare su ciascun immagine per ingrandire). In alcune abitazioni il fenomeno sta causando forti dislivelli (come si evince dalla foto 5, cliccare sopra per ingrandire) che si evidenziano già dal pavimento del piano terra. Il proprietario di questa abitazione (vedi sempre foto 5) fa molta fatica ad aprire la porta. In poche parole ci domandiamo se si può continuare a far finta di nulla o piuttosto non sollecitare gli addetti ai lavori affinché vengano adottate serie misure di prevenzione mediante un tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco. Questo fenomeno di sprofondamento

che con il passare degli anni si sta aggravando sempre di più, sta mettendo in serio pericolo l’incolumità dei residenti. In poche parole i residenti sono costretti a convivere con la paura che la propria abitazione possa piombargli addosso da un momento all’ altro. E’ normale vivere in queste condizioni? A noi sembra di no. Tra l’altro, come evidenziato all’inizio, questa é una delle zone dove é la percentuale del rischio sismico é alta! Ci auguriamo che questa segnalazione possa servire a smuovere le coscienze di chi é di dovere assumendosi le proprie responsabilità e facendo “qualcosa” prima che non si verifichi una tragedia, in questo caso trattasi di ”tragedia annunciata”. in quanto le amministrazioni susseguitesi nel corso degli anni, sul problema sono state informate da tempo, con tanto di documentazione presentata da parte di alcuni residenti, che tra l’altro ci é stata messa a disposizione sulla veridicità dei fatti e a dimostrazione di quanto quì evidenziato. Esercitare il ruolo politico infatti, significa servire la comunità e preservare l’ incolumità pubblica. A nulla servono i restauri dei propri beni archeologici e la ristrutturazione di altre opere esteriori, se poi vengono trascurate le priorità, che, specie in questo caso, necessitano di soluzioni urgenti..  * (Art. da redazione cronaca alifana) *(18 Febbraio 1011 - Fonte: “Alto Casertano-Matesino & d” )

-Per visualizzare le altre foto sul caso in oggetto collegarsi alla pagina del portale Alto Casertano(Cliccare quì sopra)

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Castel Volturno(Ce)- Tommaso Morlando lascia l’Idv, l’intervista del giornalista Elio Romano

Il dott. Tommaso Morlando é un grande amico della Testimonial perr la Pace Agnese Ginocchio, gande Amico della Pace.

Una delega importante quella di Tommaso Morlando(nella foto insieme al Leader dell' IDV  on. Antonio Di Pietro): Responsabile dell’Italia dei Valori per la lotta alla criminalità organizzata e per la trasparenza nella Pubblica Amministrazione in Campania.


Tanti rischi personali. Tanto impegno nelle attività di partito con denunce, convegni, seminari e attivismo nel sociale. Poi la decisione di lasciare. Perché?

“Entrare in un partito, almeno per chi crede nella politica, è un vero atto d’amore, perché credi in ciò che fai e senza aspettarti mai nulla in cambio. Dedichi tutto te stesso senza calcoli di convenienza. Dedichi energie, tempo, passione e, cosa non secondaria, ti esponi personalmente a garanzia di quei principi che il partito proclama di perseguire… All’inizio ci sono stati risultati importantissimi con la presenza di Di Pietro nella sala consiliare del Comune di Castel Volturno. Poi la presenza, sempre direttamente in Castel Volturno, di Luigi De Magistriis e di Sonia Alfano. Non posso dimenticare il supporto costante di Antonio Palagiano.

Poi è venuto il momento di dare risposte concrete. Le richieste le abbiamo fatte io e l’avv. Fabio Russo, responsabile della Sezione IdV di Castel Volturno, con denunce e invio di documentazione dettagliata a tutti i livelli all’interno di IdV. All’avv. Fabio Russo, inoltre, è stato chiesto direttamente da Di Pietro di candidarsi con una lista solo IdV, contro tutto e tutti, alle precedenti amministrative di Castel Volturno, esponendoci direttamente.
Ai nostri fatti è seguito un silenzio assordante, soprattutto a livello campano, e, a quel punto, l’amore è finito.”

Eppure Antonio Di Pietro non ha mollato fino all’ultimo…

“Antonio Di Pietro si è comportato sempre correttamente nei miei confronti, cercando in tutti modi di non disperdere tutto il nostro impegno. Gli attestai di stima sono stati numerosi e concreti, ma nell’IdV c’è un difetto di comunicazione. Esistono una serie di filtri che però non funzionano, visto che lo stesso Di Pietro mi ha scritto personalmente dicendomi che non è stato informato correttamente su diversi argomenti.”

Quali sono i problemi dell’IdV provinciale e regionale ?

“L’IdV troppo velocemente si è trasformato da movimento in partito. Non esiste un’organizzazione capace di fare da legante tra i vertici e le periferie. I referenti provinciali e regionali fanno quel che possono, ma non sono capaci di dare risposte concrete e immediate al territorio. E non lo saranno ancora per molto tempo. E noi, soprattutto a Castel Volturno, tempo non ne abbiamo più. La mia delega, per quanto prestigiosa, di fatto si è trasformata in una medaglia di cartone. “

I mali della Terra di Lavoro restano. Ora cosa farai?

“Criminalità organizzata, ecomafie e crisi economica restano evidenti nella loro drammaticità e non possono essere risolte unicamente dalla politica locale. Occorrono interventi straordinari e tavoli istituzionali, dove tutti insieme si possa contribuire ad un reale cambiamento. Nel mio piccolo, insieme all’Associazione Culturale Centro Studi Officina Volturno, creata quasi dieci anni fa insieme a tanti altri cittadini attivi, continueremo a fare la nostra parte.Le denunce di oggi partono da una profonda e duratura conoscenza del nostro territorio.
Non avevo certo bisogno dell’IdV per fare politica concreta. “

Margini per ripensarci ?

“Non si torna mai indietro. Abbiamo la necessità di essere fattivi e di guardare solo avanti.”
Dal lontano giugno 2010 nessuno dell’IdV è più venuto a Castel Volturno.

Ti sei sentito abbandonato ?

”Non sono stato il solo a sentire questa assenza. In modo particolare abbiamo pagato i silenzi di partito sulle problematiche ambientali. I vertici campani di IdV risultano lontani dal territorio reale, amano rincorrere la semplice protesta; spesso si resta confusi nell’assistere ad azioni ed interventi personali che non risultano coordinati dai vertici nazionali e in chiaro contrasto tra loro. “

Hai avallato l’ingresso di Lorenzo Diana nell’IdV e lo hai appoggiato alle precedenti regionali, addossandoti parecchie responsabilità e critiche. Siccome Diana ha avuto l’incarico di coordinatore organizzativo regionale, non poteva essere un occasione per restare ?

“Abbiamo sostenuto con convinzione Lorenzo Diana, organizzando incontri e manifestazioni non solo a Castel Volturno. E’ inutile nascondere che da lui ci si attendeva un ruolo più determinante e adeguato ad una personalità di spessore nazionale. Il nostro sostegno si è basato sulla stima, pertanto non sono stati mai ipotizzati accordi a posteriori. Lorenzo ha fatto le sue scelte. Le rispetto e gli faccio i migliori auguri di cuore, ma il suo ruolo attuale non può portare benefici diretti e immediati al nostro territorio.”

Il popolo di Facebook ha commentato a lungo la notizia. Cosa dici ai tuoi amici ?

”Anche privatamente sono stato raggiunto da svariati messaggi. Prima di tutto ho chiesto a tutti di evitare polemiche che sono sicuramente inutili. Non c’è nessuna lotta o scontro in corso. In verità non sussiste neanche la polemica. La polemica esiste se c’è confronto e se si è organizzati per essere consequenziali. Tutto questo, al momento, nell’IdV non esiste.”

Intervista a cura del giornalista Elio Romano, direttore del periodico e cartaceo "Informare"
(Fonte: Informare)

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venerdì 18 febbraio 2011

Agnese Ginocchio: Sdegno e dolore per la morte di "Noureddine Adnane", lavoratore immigrato che si é dato fuoco, vittima degli effetti del "pacchetto-sicurezza"...


19 Febbraio 2011- E' morto il giovane "Noureddine Adnane", non ce l'ha fatta! VERGOGNA, VERGOGNA VERGOGNATEVI POLITICI!! Solo ieri (venerdi 18 Febbraio 2011) avevo scritto questo comunicato a sostegno di questo nostro fratello immigrato(leggi di seguito) che di fronte all'ennesimo atto di razzismo nei suoi riguardi, effetti del cosiddetto pacchetto sicurezza, fortemente voluto da questo governo, si era dato fuoco..Povero "Noureddine", chissà come ha sofferto. E l' Italia sarebbe il paese dell'accoglienza? Che invece continua a calpestare i diritti umani e la dignità degli stranieri e delle fasce più deboli? Festecggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia non serve proprio a nulla, non prendiamoci in giro, se continuano ad accadere queste tragedie, significa che dimenitichiamo le nostre radici, che siamo un paese che uccide i suoi figli, complice di misfatti, di omertà di omicidi. Se viene trattato così male lo straniero, cosa ne sarà dei nostri giovani nel prossimo futuro?  Dio ci disse di amare e di rispettare il prossimo come noi stessi! Qual'é il nostro prossimo???...Chi é???? Perdonaci Noureddine, perdona l'Italia ingrata che uccide i suoi figli...che tu ora possa riposare in Pace!

Leggi la notizia della morte di Noureddine a questo link:
- E' morto il giovane marocchino. Si era dato fuoco per una multa(Repubblica)

Solidarietà di "Agnese Ginocchio" a Noureddine Adnane. Condanna per l'accaduto!

"Se si continua di questo passo mi rifiuterò di presentare il brano composto per il 150° dell'Unità d'Italia. L'Italia non é il paese dell'accoglienza se tratta così male lo straniero. Possibile che in 150 anni la storia non ci ha insegnato nulla? Possibile che si dimentica così facilmente le nostre radici e che cioé anche i nostri genitori sono stati tutti immigrati?"

"Condanno quanto accaduto! Ancora una volta un nostro fratello immigrato é stato vittima del sistema di potere e del cosiddetto "pacchetto - sicurezza" legge fortemente razzista che ammazza gli ultimi e le fasce più indifese. Ancora una volta sono solo e sempre le fasce più deboli e precarie a pagare le conseguenze di un sistema colluso, marcio e corrotto, di una politica perversa e disumana. La politica non é più politica si é trasformata in un' orge d 'inciviltà, di disonestà e di vergogna. E l' Italia sarebbe il paese dell'accoglienza? Se fosse veramente il paese dell'accoglienza questi fatti non dovrebbero verificarsi. E invece accade il contrario! L' Italia, che si appresta a festeggiare il 150° dell' Unità, dimostra di essere un paese senza cuore, dove governa gente senza cuore, perché al rispetto per la vita e per la dignità della persona, all'accoglienza verso gli stranieri e alla difesa dei senza voce, prevale solo l'arroganza razzista dimostrata da azioni, parole e comportamenti. 150 anni per dimenticare tanto facilmente le nostre radici, che cioé anche i nostri genitori sono stati immigrati e che grazie al fenomeno dell'immigrazione, l'Italia povera del dopoguerra, si é potuta risolelvare ed arricchire. Ed é sempre grazie alla presenza di questi nostri fratelli immigrati, che si abbassano a svolgere tutti quei lavori che invece gli italiani rifiutano, é grazie soprattutto a loro che l' Italia si risolleverà dalla crisi. L'immigrazione apporta ricchezza e il governo cosa fa in cambio? Chiede la caccia allo straniero! Questo é davvero il colmo. Vergogna!! Vergogna !!!Vergogna!!!!
Coraggio Noureddine, non sentirti solo. Devi farcela, torna a vivere per tutti noi! Coraggio siamo tutti con te. Solidarietà e vicinanza a Noureddine Adnane. ( Da: Agnese Ginocchio, Testimonial per la Pace- Movimento Internazionale per la Pace. Caserta..)*(Messaggio scritto un giorno prima di apprendere della notizia del decesso del giovane immigrato,18 Febbraio 2011)

Seguono articoli correlati:

Il Coordinamento per la Pace di Trapani aderisce e partecipa alla manifestazione che si terrà sabato 19 a Palermo in solidarietà a Noureddine Adnane, lavoratore di origine marocchina che si è dato fuoco dopo l'ennesimo controllo alla sua bancarella subito dalla Polizia municipale del capoluogo siciliano. L'esasperazione di Noureddine nasce dal clima avvelenato prodotto dal "pacchetto-sicurezza", dalle varie ordinanze per il cosiddetto "decoro urbano" o contro il cosiddetto "bivacco" che finiscono solo per reprimere e perseguitare i soggetti più deboli (gli immigrati, i venditori ambulanti, i senza casa, i poveri) in nome di quella retorica della legalità svuotata di ogni attenzione alla solidarietà e alla giustizia sociale.
Coordinamento per la Pace - Trapanihttp://coordinamentoperlapacetp.wordpress.com/

Segue articolo correlato:

Palermo. Noureddine che si è dato fuoco

Noureddine Adnane ha 27 anni ed è nato in Marocco. Vive in Italia dal 2002 e si guadagna da vivere facendo l’ambulante. Lo conoscono tutti nel quartiere, e tutti gli vogliono bene, al punto che i palermitani lo chiamano “Franco”. Noureddine riesce a portare a casa una ventina di euro al giorno. Mette i soldi da parte, con ostinazione e speranza, perché vuol far venire in Italia sua moglie e la loro bambina di due anni.

Ma a Palermo i venditori ambulanti, specialmente immigrati, devono fare i conti con la polizia municipale: retate nei mercatini, ispezioni, multe, sequestri della merce, intimidazioni. Noureddine non è un abusivo, ma riceve la visita dei vigili urbani per cinque volte in una settimana: davvero troppo per chi deve sbarcare il lunario tra mille difficoltà. Sta lottando contro la morte.

Questo è il prodotto dell’esasperazione che nasce dalla repressione dilagante nei confronti degli immigrati, dei poveri, dei senza-carte, anche a Palermo.

L’anno scorso le forze dell’ordine si sono scatenate più volte a piazzale Giotto: pistole spianate ed elicottero che volteggiava sul mercatino settimanale. Un incredibile spiegamento di uomini e mezzi per dar la caccia a chi vende cinture o borse a buon mercato. Per non parlare della persecuzione nei confronti dei lavavetri ai semafori, con retate in grande stile contro “pericolosi clandestini” armati di secchio e tergicristallo.

A Palermo è in vigore dall’anno scorso la famigerata ordinanza per il “decoro urbano”, uno dei tanti provvedimenti con cui – in tutta Italia – i sindaci hanno applicato le direttive del pacchetto-sicurezza. La legalità si svela per ciò che è realmente: l’esercizio del potere per schiacciare i più deboli.

Nella Sicilia vessata dal potere mafioso e dal malaffare politico, la “sicurezza” viene garantita perseguitando i soggetti più vulnerabili, come se in questa terra il problema fossero i lavavetri ai semafori o gli ambulanti che vendono la roba sui marciapiedi.

Noureddine voleva solo lavorare in pace e il suo gesto è un urlo assordante contro l’ingiustizia e la criminalità del potere.

Fonte: http://senzafrontiere.noblogs.org/post/2011/02/18/palermo-noureddine-che-si-e-dato-fuoco/

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mercoledì 16 febbraio 2011

Agnese Ginocchio su: Festival di Sanremo 2011, parodia e satira politica in musica delle Iene..

Festival di Sanremo,  parodia e satira politica in musica delle Iene...."Questi festival sono da boicottare...Altro che messaggi di politica...fanno solo distrarre la gente rendendo tutto uno spettacolo e ridicolizzando sulla gravità di quello che sta realmente accadendo nel nostro paese. Ci si ride su e poi finisce tutto lì come una battuta comica e null'altro. Spettacoli, musichette e festival privi di contenuti forti e di esempi di vita vanno assolutamente boicottati! Ma signori miei per cambiare il paese occorre ben altro: impegno, movimento, azione e CORAGGIO nel boicottare questo sistema marcio! Perché piuttosto non scendete tutti in piazza a manifestare come abbiamo fatto per la giornata del 13 Febbraio? E non solo il 13 ma ogni giorno.. boicottare questo sistema colluso. Questo genere di messaggi non si possono mandare da un festival dove si spendono ingenti somme di denaro pubblico sottratte a "chi" veramente ne ha bisogno, scusate ma quì c'é gente che sta lottando tra la vita e la morte, precari in piazza che stanno lottando per difendere il posto di lavoro, bambini poveri a Roma morti bruciati in un rogo divampato nel campo rom....Ma la vogliamo finire di prenderci in giro? Vogliamo SVEGLIARCI VERAMENTE? Gli ITALIANI, popolo narcotizzato da questo sistema colluso, da spettacolini e musichette da "solo solo canzonette"....ma finiamola! Povera Italia. SVEGLIA! Il messaggio del boicottaggio a questo sistema politico marcio é da rilanciare ogni giorno sul nostro cammino, nel ripudiare il sistema e gli oppressori che mercificano il sesso femminile e stanno distruggendo la morale di questa Nazione.... Ora c'é una ragione in più per farlo: ci accingiamo a festeggiare il 150° dell' Unità d'Italia. L'Italia é una e indivisibile, fondata sui valori delle Democrazia, della Costituzione, della Pace e dell' Uguaglianza.... Ma quale 150° vogliamo festeggiare??? Per favore finiamola di prenderci in giro...Spegniamo la TV e accendiamo la ragione!  Facciamo rinascere l' ITALIA VERA fatta da Uomini e donne vere che resistono e lottano per er l'affermazione dei valori veri. Rinascita, Liberazione!"
-Ascolta il mio spot "Contro l'Indifferenza..." - Video Messaggio realizzato per la manifestazione: "Se non Ora Quando?" - http://www.youtube.com/watch?v=90Luc7Zk1xQ )

By: "Agnese Ginocchio cantautrice per la Pace -Testimonial per la Pace"

Note: Foto: Agnese Ginocchio apre in parole e musica d'impegno per la Pace, per i diritti delle donne e per la rinascita dell'Italia, la manifestazione del 13 Febbraio 2011 "Se non Ora Quando?. Caserta 13 Febbraio 2011. Nella foto, il prof. Aldo Altieri tiene il megafono durante l'intervento di Agnese.

Autore foto: ANDREA PIOLTINI, fotoreporter

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lunedì 14 febbraio 2011

Agnese Ginocchio ha aperto la manifestazione: "Se non Ora Quando?". Grandissima partecipazione a Caserta e in Italia. La Forza di tutte le DONNE resistenti cambierà il corso della storia presente!!

Un momento dell'intervento di Agnese Ginocchio durante la manifestazione.
Autore foto: Andrea Pioltini
 AGNESE Ginocchio partecipa e apre la Manifestazione in difesa delle dignità delle donne: " Se non Ora Quando?"

A Caserta e in Italia si é svolta la Manifestazione per la difesa della dignità delle donne: "Se non Ora Quando?".Grandissima partecipazione a Caserta.

Caserta- La casertana Agnese Ginocchio di origine matesina, ha partecipato alla manifestazione nazionale svoltasi nel capoluogo di provincia in difesa della dignità delle donne: Se non Ora Quando?, organizzata a Caserta dal "Coordinamento 13 Febbraio" capeggiato da "Carmela De Lucia" della CGIL. Alla Manifestazione sono pervenute le adesioni di tantissime associazioni impegnate per i diritti delle donne e di associazioni, movimenti
 e studenti della provincia di Caserta. "A Caserta le donne casertane oggi segnano la storia della nostra terra per rilanciare un segnale di civiltà. A 150 anni dell' Unità d'Italia, noi Donne casertane vogliamo dire "No alla politica della vergogna" e "SI " per la rinascita di un' ITALIA fondata sui valori della Costituzione, della Democrazia e della Pace! 150 anni servano per riflettere. Sono una donna impegnata per la Pace. Canto e m' impegno per la Pace, perché credo che non sia più possibile assistere a questo scenario misero e pietoso in cui versa la nostra Nazione, per via di un sistema corrotto, di una politica perversa sempre più collusa con il marcio, che sfrutta le fasce più deboli e precarie, annientando e schiacciando i "Sogni" e le "Speranze" dell' uomo...".Con queste parole seguite da un suo brano eseguito dal vivo con la chitarra, mentre l'autorevole prof. Aldo Altieri - amico delle donne- si era prestato a tenerle gentilmente il megafono, la Testimonial della Pace ha aperto la giornata dedicata alla dignità delle donne. Piazza Dante gremita di gente. Sono scese in tutte le piazze d'Italia oltre un milione di donne in compagnia di tanti uomini e amici delle donne, che sostengono le lotte per la difesa dei diritti e della dignità delle donne. In molte zone del sud le donne che emergono dalla massa, che alzano la voce per difendere i diritti civili e condannare l'ingiustizia dilagante, sono purtroppo oggi ancora "oggetto" di una mentalità fondamentalmente distorta e maschilista. Agnese Ginocchio é indubbio e trasparente esempio di "Donna resistente e combattiva" e di quella parte del sud resistente e non rassegnato, che credendo ancora nei valori della trasparenza, della legalità della Pace e della parità dei diritti, si muove ogni giorno per la rinascita ed il riscatto morale, civile, sociale, culturale e politico di un sud assediato dalla piaga della criminalità, del cinismo, dell' indifferenza e dell' immobilità della società civile che per preferendo l' atteggiamento di comodo tace, facendo finta di non vedere e di non udire i problemi e le emergenze della comunità intorno. A 150 dell' Unità d'Italia "grazie" alle Donne resistenti che si ergono sorreggendo la morale e i valori inderogabili, che l'Italia potrà avere speranza di cambiare e di rinascere. "La FORZA di TUTTE le DONNE RESISTENTI CAMBIERA' il CORSO della NOSTRA STORIA PRESENTE". Quest' ultima frase hanno scritto gli uomini di Caserta nel loro documento di sostegno per la difesa della dignità delle donne diffuso durante la manifestazione del 13 Febbraio 2011. Per visualizzare il video messaggio spot di Agnese Ginocchio realizzato per la manifestazione suddetta collegarsi al seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=90Luc7Zk1xQ (Comunicato stampa)

(Foto:momenti della manifestazione: intervento di Agnese Ginocchio per il TG della televisione campana " TLC News", diretto dalla giornalista Ida IORIO e fotoricordo con il "Popolo Viola" di Caserta. Autore foto: Andrea PIOLTINI)
Un momento dell'intervento di Agnese Ginocchio durante la manifestazione.
Il prof. Aldo Altieri tiene il megafono. A dx Colette Esposito del Popolo Viola.
Autore foto: Andrea Pioltini


Autore foto: Andrea Pioltini. (Inserire altre foto)
Vedi e ascolta il video messaggio di Agnese Spot sulla manifestazione odierna su youtube: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=90Luc7Zk1xQ

Momento della manifestazione: Agnese Ginocchio insieme all' ex assessore
provinciale Lucia Esposito, alla dirigente scolastica della scuola media di
Casagiove prof.ssa Rosa Clemente e altre persone.
Autore foto: Andrea Pioltini

(SEGUE COMUNICATO diffuso ieri a CASERTA)

LA FORZA DI TUTTE LE DONNE RESISTENTI CAMBIERA' IL CORSO DELLA NOSTRA STORIA PRESENTE!!!

Questo hanno scritto gli uomini di Caserta nel loro documento di sostegno per la difesa della dignità delle donne. Sicuramente questa consapevolezza oggi ha ricevuto la più ampia conferma dalle piazze di tutto il mondo, che le donne con la loro forza sono riuscite a riempire come mai era successo.E’ stato bello vedere donne di generazioni diverse scendere in piazza e lo è stato ancora di più vedere scendere in piazza al fianco delle donne gli uomini. Uomini e donne con lo stesso sentire e con la voglia di cambiare questo Paese, che B. con le sue televisioni, con la sua volgarità, con il suo disprezzo per le Istituzioni, con la sua corte di leccapiedi ha portato

Momento della manifestazione. Agnese Ginocchio rilascia una dichiarazione
 per il TG di un emittente televisiva campana presente alla manifestazione.
Autore foto: Andrea Pioltini
allo sfascio etico, sociale ed economico. Basta! abbiamo gridato a partire da Palermo, in una manifestazione come non si vedevano da moltissimo tempo, e poi da tutte le Piazze d’Italia, d’Europa e degli altri continenti, Basta con questa banalizzazione della prostituzione, basta con questo disprezzo per le donne trattate come oggetti di scambio usa e getta, basta con la banalizzazione degli incarichi istituzionali e delle candidature di donne elargite come compenso per la vendita del proprio corpo.
FotoNotizia:  Manifestazione "Se  non Ora Quando?"Agnese Ginocchio insieme agli amici del Popolo Viola di Caserta: Carlo Scalera, Gianluca Capo, Mario Guida, Mimmo Marzaioli, Colette Esposito e altri amici. Autore foto: Andrea Pioltini
Le donne tutte pretendiamo rispetto, vogliamo lavorare, fare politica, assumere incarichi di responsabilità e vogliamo farlo con la forza delle nostre idee , della nostra capacità, del nostro sapere, della nostra

Momento della manifestazione. Agnese Ginocchio rilascia una dichiarazione
per il TG di un emittente televisiva campana presente alla manifestazione.
Autore foto: Andrea Pioltini
intelligenza. E’ ora che nel nostro Paese si ricominci a valorizzare il merito in tutti i campi per le donne e per gli uomini, così non può più andare avanti. E’ inaccettabile che un Paese come il nostro debba ritrovarsi Oggi nella classifica del World Economic forum sulla discriminazione di genere , al 74esimo posto, dopo

Altro momento della manifestazione. Agnese interviene e canta per la Pace
L'autorevole prof. e giornalista Aldo Altieri tiene il megafono.
Autore foto: Andrea Pioltini
Paraguay, Vietnam e repubblica Dominicana. Riprendiamoci la dignità, ha detto oggi Suor Eugenia Bonetti nel suo intervento appassionato ed applauditissimo alla manifestazione di Roma, richiamando la responsabilità dei media nel rilancio dell’immagine della donna come corpo, l’ipocrisia della politica nel pensare di risolvere il problema prostituzione togliendola dalle strade per rinchiuderla nelle case private. Fortissimo il suo appello alle autorità civili e religiose, al mondo maschile e maschilista che non si è mai messo in discussione, alla scuola, alle famiglie , alle parrocchie ai gruppi giovanile, alle agenzie di informazione deformazione e soprattutto alle donne, affinché insiemi tutti possiamo riappropriarci di quei valori e significati sui quali si basa il bene comune,

Agnese Ginocchio e la giornalista Ida IORIO, direttrice( e prima Donna)
 di tutti iTG Campania, valida donna in carriera, che usa l'intelligenza,
la cultura e la corretta informazione per affermare le sue idee.
Autore foto: Andrea Pioltini
per una convivenza degna di persone umane per una società più giusta, più libera, con la speranza di un futuro di pace e armonia dove la dignità di ogni persona è considerata il primo bene da tutelare e custodire. L’auspicio è che gli uomini e soprattutto le donne accolgano questo appello, prendano consapevolezza di quanto sia necessario cambiare il nostro modo di agire, il nostro impegno per una rivoluzione culturale e sociale che ci faccia uscire da questo baratro, per cambiare con la nostra forza la storia presente e preparare un futuro migliore alle generazioni future!!! (Di "Nella TOSCANO"- RETE delle Donne Milano)
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sabato 12 febbraio 2011

Partecipa alla Manifestazione del 13 Febbraio "Se non Ora Quando?"

DOMANI a CASERTA le DONNE SEGNERANNO la STORIA della nostra TERRA e rilanceranno un segnale di CIVILTA'. A 150 anni dell'Unità d'ITALIA le DONNE CASERTANE scenderanno in piazza per manifestazione e per dire "NO alla politica della VERGOGNA" e "SI " per la rinascita di un' ITALIA fondata sui VALORI della Costituzione e della Democrazia! 150 anni servano per riflettere!!!

Manifestazione del 13 Febbraio per la dignità delle donne contro la politica SCANDALO! Riporto un Commento al mio video su youtube: "Possiamo ancora salvarlo questo paese abbiamo bisogno di grande partecipazione che le noste città tornino ad essere piazze con tantisssima gente...". INVITO, nel nome della PACE alla partecipazione in massa. Cittadini SVEGLIA! QUESTA è l'ora del RISCATTO!

Info manifestazione Caserta dalle ore 10,30 alle 12,30 saremo tutte e tutti  in piazza Dante.

Mio Video Messaggio Spot a sostegno della Manifestazione in difesa della dignità delle Donne: "Se non Ora Quando?"


Video Messaggio Spot di Agnese Ginocchio. "Ecco perché io partecipo alla manifestazione del 13 Febbraio".( Leggi info al sito ufficiale: http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/ ..."Sono una "Donna impegnata per la Pace". Canto per la Pace e mi impegno per la Pace perché credo non sia più possibile assistere a questo scenario misero e pietoso in cui versa la nostra Nazione, a causa di una politica sempre più collusa con il marcio che anziché essere vicina e servire la propria comunità, é sempre più distante, sfruttando le fasce più deboli e precarie, annientando e schiacciando i "Sogni" e le "Speranze" dell' uomo... Bisogna "Svegliarsi" dal torpore che impedisce all' uomo del III Millennio di reagire agli abusi di potere e alle ingiustizie. Ecco perché scendo in piazza per l'ennesima volta a manifestare per un Diritto: il Diritto di sentirmi "Donna" che osa- "nel nome della Pace" -difendere le proprie idee, sfidare le incertezze e disarmare l' arroganza dell' uomo che considera le donne solo come un 'oggetto di piacere'...ma non é così! Siamo DONNE che pensano al plurale(globale), che si impegnano per difendere un' altra cultura, che "alzano la voce" schierandosi contro un sistema marcio, che denunciano l' illegalità delle azioni e dei comportamenti per difendere fermamente la nostra "scelta di Pace" , senza se e senza ma, perché possa prevalere un giorno Verità e Giustizia, pilastri sui quali si fonda una società giusta ed equa, una "Civiltà di Pace" governata da politici "di - e per- la Pace" che fondano le loro leggi non sul potere o sui voti di scambio, sugli scambi di favore e sugli scambi di sesso, ma sulla "Moralità", sull' etica e sulla solidarietà, perché si affermino una volta per tutte i sacrosanti valori della Costituzione Italiana, per la riaffermazione di uno Stato di Diritto in cui prevalga la Democrazia. A 150 anni dall' Unità d'Italia questo vogliamo ribadire e questo desideriamo, per questo ci impegniamo perché si realizzi un' altra Italia: un' IItalia vera, giusta, solidale, un' Italia rappresentata da DONNE vere e altruiste, che pensano con la propria testa, che rischiano per difendere i loro Ideali, e che non vendono il proprio corpo per piacere e denaro. Questa é l' Italia che vogliamo...un' Italia abitata e rappresentata da Donne caparbe e vere, da Donne che si mettono in Movimento per difendere la Verità! Ecco perché partecipo alla manifestazione del 13 Febbraio 2011 per ribadire i miei Diritti di Donna, "la mia scelta di Pace", ora e sempre!" By: AGNESE Ginocchio (cantautrice e Testimonial per la Pace) * http://www.agneseginocchio.it "***Note: Il brano che fa da sfondo a questo spot é tratto da: " Contro l'Indifferenza..."(composto e cantato da Agnese Ginocchio, arrangiamento by: m° Niki Saggiomo-Napoli)


Note: Le foto che compongono il video sono tratte dal web, dalle recenti manifestazioni italiane, dai reportage fotografici di Andrea Pioltini.

giovedì 10 febbraio 2011

Il mio SPOT Video Messaggio- Ecco perché partecipo a: "Se non Ora Quando?"( Manifestazione nazionale per la Dignità delle Donne del 13 Febbraio 2011)


Leggi articolo aggiornato:
Agnese Ginocchio ha aperto la manifestazione: "Se non Ora Quando?". Grandissima partecipazione a Caserta e in Italia. La Forza di tutte le DONNE resistenti cambierà il corso della storia presente

-Video Messaggio Spot di  Agnese Ginocchio. "Ecco perché io partecipo alla manifestazione del 13 Febbraio".( Leggi info al sito ufficiale: http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com%20)/
"Sono una "Donna impegnata per la Pace". Canto per la Pace e mi impegno per la Pace perché credo non sia più possibile assistere a questo scenario misero e pietoso in cui versa la nostra Nazione, a causa di una politica sempre più collusa con il marcio che anziché essere vicina e servire la propria comunità, é sempre più distante, sfruttando le fasce più deboli e precarie, annientando e schiacciando i "Sogni" e le "Speranze" dell' uomo... Bisogna "Svegliarsi" dal torpore che impedisce all' uomo del III Millennio di reagire agli abusi di potere e alle ingiustizie. Ecco perché scendo in piazza per l'ennesima volta a manifestare per un Diritto: il Diritto di sentirmi "Donna" che osa- "nel nome della Pace" -difendere le proprie idee, sfidare le incertezze e disarmare l' arroganza dell' uomo che considera le donne solo come un 'oggetto di piacere'...ma non é così! Siamo DONNE che pensano al plurale(globale), che si impegnano per difendere un' altra cultura, che "alzano la voce" schierandosi contro un sistema marcio, che denunciano l' illegalità delle azioni e dei comportamenti per difendere fermamente la nostra "scelta di Pace" , senza se e senza ma, perché possa prevalere un giorno Verità e Giustizia, pilastri sui quali si fonda una società giusta ed equa, una "Civiltà di Pace" governata da politici "di - e per- la Pace" che fondano le loro leggi non sul potere o sui voti di scambio, sugli scambi di favore e sugli scambi di sesso, ma sulla "Moralità", sull' etica e sulla solidarietà, perché si affermino una volta per tutte i sacrosanti valori della Costituzione Italiana, per la riaffermazione di uno Stato di Diritto in cui prevalga la Democrazia. A 150 anni dall' Unità d'Italia questo vogliamo ribadire e questo desideriamo, per questo ci impegniamo perché si realizzi un' altra Italia: un' IItalia vera, giusta, solidale, un' Italia rappresentata da DONNE vere e altruiste, che pensano con la propria testa, che rischiano per difendere i loro Ideali, e che non vendono il proprio corpo per piacere e denaro. Questa é l' Italia che vogliamo...un' Italia abitata e rappresentata da Donne caparbe e vere, da Donne che si mettono in Movimento per difendere la Verità! Ecco perché partecipo alla manifestazione del 13 Febbraio 2011 per ribadire i miei Diritti di Donna, "la mia scelta di Pace", ora e sempre!" By: AGNESE Ginocchio (cantautrice e Testimonial per la Pace) * http://www.agneseginocchio.it "***Note: Il brano che fa da sfondo a questo spot é tratto da: " Contro l'Indifferenza..."(composto e cantato da Agnese Ginocchio, arrangiamento by: m° Niki Saggiomo-Napoli)

Note (2): Le foto che compongono il video sono tratte dal web, dalle recenti manifestazioni italiane, dai reportage fotografici di Andrea Pioltini.

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martedì 8 febbraio 2011

Appello pro referendum Acqua. Siamo tutti chiamati a votare i 2 "SI" per la vita!

Ciao a tutte/i,

in primavera andremo a votare per il referendum sull’acqua, sarà un momento importante, fondamentale, una lotta finale tra chi crede che anche questo bene pubblico per eccellenza vada privatizzato e lo si possa trasformare in profitto e chi, al contrario, vuole che resti di tutti, che non venga sperperato e che non si aumenti il prezzo per usufruirne.
Nella vittoria finale tra queste due visioni ognuno di noi svolgerà un ruolo determinante. Dalla loro parte c’è il potere economico, dell’informazione e purtroppo anche di una buona parte della politica partitica; dalla nostra c’è la passione, la sete di giustizia e la consapevolezza che il vero cambiamento possa avvenire solo dal basso, attraverso la partecipazione attiva di tutti. Abbiamo raccolto 1 milione e 400 mila firme, un successo straordinario, inaspettato. Ma questo dato anche se fa ben sperare è solo l’inizio, ora l’obiettivo è trasformare questa cifra da 1 milione e 400 mila a 25 milioni. Non sarà facile, sono anni che nel nostro Paese non si raggiunge il quorum e la disinformazione sarà enorme. Forse più che la disinformazione ancora più forte sarà il silenzio di coloro che mirano a non far raggiungere il quorum. Ma quello sarà il momento di far sentire con forza la nostra voce! Per raggiungere quella cifra, per far trasformare quel seme in pianta in grado di fare frutti occorre che ognuno di coloro che ha firmato per la richiesta di referendum convinca 25 persone ad andare a votare per i due quesiti. Allora il mio invito è che ognuno di noi crei una propria lista personale. Una “lista per l’acqua”, una “water list”. Può essere un foglio elettronico Excel o anche un foglio di carta attaccato al frigorifero, ma ognuno di noi deve avere il proprio. E su questa lista deve scrivere i nomi delle persone sicure che ha convinto ad andare a votare. Il vicino di casa, il parente, il collega di lavoro, la mamma dell’amichetto di nostro figlio che aspetta fuori la scuola l’orario d’uscita, il prete della propria parrocchia.
La chiesa deve far sentire la sua voce, per un cristiano l’acqua, oltre ad essere indispensabile per la sopravvivenza fisica, è anche, attraverso il battesimo, simbolo della propria nascita spirituale. L’acqua è il dono più importante che abbiamo ricevuto, ed è un obbligo morale difenderla da questa bestia bramosa che tutto fagocita.
Occorre far comprendere la fondamentale importanza di andare a votare e far andare a votare. Tanta parte della popolazione non aspetta altro che sentirsi partecipe, il vero successo sarà anche quello di far prevalere la volontà costituzionale di una cittadinanza attiva e non passiva.
Solo in questo modo tra qualche mese potremo festeggiare la vittoria. Ovviamente brindando con un bel bicchiere d’acqua pubblica!
Forza!

Gianluca Ferrara (Dissensi ed.ni)
Movimento Missionari Comboniani

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-Vedi e ascolta il Video che accompagna il brano d'impegno per la Pace dal titolo: "Canto per l' Acqua" (contro la privatizzazione) di Agnese Ginocchio



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